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F1 | Ferrari vince nei pit stop: i numeri che hanno reso imbattibili i meccanici della Rossa

La Ferrari vince un titolo... quello dei pit stop. Una vittoria che, pur in una stagione avara di soddisfazioni a livello sportivo, rispecchia i progressi fatti arrivando a essere il riferimento per costanza. La Rossa è l'unica che vanta una media sotto i 2,5s ed è il team che ha commesso meno errori. Una crescita da prendere come esempio.

Scuderia Ferrari

Nella stagione che avrebbe dovuto riportare il titolo a Maranello, la Rossa non è riuscita a portare a casa il suo obiettivo a causa soprattutto di alcuni problemi inquadrati subito a inizio anno che hanno alla fine condizionato il campionato, al punto da interrompere anticipatamente anche lo sviluppo. Ma anche nei momenti più bui c’è qualcosa da cui si può imparare e su cui costruire le basi positive del futuro.

Uno di questi elementi è la solidità mostrata dai meccanici nel Cavallino durante la fase dei pit stop, al punto da meritarsi il premio istituito da uno degli sponsor della Formula 1 per la squadra più efficace e costante nelle soste. Si tratta di una classifica che non premia necessariamente solo la velocità durante i pit stop, ma anche la costanza ed è stata proprio questa la chiave che ha reso la Ferrari vincente.

Si tratta di una piccola consolazione rispetto a quelli che erano gli obiettivi pre-campionato, ma bisogna ricordare che i mondiali non si vincono con un solo punto di forza, ma occorre essere al top su più fronti per creare un team vincente, rimarcando la crescita di un gruppo che ora, almeno su quest'ambito, ha saputo diventare il riferimento ed è giusto celebrarne il lavoro.

Lewis Hamilton, Ferrari SF25

Lewis Hamilton, Ferrari SF25

Foto di: Erik Junius

È una sfida che si gioca sulla velocità d’esecuzione, ma questo da solo non basta: il vero valore sta nella costanza. Non conta soltanto realizzare il pit stop più rapido in assoluto, bensì riuscire a ripeterlo con regolarità in ogni gara e lungo l’intero campionato. In questo senso, l’esempio più significativo è quello della McLaren, capace di firmare le tre soste più veloci dell’anno, tra cui una da appena 1,91 secondi.

Tempi eccezionali, con tre soste concluse sotto i due secondi, confermano il lavoro della scuderia di Woking nel cercare il limite. Alla velocità pura, però, deve accompagnarsi la costanza: un aspetto che in alcune occasioni è mancato. Ne sono prova i diversi errori commessi con Lando Norris e Oscar Piastri, soprattutto nella seconda metà della stagione, episodi che hanno alimentato anche qualche polemica.

Analizzando i dati, ed escludendo le soste condizionate da penalità o da situazioni particolari, come in Qatar, quando i team sono rientrati tutti nello stesso momento, il Cavallino ha fatto registrare una media di 2,4 secondi per pit stop. Un risultato che lo mantiene al di sotto del target dei 2,5 secondi indicato dalle squadre come riferimento.

Scuderia Ferrari pratica di pit stop

Scuderia Ferrari pratica di pit stop

Foto di: Dom Gibbons / LAT Images via Getty Images

Inoltre, nell’arco della stagione, i meccanici Ferrari hanno superato la soglia dei 3 secondi soltanto in 8 pit stop su circa sessanta. Un dato significativo, considerando che i 3 secondi rappresentano il limite massimo ottimale: non solo per la rapidità d’esecuzione, ma anche per l’impatto che può avere a livello strategico. 

Una costanza che si riflette anche sul piano pratico, nelle soste più rapide dell’anno: nella classifica dei dieci pit stop migliori della stagione, la Ferrari figura in tre occasioni, al pari di McLaren e Red Bull. Il primato del Cavallino è stato raggiunto con tre soste da 2,0 secondi, realizzate a Monaco, in Arabia Saudita e ad Abu Dhabi.

La costanza della Ferrari nei pit stop è frutto di investimenti mirati a colmare il gap con i rivali: dal 2023 sono state introdotte pistole di ultima generazione con striscia LED per monitorare svitamento e avvitamento, mentre sul fronte umano si contano oltre mille prove durante la pausa invernale. I dati raccolti dai sensori consentono ai tecnici di analizzare ogni fase della sosta, garantendo che ciascun meccanico sia pronto alle rotazioni e ai cambi di ruolo. Quest'anno la Rossa ha chiuso con 559 punti, solo dieci in meno dal record della Red Bull del 2024, per quanto in quel caso ci furono due gare in meno.

Scuderia Ferrari pratica di pit stop

Scuderia Ferrari pratica di pit stop

Foto di: Dom Gibbons / LAT Images via Getty Images

Allargando il confronto, la McLaren ha fatto registrare una media di circa 2,8 secondi per pit stop, restando sotto la soglia limite. A pesare, però, sono i numerosi errori: in ben 27 occasioni la squadra di Woking ha superato i tre secondi per completare la sosta, escludendo le penalità. Un dato importante se comparato alle 8 della Ferrari. 

Nel caso della Mercedes, il tempo medio per una sosta è di circa 2,71 secondi, mentre per la Red Bull sale a 3,10. Sulla squadra di Milton Keynes, però, incidono i numerosi errori commessi durante la stagione, con pit stop che in alcune occasioni hanno superato addirittura i dieci secondi.

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