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F1 | Ferrari: un weekend iniziato nell'assordante silenzio

Bocche cucite e zero commenti nella squadra del Cavallino, eppure la hospitality più tenuta d'occhio del paddock è stata quella Ferrari, come se ci si aspettasse da un momento all'altro che succeda qualcosa. Mattia Binotto è al suo posto come se nulla fosse e anche poco lontano, in casa Alfa Romeo, non ci sono echi, né reazioni alle voci di un passaggio di Vasseur a Maranello. Il paddock sembra anestetizzato dalle anticipazioni stampa che hanno preceduto l'ultimo appuntamento stagionale.

Charles Leclerc, Ferrari

Le hospitality del circuito di Yas Marina sono state il teatro di tanti momenti che sono entrati nella storia della Formula 1. Sono mura che a dispetto di una storia fresca (anche se poi a ben vedere quello che scatterà domani sarà il quindicesimo Gran Premio di Abu Dhabi) custodiscono segreti e testimoniano momenti storici.

Oggi l’hospitality più osservata è stata indubbiamente quella della Ferrari, e non potrebbe essere altrimenti. Le indiscrezioni che mettono in dubbio la presenza di Mattia Binotto nei programmi futuri della Scuderia hanno ovviamente suscitato interesse e curiosità anche (o forse, soprattutto) tra gli addetti ai lavori.

Nel giovedì scandito come da programma da conferenze stampa e qualche attività promozionale, in tanti hanno cercato un appiglio da collegare a qualcosa di diverso dal solito, da legare ai rumors che hanno preceduto l’arrivo della Formula 1 negli Emirati.

Invece tutto è stato nella norma, almeno per quanto si è potuto vedere dall’esterno. Nessun commento da parte di Leclerc e Sainz nelle abituali interviste, nulla che possa far presagire un cambio al vertice a giudicare dal linguaggio del corpo degli stessi uomini in rosso.

A cinquanta metri di distanza anche in casa Alfa Romeo tutto procede senza scossoni, ordinario giovedì di lavoro, con i meccanici che si ricordano a vicenda che siamo alla vigilia dell’ultima gara di una stagione intensa e faticosa come non mai.

Bocche cucite e zero commenti. In merito alla vicenda il paddock è diviso, sia sulla veridicità di quanto emerso, che sull’utilità di un cambio al vertice della Scuderia. C’è chi chiede un nuovo ciclo, considerando i risultati ottenuti dalla Ferrari nella seconda metà del 2022, e chi indica nella continuità l’unica ricetta vincente per tornare in alto.

Congiura? Speculazione? Sotto il caldo di Yas Marina le opinioni montano e si sciolgono alla stessa velocità.

Le prime risposte arriveranno (forse) sabato, nella conferenza stampa dei team principal a cui presenzierà anche Binotto.

“Sarà più attesa delle qualifiche”, commentava un addetto ai lavori, ed in effetti la curiosità sulla vicenda è massima. Non deve stupire, l’interesse nei confronti di chi siede alla guida della Scuderia è sempre stato morboso, ed anche questo caso non fa eccezione.

L'interessamento per la sfuriata (giusta) di Max Verstappen contro media e social non regge il confronto, e neanche la celebrazione dell’ultimo Gran Premio di Sebastian Vettel. Sono eventi di facciata, ma sotto sotto la curiosità è tutta sulla ‘vicenda Binotto’ e su quello che potrebbe essere l’assetto della Scuderia in vista della prossima stagione.

Le parole ufficiali diramate dai vertici della Ferrari, per smentire le voci emerse prepotentemente sui media nella giornata di martedì, hanno avuto per ora solo un piccolo effetto anestetizzante, ma per archiviare il tutto servirà qualcosa di più chiaro e convincente, o in alternativa, l’ufficializzazione di un cambio al vertice.

Nell’attesa tutto procede nel silenzio di un’apparente normalità, che per qualcuno è la testimonianza che nulla cambierà, per altri la quiete prima della tempesta.

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