Fra Mercedes e Red Bull inversione dei ruoli al Paul Ricard?

Horner, dopo la pole di Verstappen, sintetizza: “Vediamo come andrà domani, ma se possiamo battere la Mercedes su questa pista allora possiamo batterla ovunque”. Il team principal Red Bull è consapevole che in Francia si stia registrando un qualcosa di importante nella sfida alla Mercedes. Ma l'esperienza di Brackley non va sottostimata e la controprova la si avrà solo domani in gara. Ecco gli ingredienti di una battaglia entusiasmante.

Fra Mercedes e Red Bull inversione dei ruoli al Paul Ricard?

“Vediamo come andrà domani, ma se possiamo battere la Mercedes su questa pista allora possiamo batterla ovunque”. L’euforia del dopo qualifica, che ha visto Max Verstappen conquistare la seconda pole position stagionale, ha contagiato Christian Horner, che per l’occasione non ha usato mezzi termini per descrivere la portata dell’impresa della Red Bull.

E, dati alla mano, Horner ha ragione. Il ritorno su un circuito permanente, dopo le tappe cittadine di Monaco e Baku, poteva far pensare che si sarebbe ripartiti dai verdetti di Barcellona, ovvero da una Mercedes capace di fare la… Mercedes, ed anche la stessa Red Bull al Paul Ricard era pronta a giocare in difesa, conscia di essere su una pista che nelle recenti edizioni del Gran Premio di Francia ha sempre visto il team campione del mondo dominare dall’alto di una superiorità assoluta.

Alla luce dei verdetti emersi oggi la realtà che emerge è un’altra, e se sarà confermata al termine dei 53 giri in programma domani sarà uno spartiacque importante in ottica Mondiale.

L’analisi di Horner è fondata, perché il margine confermato oggi in qualifica da Verstappen è probabilmente quello che la Mercedes pensava alla vigilia del weekend di poter confermare sull’olandese.

Gli ingredienti per certificare un ribaltone tecnico ci sono tutti, come confermano anche i dati emersi dalle qualifiche. Il margine sul giro (0”258) non è poca cosa, così come i 0”161 confermati nel terzo settore, il tratto guidato del Paul Ricard.

“È stata molto importante la decisione di togliere un po' di carico aerodinamico – ha confermato Horner – lo potete vedere facilmente confrontando le dimensioni della nostra ala posteriore con quella utilizzata dalla Mercedes".

"Abbiamo ridotto il drag sul secondo settore, mantenendo comunque una buona velocità nel terzo, un equilibrio cruciale su questa pista come conferma anche la quarta posizione di Checo. Ovviamente la conferma arriverà domani, ma siamo fiduciosi nella bontà del lavoro che abbiamo svolto finora”.

Hamilton e Bottas (tornato su livelli di performance importanti questo weekend) hanno dato l’impressione di poter insidiare la Red Bull nei primi due settori, ma nel tratto tra la curva 9 e la 11 Verstappen ha confermato tutti i giri un’importante differenza di passo.
“Abbiamo visto molte volte quest'anno che il nostro passo di gara è migliore rispetto a quello in qualifica – ha commentato il responsabile delle operazioni in pista della Mercedes, Andrew Showlin - e abbiamo dimostrato che possiamo vincere le gare anche partendo da inseguitori, quindi siamo ancora ottimisti sul fatto che domani lotteremo per il successo”.

Uno scenario possibile, ma a giudicare dall’euforia confermata dagli uomini della Red Bull non sembra un’impresa facile.
“Questo risultato ci dà fiducia – ha proseguito Horner – vediamo come va domani ma questa pista è sempre stata una roccaforte Mercedes negli ultimi anni. Se possiamo batterli qui, allora possiamo davvero batterli ovunque, quindi c'è molto in gioco”.

Oltre ai punti di tappa, e al significato che una vittoria Red Bull avrebbe sul fronte tecnico in prospettiva, c’è anche l’aspetto psicologico, che non deve essere giudicato secondario. Al termine delle qualifiche le telecamere hanno fotografato molto bene i verdetti della pista. Mentre il box Red Bull è esploso di gioia con meccanici e ingegneri abbracciati ed esultanti, nel garage adiacente i tecnici si sono scambiati un ‘pugno’. L’aria è cambiata, ed anche in modo repentino ed imprevisto.

“Nel nostro caso abbassare il carico funzionato non sarebbe stata la soluzione dei problemi – ha commentato Toto Wolff difendendo le scelte del suo staff tecnico – nelle simulazioni i risultati sono stati chiari e nel nostro caso la performance sarebbe stata più lenta. Non ci siano stati problemi sul fronte della velocità di punta, ma siamo convinti che se avessimo ridotto l’ala avremmo pagato molto nei tratti guidati".

"La sfida con Red Bull? Abbiamo avuto sette anni fantastici, e nessuno è stato facile. Questa sfida è solo un nuovo livello, ed è fantastica, ma non è una sfida a Christian (Horner), non è quello il mio obiettivo”.

Una sfida appassionante, quella tra Red Bull e Mercedes, in parte prevedibile ma non nei ruoli: nessuno poteva immaginare che il team campione del Mondo dopo sette anni si sarebbe trovato nell’inedito ruolo di inseguitore.

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