F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Ferrari SF21: analizziamo le novità della Rossa

La monoposto 2021 del Cavallino correggerà molti dei difetti della SF1000 e, nonostante i limiti dettati dalle regole FIA che limitano gli sviluppi, dovrà fare un importante salto di qualità. Scopriamo quali saranno le principali modifiche nel retrotreno. Ma non sono solo rose e fiori perché gli scarichi più stretti per ora si rompono al banco prova e nel 2021 se ne potranno usare solo un numero molto limitato.

Ferrari SF21: analizziamo le novità della Rossa

La Ferrari punta a un rilancio nel 2021: la SF21 sarà una monoposto figlia della deludente SF1000, ma quanto meno dovrebbe nascere con alcuni difetti “genetici” che hanno caratterizzato la Rossa che ha permesso a Charles Leclerc e Sebastian Vettel di lottare solo per il sesto posto nel mondiale Costruttori.

Mattia Binotto non vuole illudere i tifosi del Cavallino, ma promette una crescita che riporti la Ferrari almeno a essere terza forza dietro a Mercedes e Red Bull…
“Se guardiamo al futuro iniziamo a parlare del 2021. Credo che bisogna essere realisti: non si può pensare di recuperare tutto il gap di performance che oggi esiste tra noi e i migliori. Un divario sicuramente troppo importante per pensare di colmarlo in poco tempo ed in una situazione tecnica complicata”.

Il team principal poi evidenzia i punti di intervento sulla macchina del prossimo anno…
“È vero che avremo una power unit completamente nuova, perché il regolamento ci concede questa possibilità, ma tante altre componenti della vettura sono state congelate, ad iniziare dal telaio, una delle variabili più evidenti”.

“Anche sul fronte aerodinamico, che resta libero da vincoli, avremo comunque meno opportunità di sviluppo sia in galleria del vento sia nelle simulazioni perché è stato ridotto al 60% il tempo a disposizione. Ci sono molte limitazioni, ma nel 2021 avremo oltre a un nuovo motore anche un’aerodinamica rivista in modo significativo rispetto a quella di quest'anno, grazie alla quale speriamo di aver risolti i problemi più importanti riscontrati sulla monoposto 2020”.

Non è un segreto, infatti, che i due gettoni di sviluppo della Rossa saranno giocati nel retrotreno: la tanta agognata trasmissione stretta (e più rigida) attesa come una chimera nel 2020, equipaggerà la SF21.

Permetterà due vantaggi: il primo aerodinamico e il secondo la modifica della sospensione posteriore. A cambiare è la scatola in carbonio che contiene quella in titanio del cambio vero e proprio.

Va detto che non ci sono mai stati problemi di affidabilità in quest’ambito, ma a Maranello sono convinti che si possa guadagnare qualcosa nel disegno della zona a Coca Cola, per incrementare il carico che viene generato dal corpo vettura e dal diffusore, più che dall’incidenza delle ali.

La nuova trasmissione consentirà di spostare gli attacchi della sospensione posteriore a comando idraulico troppo instabile nelle variazioni di altezza dovute all’assetto Rake. Le improvvise perdite di carico rendevano molto instabile il retrotreno, al punto da rendere indigesta la SF1000 a un pilota come Sebastian Vettel che predilige un posteriore molto incollato all’asfalto.

La trasmissione più filante obbligherà i motoristi a rivedere gli scarichi che dovranno essere più “impaccati” al basamento del 6 cilindri se non si vorrà che sporgano dall’andamento della Coca Cola. Un esercizio complicato ma necessario perché sarà così possibile ridurre almeno parzialmente il “bloccaggio” aerodinamico dovuto ai pacchi radianti collocati a sandwich nelle fiancate.

L’aria calda defluisce troppo lentamente dagli sfoghi nelle pance, costringendo la Ferrari ad avere aperture troppo grandi che sporcano l’efficienza aerodinamica della Rossa generando del drag, vale a dire quella resistenza all’avanzamento che non ha permesso alla SF1000 di esprimere alte velocità massime.

Come si può ben capire, gli interventi sono mirati a intervenire in una zona particolarmente nevralgica della monoposto, ma al momento non tutto fila liscio. Il nuovo groviglio degli scarichi mostra un problema di affidabilità nei test al banco del motore.

Si registrano delle rotture che saranno sicuramente risolte prima dei test invernali in programma a Barcellona dal 1 al 3 marzo, anche perché quest’anno il regolamento FIA impone un numero massimo di coppie di scarichi (otto), mentre fino a quest’anno non c’erano vincoli.

Il nuovo motore termico sta già dando una quindicina di cavalli in più rispetto all’unità “sgonfia” del 2020 e l’obiettivo è di arrivare a una trentina prima della data di omologazione grazie all’introduzione di un intercooler nuovo e al miglioramento dell’ibrido con una MGU-K che sarà capace di aumentare il tempo di erogazione della potenza elettrica nell’arco del giro.

Insomma, la SF21 al di là della somiglianza esterna con la SF1000, dovrebbe essere una monoposto con una gestazione più “sana”. Vedremo…

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