Giovinazzi: "Magnussen ha frenato e la strada era sbarrata!"

Il pilota pugliese dell'Alfa Romeo racconta il crash alla prima ripartenza dalla safety car del GP di Toscana: Antonio ha centrato in pieno la Haas di Magnussen mentre era in scia a Latifi che l'ha evitato sopstandosi sulla sinistra. Poi + arrivato Sainz che ha centrato le due monoposto. "Mi hanno fatto notare che sono stato sfiorato da un pezzo di carbonio. Con monoposto di qualche generazione fa forse oggi parleremmo d’altro...".

Giovinazzi: "Magnussen ha frenato e la strada era sbarrata!"

La doppia trasferta italiana di Monza e Mugello non ha riservato ad Antonio Giovinazzi alcuna soddisfazione e nessuno come lui ci teneva a festeggiare una domenica speciale nel suo paese.

L’errore della squadra nel Gran Premio d’Italia (quando lo ha richiamato ai box con la pit-lane chiusa) e l’incidente multiplo avvenuto al Mugello (nella ripartenza lanciata) hanno condizionato il bilancio delle tappe italiane di Giovinazzi, che ora spera in un girone di ritorno del Mondiale 2020 che possa anche gettare le basisu cui ottenere la riconferma per la prossima stagione.

Domenica scorsa Antonio ha vissuto momenti di alta tensione nella carambola che lo ha visto schiantarsi contro la Haas di Kevin Magnussen, apparsa all’improvviso davanti all’Alfa Romeo numero 99.

Smaltito lo spavento e la rabbia per aver concluso una gara con largo anticipo, Antonio ha messo sulla bilancia anche il pericolo scampato e, due giorni, dopo ha analizzato con maggior freddezza l’accaduto.

Iniziamo dall’aspetto più importante: tutto bene?
“Sì, nessun problema. È stato un incidente molto violento, ero in sesta marcia in pieno rettilineo, e l’unica buona notizia è che nessuno ha riportato delle conseguenze. Se fosse accaduto quello che abbiamo visto domenica scorsa con monoposto di qualche generazione fa forse oggi parleremmo d’altro. È stata una situazione molto, molto pericolosa”.

Abbiamo visto un fermo immagine in cui sei stato sfiorato da un pezzo di carbonio…
“Me lo hanno fatto notare il giorno dopo la gara. Quando sono uscito dalla monoposto ero molto arrabbiato e non ho neanche controllato il casco per verificare se ci fossero segni di un contatto. Fortunatamente non è successo nulla”.

Come si è creata la condizione che ha innescato l’incidente?
“Dopo l’Arrabbiata 2 ci è arrivata l’informazione che la safety car sarebbe rientrata ai box, ci siamo preparati alla ripartenza, io ero quattordicesimo, dietro Latifi. Ora, non voglio puntare il dito contro nessuno, mi è già capitato di trovarmi in una situazione simile a Baku nel 2016 quando correvo in GP2".

"Un pilota (Matsushita) fu squalificato per una gara poiché nel tentativo di non perdere posizioni accelerò per poi frenare poco dopo, innescando il caos. A Baku fui fortunato perché nel la confusione riuscii a restare fuori dai guai e guadagnai molte posizioni, domenica scorsa è andata peggio”.

Cosa ti ha colto di sorpresa?
“Ero dietro Latifi ed ho visto che ha iniziato ad accelerare, i semafori erano verdi, e rivedendo le immagini on-board anche Magnussen aveva dato gas (il danese insieme a Latifi e Kvyat è stato tra i piloti convocati dal collegio dei Commissari Sportivi dopo la corsa). Poi però Kevin ha frenato cogliendo di sorpresa Latifi alle sue spalle, che è riuscito a sfilare a sinistra, sfiorandolo. Quando la Williams che mi precedeva si è spostata mi sono ritrovato la Haas davanti, e non ho potuto far nulla. Lo stesso è accaduto a Sainz, che era alle mie spalle, e a lui è andata ancora peggio, perché di macchine davanti se ne è trovate due”.

Chi ha sbagliato?
“Ho sentito via-radio che la safety car sarebbe rientrata, mi sono preparato al via e quando la monoposto davanti a me ha accelerato ho fatto lo stesso. I semafori erano verdi e vedevo solo il posteriore della Williams, e poi di colpo mi sono ritrovato con la strada sbarrata”.

