Bortoleto: "Dopo due titoli vinti trovarmi nelle ultime posizioni è stata dura"
Il rookie del momento, Gabriel Bortoleto, si racconta in esclusiva a Motorsport.com. Le sue origini, i momenti difficili nelle categorie propedeutiche che lo hanno reso più forte e vincente sia in F3 che in F2. Il brasiliano ha sofferto nei primi GP trovandosi in fondo alla griglia, ma con la Sauber ora si sta mettendo in mostra...
Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Non è semplice per un pilota di Formula 1 avere la piena consapevolezza della sua storia sportiva in tempo reale. Sono in tanti ad aver messo a fuoco il proprio vissuto solo a carriera conclusa, un apprezzamento tardivo non privo di rammarichi. Gabriel Bortoleto rappresenta una splendida eccezione. I vent’anni emergono, come è giusto che sia, ma si alternano con una visione che spiazza, osservazioni che portano a credere di essere davanti ad un ragazzo molto più maturo della sua età anagrafica.
In meno di due anni Bortoleto ha cambiato la sua storia sportiva e probabilmente anche la sua vita. Il 2 settembre 2023 Gabriel si è aggiudicato il titolo di campione Formula 3, il 6 novembre dell’anno successivo la Sauber F1 ha annunciato il suo ingaggio nel ruolo di pilota titolare.
“Sono un ragazzo felice, grato di ciò che sto vivendo e delle opportunità che ho avuto. Ho diversi amici con tutte le capacità per meritare una chance in Formula 1, ragazzi di talento che farebbero di tutto per essere nella posizione in cui mi trovo io oggi, ed è un aspetto a cui penso spesso. Mi porta a lavorare molto, a dare il massimo in tutto ciò che serve per sfruttare al meglio l’opportunità che ho avuto”.
Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Non sono parole di circostanza, basti osservare l’espressione sul volto di Gabriel ogni volta che si appresta a scendere in pista. L’obiettivo è lo stesso di tutti i piloti, si lavora (molto, nel caso di Bortoleto) e si punta a far sempre il meglio, ma c’è una voce dentro Gabriel che lo porta ad assaporare in pieno ciò che fa.
Sembra banale, ma ormai è cosa rara, quando un giovane varca la porta d’ingresso del paddock di Formula 1 deve affrontare, più o meno consciamente, il rischio di essere travolto dal sistema. L’entusiasmo iniziale sfuma presto, il sorriso (non di rado) scompare dal volto dopo poche gare.
Non è il caso di Bortoleto...
“Mi piace essere qui, ho sognato tutta la mia vita di poter fare ciò che sto facendo, ho la fortuna di essere uno dei venti piloti che partecipano al campionato mondiale di Formula 1. Ovviamente ho dei miei obiettivi e dei miei sogni, sono determinato a raggiungerli ed è ciò che mi dà l’energia per guardare avanti e continuare a dare il massimo. Sto facendo qualcosa che mi piace, alla fine credo che la parte più bella nel raggiungimento di un obiettivo sia il percorso, vivere giorno dopo giorno per trasformare un sogno in realtà”.
Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
A dodici anni lascia il Brasile con destinazione Desenzano sul Garda, una buona carriera in kart poi l’approdo in monoposto. Un percorso non privo di ostacoli...
“Ci sono stati momenti difficili. Nel 2022 (anno in cui Gabriel ha disputato la sua seconda stagione in F.Regional) ho avuto diversi problemi con i motori, ma sono criticità che non vengono rese pubbliche. In quell’occasione mi sono reso conto che l’unica cosa da fare era rimboccarsi le maniche e cercare di recuperare terreno dove era possibile farlo, non aveva senso accampare scuse, e oggi guardando indietro, mi rendo conto che quella situazione mi ha fatto diventare un pilota ed una persona più forte. Ho messo tutte le mie energie sugli aspetti che potevo migliorare, dovevo guadagnare decimi dove possibile, e credo di essere cresciuto. La conferma l’ho avuta quando i problemi tecnici sono stati risolti”.
“Una volta risolto tutto ho iniziato a vincere, il finale di stagione è stato molto buono. Ma la conferma più importante l’ho avuta nel mio primo test in assoluto al volante di una monoposto di Formula 3. Sono andato a Jerez con il team Trident, in precedenza non avevo mai guidato una macchina con quella potenza, è stata la mia prima volta in assoluto e… mi sono ritrovato leader con mezzo secondo di vantaggio sul primo degli avversari. È venuto tutto in modo naturale, dal feeling con la macchina al rapporto con gli ingegneri, e quel giorno ho capito che avrei potuto fare molto bene, cosa che poi è accaduta la stagione successiva con la conquista del titolo”.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing, Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
A conferma del ruolo chiave che ha avuto il 2022 nella carriera di Bortoleto, c’è anche l’arrivo di Fernando Alonso, che lo vuole nella sua A14 management...
