F1 | Ford: "Obiettivi a lungo termine con Red Bull? No, puntiamo a vincere subito"
Mentre Audi punta a lottare per il titolo mondiale di F1 nel 2030, Ford sa che insieme a Red Bull dovrà essere competitiva fin da subito. Mark Rushbrook risponde anche alle parole di Raymond Vermeulen sul futuro di Max Verstappen: trattenerlo è una priorità, ma il progetto non dipende dall'olandese.
Per Red Bull, la stagione 2026 rappresenta un nuovo capitolo nella storia del team: per la prima volta da quando ha acquistato la Jaguar nel 2005, la scuderia di Milton Keynes correrà in F1 con una power unit propria. Nel lungo periodo questo passaggio dovrebbe garantire diversi vantaggi – soprattutto sul fronte dell’integrazione tra motore e telaio – anche se restano interrogativi sulla competitività del nuovo pacchetto nell’immediato.
Il direttore di Ford Performance, Mark Rushbrook, ha già confermato che gli obiettivi interni sono rispettati e che il progetto Powertrains procede secondo i piani. Resta però un interrogativo fondamentale: a quale livello gli altri costruttori di power unit abbiano fissato l’asticella.
Rushbrook condivide la valutazione di Toto Wolff secondo cui Red Bull‑Ford, da esordiente, si trova davanti “un Everest da scalare”. Allo stesso tempo, però, è consapevole che nel 2026 non ci sarà alcun margine per una partenza lenta.
Max Verstappen, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour
Foto di: Red Bull Racing
Il manager di Max Verstappen, Raymond Vermeulen, ha sottolineato che questo sarà un anno decisivo per il futuro a lungo termine dell’olandese, una considerazione che trova conferma nel fatto che il mercato piloti per il 2027 si preannuncia particolarmente aperto.
Quando il futuro di Verstappen era tornato d’attualità lo scorso anno, Rushbrook aveva già precisato che l’impegno di Ford in F1 non è legato a un singolo individuo – e dunque nemmeno a Verstappen – pur ribadendo di essere lieto che il quattro volte campione del mondo sia ancora parte del progetto.
“È un talento generazionale. Avere un campione al volante con una power unit Red Bull‑Ford è importante, no? Crediamo nel team, crediamo nella power unit e crediamo nelle persone che progettano la vettura. Ma alla fine è il pilota che deve estrarre ogni singola goccia di performance. E noi crediamo che Max sia un campione”, ha spiegato Rushbrook a Motorsport.com in un’intervista esclusiva.
Max Verstappen, Laurent Mekies, Helmut Marko, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour
Foto di: Red Bull Racing
Ha però ribadito che l’impegno di Ford non è legato a un singolo pilota. “Max è una parte importante, ma non fino al punto da farci dire: se lui lascia il team, allora ce ne andiamo anche noi. No, abbiamo fiducia nella squadra e sappiamo che in futuro arriveranno altri piloti.”
Cosa serve per trattenere Verstappen?
Lo scenario ideale è, logicamente, mantenere Verstappen oltre il 2026, ma Ford sa cosa questo comporta. “Da racer, vogliamo vincere sempre, giusto? Quindi è importante andare in pista e performare. Sappiamo che il 2026 sarà un anno impegnativo per tutti nel paddock a causa delle nuove regole. E indipendentemente dal pilota, è fondamentale che il team porti risultati".
Quando gli è stato fatto notare che, considerando il mercato piloti e la situazione di Verstappen, Red Bull‑Ford potrebbe avere poco tempo per ambientarsi, Rushbrook ha replicato: “I miei commenti sono indipendenti da Max. Vogliamo scendere in pista con l’intenzione di vincere.”
Max Verstappen, Laurent Mekies, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour
Foto di: Red Bull Racing
Può sembrare un obiettivo ambizioso per un nuovo costruttore, e in questo si distingue, per esempio, da Audi. Il marchio dei quattro anelli ha fissato il proprio orizzonte al 2030 per puntare al mondiale, una scelta che evidenzia tempistiche decisamente diverse rispetto a quelle di Red Bull‑Ford.
“Sì, ma credo che siano in una posizione diversa, no? Per quanto riguarda il team, la vettura e tutto il resto. In termini di ciò che la squadra può offrire con una macchina, lo avete già visto con Red Bull. E una parte di questo si trasferirà al 2026”, ha risposto Rushbrook.
“Vedremo davvero dove saremo a Barcellona e in Bahrain. Vogliamo essere davanti sulla griglia, a prescindere. Sappiamo che è una sfida enorme con una power unit completamente nuova, ma questa è la nostra intenzione. E se non ci riusciremo subito, resteremo comunque impegnati a fare tutto il possibile per arrivare dove vogliamo essere”.
Foto door: Red Bull Content Pool
Un gruppo eterogeneo
Il progetto Powertrains ha una composizione particolarmente eterogenea. Oltre ai dipendenti Red Bull e Ford, il team comprende tecnici provenienti da Honda, precedente partner motoristico della scuderia, e nuovi innesti arrivati da Mercedes. Questo consente di mettere a sistema competenze provenienti da realtà diverse, anche se la vera sfida è far sì che persone con background così eterogenei riescano a lavorare insieme nel modo più efficace possibile.
“E questa è sempre una sfida, no?” - ha commentato Rushbrook -. “Si trattava di sviluppare una cultura, mentre i costruttori di motori già esistenti hanno già la loro. In questo caso, almeno all’interno del campus di Milton Keynes, c’era una cultura già definita. Quindi ci sono persone che arrivano e devono adattarsi. Ma passando da zero dipendenti Powertrains a oltre 500, bisogna fare in modo che tutti accettino quella cultura e la facciano propria".
Secondo Rushbrook, Verstappen ha mostrato un forte interesse per il progetto. Un aspetto importante non solo per il feedback tecnico, ad esempio sulla guidabilità del nuovo motore, ma anche come segnale per chi lavora in fabbrica. “È stato nella struttura diverse volte. Credo sia fantastico per il team vedere il suo interesse e averlo lì. Far capire che ci tiene fa davvero la differenza. È bello che mostri questo coinvolgimento e, allo stesso tempo, può acquisire fiducia in ciò che il team sta preparando per il 2026.”
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