F1 | Ferrari si è nascosta: più benzina nel giro secco, si lavora sui long run
La Scuderia, prima dell'esibizione dei due piloti in piazza Castello a Milano, si dedica allo sviluppo della SF-25 al simulatore dopo l'analisi dei dati raccolti in Bahrain. La rossa non ha mostrato il suo vero potenziale nella simulazione da qualifica, dove si è fatto un passo avanti rispetto al 2024, mentre si cercano le soluzioni sui long run.
Charles Leclerc, Ferrari SF-25
Foto di: Ferrari
La parola è passato al simulatore dopo l’accurata lettura dei dati raccolti in telemetria dalla Ferrari nei tre giorni di test svolti in Bahrain.
La SF-25 ha mostrato pregi e difetti nell’unica sessione collettiva che precede il debutto nel GP d’Australia il 16 marzo. E la rossa ha mostrato alti e bassi che hanno un po’ raffreddato l’enorme entusiasmo che si è scatenato con l’arrivo di Lewis Hamilton a Maranello.
E il bagno di folla che la Scuderia si godrà a Milano giovedì 6 marzo ne sarà una concreta testimonianza, visto che in Piazza Castello ci sarà una breve esibizione dei due piloti con monoposto storiche del Cavallino che precederà la partenza per Melbourne. La Ferrari con “Drivers' Presentation by UniCredit” interpreta al meglio il concetto dello show applicato alla F1, ma poi al cinema dovrà corrispondere anche il risultato in pista.
Ferrari SF-25: ecco la sospensione anteriore pull rod
Foto di: Giorgio Piola
Nella Gestione Sportiva non si vuole lasciare niente al caso: i tecnici capitanati da Loic Serra stanno cercando le giuste regolazioni di assetto per trovare il giusto bilanciamento della rossa. La SF-25, infatti, ha avuto dei comportamenti imprevisti e imprevedibili che hanno tolto un po’ di fiducia a Charles Leclerc, mentre il “messia” Lewis continua a professare una fiducia incontrastata sulla macchina e sulla squadra.
E, allora, bisogna cominciare a fare dei distinguo per evitare un po’ di confusione: la macchina difetta di messa a punto nell’anteriore. La comprensione della sospensione anteriore pull rod richiede tempo: lo schema allineato alle scelte di McLaren e Red Bull (ma non a Mercedes) offre indiscutibili vantaggi in chiave aerodinamica, mentre necessita di trovare le giuste regolazioni a livello meccanico. E questo non dovrebbe essere un grande problema, visto che proprio il dt Serra è un grande specialista in questo campo e ha portato subito il suo contributo di esperienza.
La telemetria dei giri più veloci dei quattro Top team con le velocità massime
Foto di: Gianluca D'Alessandro
La Ferrari si è presentata in Bahrain con un’ala posteriore da medio carico, scegliendo una configurazione meno resistente della McLaren: lo si è visto nelle velocità massime del giro più veloce con la SF-25 che è risultata 4 km/h più veloce della macchina papaya. I piloti di Andrea Stella avevano avuto l’ordine di non chiudere una tornata completa nella simulazione della qualifica, dopo aver mostrato un enorme potenziale nei primi due settori di Sakhir, preferendo nascondersi e rientrando puntualmente ai box, ma si può dire altrettanto per la Scuderia.
Tanto per cominciare la power unit 066/15 non è mai stata utilizzata con una mappatura spinta per cercare la prestazione (Carlos Sainz, il più veloce dei tre giorni, con la Williams FW47 ha beneficiato di un motore Mercedes che poteva essere spremuto più degli altri) e, soprattutto, non ha mai girato con il minimo carburante a bordo, preferendo non dare riferimenti alla concorrenza, ma lasciando intendere che sul giro secco si sia fatto un lavoro accurato per ovviare ai problemi emersi l’anno scorso sulla SF-24. E non preoccupa nemmeno il clipping in fondo ad alcuni rettilinei: gli elettronici stanno lavorando sulla gestione dell’ibrido, per avere la migliore erogazione della potenza elettrica nell’arco del giro.
Lewis Hamilton, Ferrari SF-25
Foto di: Ferrari
La SF-25 con meno downforce sul retrotreno, invece, ha evidenziato un cambiamento di comportamento che portava la rossa, tendenzialmente sovrasterzante (come piace a Leclerc) a diventare all’improvviso sottosterzante: questo è il tema sotto la lente da risolvere per Melbourne. Le basse temperature trovate a Sakhir non hanno contribuito allo sviluppo, ma la speranza è di trovare il bandolo della matassa, perché sul passo gara la rossa è sembrata terza forza dietro a McLaren e alla rinata Mercedes che ha un approccio allo stint più veloce e poi accusa un maggiore degrado della gomma.
La partita è apertissima: la sensazione è che la Ferrari, molto vicina alla McLaren nell’ultimo GP 2024 ad Abu Dhabi, abbia perso un po’ di terreno dalla MCL39 e sia stata avvicinata da Mercedes e Red Bull, con un leggero scostamento della rossa nella scala dei valori. È presto per esprimere giudizi, è meglio aspettare il responso della pista in Australia…
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