“La figura di Fernando è arrivata a metà 2022, ed è stato un passaggio molto importante, un grande valore aggiunto. Nel 2023 sono arrivato in Formula 3 e per la prima volta correvo nei weekend di Formula 1, quando sono entrato in circuito per la prima volta mi sono reso conto che avrei corso sotto gli occhi di tutte le maggiori squadre di Formula 1, quindi ho chiesto a Fernando molti consigli su come gestire il weekend di gara, la pressione, le aspettative e tante altre cose. Si è portati a credere che una persona molto impegnata come Alonso non abbia tempo, ma posso confermare che lo ha sempre trovato, magari sacrificando le sue pause, e trovo questa sua disponibilità una cosa molto bella e ovviamente un grande valore aggiunto”.
Dalla McLaren alla Sauber, passando dal successo in F2
Vincere accelera i processi. Di colpo Bortoleto diventa uno dei giovani da seguire con grande attenzione...
“Dopo aver iniziato molto bene la stagione 2023, vincendo le prime due feature race, un giorno ho ricevuto una telefonata di Emanuele Pirro. Avevo lavorato in F.4 con suo figlio Goffredo, che era stato il mio ingegnere, ma non avevo mai avuto modo di conoscere Emanuele e non ero neanche a conoscenza del ruolo che in quel momento aveva in McLaren, ovvero responsabile del programma giovani. Ricordo bene la telefonata e rimasi davvero stupito. Emanuele si è confermato una gran bella persona, c’è voluto un po' di tempo per preparare il contratto ma alla fine sono stato il primo pilota ad entrare ufficialmente nel programma”.
Gabriel ha continuato a vincere, probabilmente prendendo in contropiede anche la stessa McLaren, che si è ritrovata lo scorso autunno ad avere in casa il campione Formula 2 senza potergli garantire un futuro nel breve e medio termine...
“McLaren è sempre stata molto trasparente nei miei confronti, hanno chiarito che non sarebbero stati un ostacolo qualora avessi avuto un’opportunità di correre in Formula 1. Dopo la mia vittoria in Formula 2 non avevano un sedile disponibile, Oscar e Lando sono giovani, molto forti e hanno contratti a lunga scadenza. Così quando hanno saputo che c’era questa opportunità in Sauber sono stati di parola e mi hanno liberato”.
Gabriel Bortoleto, Sauber, Mattia Binotto, Sauber
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Arriva così una grande opportunità. Mattia Binotto mette gli occhi su Bortoleto, il 2025 sarà un anno di transizione in viste dell’investitura ufficiale Audi, uno scenario ideale per far esordire un giovane. Gabriel si assicura l’ultimo sedile ancora libero al termine di un mercato piloti che ha visto un gran numero di cambi di casacca e l’arrivo di quattro esordienti.
Sulla carta c’è il rischio di ritrovarsi in posizioni difficili, e l’inizio di stagione sembra confermare questo pronostico...
“L’avvio di campionato non è stato semplice. Dentro la squadra il mio contributo è sempre stato giudicato positivamente, ma provenendo da due campionati vinti ritrovarsi a lottare nelle ultime posizioni è stato un passaggio mentalmente non semplice da accettare. L’ambizione è sempre difficile da controllare, ma poi gara dopo gara la situazione è migliorata molto e mi sono ritrovato nella top-10, una bella sensazione!”.
Cresce la Sauber e insieme al team cresce anche Bortoleto. Lo scenario è l’ideale, poca pressione, aspettative contenute e un ottimo clima all’interno della squadra...
“Sono fiducioso, credo che abbiamo una macchina buona, magari non sarà possibile ambire alla zona punti su tutte le piste, ma credo che nella maggior parte ce la giocheremo. Rispetto all’inizio della stagione abbiamo fatto un grande salto in avanti, ci sono stati momenti in cui eravamo in ultima fila, ma ora la situazione è decisamente migliorata”.
Con l’arrivo dei primi risultati è aumentata anche l’intensità dei riflettori che hanno iniziato a svelare la persona dietro il pilota. Il grande pubblico ha visto per la prima volta il suo entusiasmo, il suo piacere genuino nel guidare una monoposto di Formula 1 e di essere dove ha sempre sognato di arrivare.
Nico Hulkenberg, Sauber, Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Andy Hone / LAT Images via Getty Images
Non è passata inosservata anche la sua felicità nel vedere il compagno di squadra Nico Hulkenberg centrare un traguardo storico a Silverstone, salendo sul podio dopo 239 Gran Premi. Sotto quel podio, a festeggiare, c’era anche Gabriel...
“Nico è una grande persona e un grande pilota, quando a Silverstone ha tagliato il traguardo in terza posizione è stata un’emozione. Mi sta aiutando molto, ho imparato e continuo ad imparare molto da lui, e quando con una persona hai un bel rapporto credo venga spontaneo condividere anche una parte della sua gioia, quindi mi è sembrato naturale andare sotto il podio a festeggiarlo".
