F1 | Ferrari: si lavora sul freno motore per migliorare la ricarica di energia
Leclerc ha completato il suo programma di lavoro nei test in Bahrain. Più che la migliore prestazione nella tabella dei tempi, contano le indicazioni emerse sullo sviluppo della rossa per sfruttarne le potenzialità della SF-26: bisogna trovare più carico per avere più grip sulle gomme e si affina la gestione dell'energia.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
La Ferrari davanti a tutti. La seconda giornata di test in Bahrain pone Charles Leclerc in testa alla tabella dei tempi con la SF-26. In altri tempi si sarebbe amplificato l’effetto mediatico dando fiato alle trombe, mentre in questa fase complicata di trasformazione regolamentare è difficile trarre indicazioni oggettive utili e, allora, è meglio stare abbottonati, anche se i volti sorridenti della squadra indicano pur qualosa...
“La mia parte di lavoro in questo primo test è conclusa – spiega Leclerc -. Abbiamo completato il programma senza intoppi, il che è sempre un aspetto positivo. È piacevole guardare i tempi sul giro, ma nei test non significano molto: l’attenzione rimane su noi stessi e sul nostro lavoro. Le sensazioni in macchina sono state abbastanza buone, ma siamo ancora nelle fasi iniziali. Oggi l’obiettivo era percorrere il maggior numero possibile di giri e completare tutte le prove in programma. Continuiamo a lavorare e a progredire passo dopo passo”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Il monegasco resta con i piedi per terra e incassa il dato più importante: i 142 giri percorsi pari a 769 km, vale a dire due GP e mezzo. Il programma si è focalizzato su verifiche di assetto e raccolta dati, oltre che a gettare le basi per il lavoro della prossima settimana, quando si disputerà la seconda tre giorni di test in Bahrain.
L’attenzione dei tecnici è finalizzata alla comprensione della rossa e dei sistemi, certo non alla ricerca dei tempi. Due gli aspetti da curare: la gestione dell’energia elettrica e quella delle gomme. Si tratta di due campi minati per tutte le squadre e ciascuna cerca di trovare le soluzioni migliori, tenuto conto che non si è arrivati al 30% della comprensione dei problemi e le soluzioni non verranno trovate nei collaudi invernali e nemmeno nelle prime gare in calendario.
Rispetto alle simulazioni, le gomme hanno offerto un grip minore a quello atteso e la necessità è quella di trovare il carico aerodinamico per farle lavorare nella corretta finestra di funzionamento, senza che le modifiche producano drag, perché andrebbe a deprimento della gestione dell’energia.
Ferrari SF-26: nuovi i rinforzi nel fondo
Foto di: AG Photo
Come la Red Bull, anche sulla rossa si tende a scalare una marcia più di quella che servirebbe per consentire un parziale recupero di energia elettrica da stivare in batteria, ma perché l’azione diventi lineare è necessario lavorare sulla messa a punto del freno motore perché la sua reazione non sia troppo violenta scomponendo la vettura.
Si tratta di un lavoro di indagine importante che chiede ai piloti un principio di adattamento rispetto al solito stile di guida, in un confronto continuo con le sollecitazioni degli ingegneri. Leclerc in questa fase molto delicata è parso molto collaborativo, perché dalle sollecitazioni di questo test possono nascere delle risposte e delle modifiche da apportare alla prossima sessione, in un processo di conoscenza del più corretto utilizzo della rossa. La SF-26 sembra nata con una buona efficienza aerodinamica, ma si è in una fase dello sviluppo complessa dove distinguere fra potenza, resistenza aerodinamica e gestione dell’energia non è facile.
Per ora la risposta certamente positiva arriva dalla power unit 067/6 che continua a macinare chilometri senza guai sostanziali, mentre risulta che gli altri Costruttori fra problemi grande e piccoli hanno avuto i loro intoppi che hanno impedito di girare regolarmente. Domani tornerà in azione Lewis Hamilton per tutto il giorno.
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