Tanti danni…
“Purtroppo sì, ho colpito la macchina di Magnussen, e Sainz ha colpito me. La differenza di velocità tra le monoposto è stata elevata, ero ormai in sesta a 270 km/h”.

Come ti è sembrato il Mugello al di là dell’epilogo del tuo weekend?
“Il giro lanciato in qualifica è davvero speciale. È una pista molto veloce ed adoro le curve ad alta velocità e la presenza della ghiaia. Ha tutti gli ingredienti old-style, come Suzuka, e non sono sorpreso dalle reazioni positive di tutti i piloti".

"Poi, al di là degli imprevisti, abbiamo visto in gara che i sorpassi ci sono stati. Al volante delle Formula 1 attuali, con il carico aerodinamico che abbiamo, questa pista è davvero emozionante”.

La Formula 1 sta iniziando il girone di ritorno. Con quale aspettative affronti questa seconda metà di stagione?
“Sappiamo che stiamo affrontando una stagione difficile, siamo andati a punti la prima gara, che è stata molto caotica e Kimi c’è riuscito a Mugello, in un’altra gara incasinata. Possiamo sfruttare queste chance per puntare alla top-10, fermo restando che la squadra ha fatto dei progressi rispetto all’inizio della stagione".

"In qualifica siamo cresciuti, soprattutto rispetto a Williams, la strada è quella giusta e dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro”.

A proposito di gare ‘pazze’, quanto ti ha pesato non essere stato tra i piloti che hanno beneficiato del caos di Monza?
“Sono stato tra i primissimi a complimentarmi con Pierre (Gasly) perché ha meritato la vittoria, soprattutto considerando il periodo che ha dovuto superare lo scorso anno. Ho sempre saputo che è un pilota veloce, nel 2016 siamo stati compagni di squadra in GP2, ci siamo giocati il titolo fino all’ultima gara ed è un pilota che rispetto e ritengo un amico, cosa non comune in pista".

"Sono stato contento per lui, ma ammetto che c’è stata anche un po' di gelosia… io amo quel podio. Credo che da parte nostra ci fosse la possibilità di conquistare dei punti, ma purtroppo non siamo riusciti ad approfittare della situazione”.

Hai ripensato al 2016 quando in GP2 sei stato tu a beffare Gasly proprio a Monza?
“Eh, sì. Pierre si è preso la rivincita. Venerdì in qualifica mi piazzai secondo a pochi millesimi da Pierre, ma dopo la sessione fui squalificato (per un problema tecnico) e mi comunicarono che avrei dovuto prendere il via dall’ultima posizione. Così me ne tornai in Hotel da solo a piedi…”.

A piedi?
“Si, per sbollire la rabbia. Dovevo calmarmi, così mi sono isolato per sbollire un po'. E poi il giorno dopo colsi io l’occasione e vinsi la gara, salendo su quel podio. Peccato che quest’anno sia mancata la cornice del pubblico, il podio è sempre bello ma l’abbraccio degli appassionati italiani è unico”.

Tornando alle otto gare che ti aspettano, sarà un periodo nel quale conoscerai anche il tuo futuro. Credi che le due situazioni siano legate?
“Fino a questo momento non credo di aver lasciato dei punti per strada, sono 5-4 con Kimi in qualifica, mi aspettano otto gare in cui voglio farmi trovare pronto per cogliere una chance. Poi vedremo”.

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Incidente di Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 e Kevin Magnussen, Haas VF-20
Incidente di Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 e Kevin Magnussen, Haas VF-20
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Incidente di Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 e Kevin Magnussen, Haas VF-20
Incidente di Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 e Kevin Magnussen, Haas VF-20
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Auto di Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, Kevin Magnussen, Haas VF-20 e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 viene recuperata dai marshal
Auto di Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, Kevin Magnussen, Haas VF-20 e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 viene recuperata dai marshal
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Meccanici muovono la vettura di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Meccanici muovono la vettura di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo, e Esteban Ocon, Renault F1, sulla griglia
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo, e Esteban Ocon, Renault F1, sulla griglia
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 si ferma per la penalità
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39 si ferma per la penalità
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Casco di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
Casco di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Alfa Romeo

Casco di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
Casco di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Alfa Romeo

Casco di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
Casco di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Alfa Romeo

George Russell, Williams FW43 e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39, scendono dalle loro auto dopo l'incidente
George Russell, Williams FW43 e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39, scendono dalle loro auto dopo l'incidente
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C39
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

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