"Ha disputato una grande gara, ha preso le decisioni giuste e ha ottenuto un risultato meritato, e da parte mia volevo essere lì in quel momento a celebrarlo. Quando ho visto Nico alzare il trofeo mi sono detto ‘bene, ce la metterò tutta, voglio essere lì anche io’. Quell’immagine mi ha caricato”.
L’esperienza del 2022 ha forgiato il carattere di Bortoleto. È di gran lunga l’esordiente arrivato al via della sua prima stagione in Formula 1 con meno chilometri di prove, ma non è un argomento che mette sul tavolo. Ne parla solo quando gli viene posta una domanda specifica...
“Alla vigilia di questa stagione avevo guidato mezza giornata con la McLaren in una prova che mi hanno regalato dopo la vittoria di Monza e nei test post-season di Yas Marina quando ero già pilota Sauber. Poi quest’anno è stato limitato il numero di chilometri a disposizione con le monoposto TPC, ho fatto una prova ma quel giorno pioveva, quindi test sul bagnato".
"Diciamo che complessivamente sono arrivato al via della stagione con due giorni di prove. Se avessi avuto più chilometri sulle spalle sarei arrivato più pronto, più preparato, ma nel mio caso è stato così anche in Formula 2 e Formula 3. Alla fine, non ci sono scuse, devi fare il meglio con quello che hai a disposizione”.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Oliver Bearman, Haas F1 Team, Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Peter Fox / Getty Images
I media hanno anche scoperto la sua amicizia con Max Verstappen. Quando si incrociano nel paddock c’è sempre tempo per un abbraccio e qualche chiacchiera, nella drivers parade della domenica i due sono spesso insieme e non mancano i momenti goliardici...
“È nata un’amicizia grazie alla passione comune per le gare virtuali e per i simulatori. Abbiamo iniziato nei primi mesi del 2023, ero alla mia prima stagione in Formula 3 e Max mi ha aiutato tanto col simulatore, suggerendomi cosa provare, modifiche da fare e via dicendo. Ci vediamo in rete, lui a casa sua, io a casa mia, giochiamo, discutiamo… un po' di tutto”.
In una Formula 1 che non manca di attenzione nei confronti delle famiglie al seguito dei piloti emerge un altro aspetto singolare di Bortoleto. Nel weekend di gara Gabriel è seguito dal suo performance coach e dal manager, solo raramente nel suo cerchio magico ci sono altre persone...
“A miei genitori piacerebbe davvero tanto seguirmi alle gare, ma sono molto impegnati in Brasile. Mio padre gestisce il campionato Stock Car e ha molto da fare, quest’anno abbiamo introdotto una macchina nuova e il lavoro è parecchio. Nella serie corrono Rubens (Barrichello), Felipe (Massa) e molti altri piloti”.
“Mio padre è sempre stato un grande appassionato, ma da giovane non poteva contare su risorse finanziarie, è partito da zero. Quando c’era il Gran Premio di Formula 1 a Interlagos aiutava i VIP a scendere dagli elicotteri e li accompagnava all’entrata del paddock, era un modo per essere in autodromo, visto che non poteva permettersi un biglietto di tribuna. Mi ha trasmesso la sua passione, abbiamo iniziato a muovere i primi passi nel karting ed avevamo un sogno che ci sembrava irraggiungibile, ma adesso suo figlio corre in Formula 1 e spero che presto possa venire in pista per la prima volta”.
Dopo averci vissuto dal 2023 al 2024 Bortoleto ha salutato Milano (lasciando la sua abitazione a Rafael Camara) per trasferirsi nel Principato di Monaco...
“Purtroppo il tempo libero non è tanto, oltre alle trasferte per i weekend di gara mi piace trascorrere tempo con la squadra nella sede di Hinwil, credo sia importante soprattutto quando sei un esordiente e hai tanto da imparare e aspetti con cui familiarizzare”.
Il percorso è lungo ma un primo ed importante obiettivo lo ha già raggiunto. Era il rookie meno osservato e dopo i suoi primi 14 Gran Premi è diventato ‘oggetto’ di grande interesse dopo i tre piazzamenti nella top-10 nelle ultime quattro gare.
Il tutto in attesa di un 2026 che al di là di ciò che diranno le gerarchie tecniche, battezzerà Bortoleto come pilota ufficiale del progetto Audi F1.
“Difficile se non impossibile fare previsioni. Non sapremo dove saremo fino al momento in cui si inizierà a girare in pista, dobbiamo essere pronti a lottare per i podi o per i punti, vedremo”.
Il tutto col sorriso, a conferma che si può lavorare duramente senza dimenticarsi le proprie origini e senza far diventare scontata la presenza in un ambitissimo club che al momento vede solo venti iscritti. Sotto questo aspetto Bortoleto è già un valore aggiunto per la Formula 1, ma l’impressione è che la sua storia sia solo all’inizio.
Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments