Formula 1
G
GP del Bahrain
28 mar
Prove Libere 1 in
27 giorni
09 mag
Prossimo evento tra
68 giorni
G
GP dell'Azerbaijan
06 giu
Gara in
99 giorni
G
GP del Canada
13 giu
Gara in
107 giorni
G
GP di Francia
24 giu
Prossimo evento tra
117 giorni
01 lug
Prossimo evento tra
124 giorni
G
GP di Gran Bretagna
15 lug
Prossimo evento tra
138 giorni
G
GP d'Ungheria
29 lug
Prossimo evento tra
152 giorni
G
GP del Belgio
26 ago
Prossimo evento tra
180 giorni
02 set
Prossimo evento tra
187 giorni
09 set
Prossimo evento tra
194 giorni
G
GP della Russia
23 set
Prossimo evento tra
208 giorni
G
GP di Singapore
30 set
Prossimo evento tra
215 giorni
G
GP del Giappone
07 ott
Prossimo evento tra
222 giorni
G
GP degli Stati Uniti
21 ott
Prossimo evento tra
236 giorni
G
GP del Messico
28 ott
Prossimo evento tra
243 giorni
G
GP dell'Arabia Saudita
03 dic
Prossimo evento tra
279 giorni
G
GP di Abu Dhabi
12 dic
Prossimo evento tra
288 giorni

Ferrari SF1000: la MGU-K è anche motorino di avviamento

Iñaki Rueda, stratega della Scuderia, ci spiega una curiosità della SF1000: a differenza di altre F1 che hanno bisogno dell'avviatore, la Rossa è in grado di partire con una procedura avviata del pilota nell'abitacolo. La Ferrari dal 2017 sfrutta l'energia della MGU-K per mettere in moto la propria monoposto. E a Sochi la soluzione è stata utile in Q2 a Charles Leclerc per schierarsi in pit lane senza temere dei surriscaldamenti del V6 turbo che altri hanno patito.

condivisioni
commenti
Ferrari SF1000: la MGU-K è anche motorino di avviamento

La Ferrari dal 2017 dispone di un sistema di messa in moto del motore che è gestito direttamente dal pilota. Per anni siamo stati abituati a vedere il pilota nell’abitacolo dare il segnale con una mano a un meccanico che a quel punto inseriva l’avviatore nel retrotreno in modo da dare l’impulso di energia in grado di far partire il propulsore.

Oggi per la squadra del Cavallino non è più così, come per quei Costruttori che hanno permesso al pilota di gestire autonomamente la procedura.

La power unit di Maranello va in moto grazie al pilota che attiva dall’abitacolo l’energia generata dalla MGU-K, sia quando la monoposto si trova nel box sia quando si ferma in pista.

Charles Leclerc e Sebastian Vettel agiscono come ogni automobilista, girando una chiave o schiacciando un semplice pulsante. In realtà il pilota deve espletare una sequenza di comandi ma la sostanza è la stessa.

Agli occhi dei meno attenti può sembrare un dettaglio, ma si tratta di un particolare che può risultare decisivo. L’esempio lo abbiamo visto nelle qualifiche del GP di Russia, in occasione delle concitate battute finali della Q2.

Dopo l’interruzione causata dall’uscita di pista di Sebastian Vettel, restavano solamente 2’15” per fare l’ultimo run: un giro di lancio e quello cronometrato prima di prendere la bandiera a scacchi. Considerato che un giro di lancio a Sochi richiede almeno un tempo di 1’50” è facile intuire che per i primi all’uscita dalla pit lane non sarebbe stato un problema, ma non sarebbe stato lo stesso per tutti i 14 conduttori in lizza di passare alla Q3.

Ecco perché, come ci spiega Iñaki Rueda, stratega del Cavvallino, in Russia disporre della messa in moto nell’abitacolo è stato un vantaggio.
“La maggior parte delle squadre avevano deciso di mandare i piloti alla fine della pit-lane ben prima di sapere quando la sessione sarebbe ripartita, proprio perché si sapeva che la posizione d’uscita sarebbe stata decisiva. È quello che abbiamo fatto con Charles che, una volta messosi in fila, ha potuto spegnere la PU in attesa dell’inizio della procedura di ripartenza, contando sulla possibilità di riaccenderla autonomamente, senza un ausilio esterno”.

“Altri concorrenti hanno fatto la stessa scelta ma hanno dovuto tenere il motore acceso proprio perché non disponevano di questa possibilità e, visto che l’attesa si protraeva e le temperature di esercizio si alzavano pericolosamente, alcuni piloti hanno dovuto rinunciare e riportare la vettura ai box, non potendo più migliorare il proprio tempo”.

“Altri hanno scelto addirittura di aspettare nel box l’annuncio dell’orario di ripartenza per poi provare a recuperare il tempo perduto in pista. La possibilità per il pilota di accendere da solo la vettura può essere utile anche in altre occasioni. Ad esempio, nel caso il pilota compiesse una manovra errata e si ritrovasse con la vettura ferma in pista a motore spento allora potrebbe ripartire da solo, come è successo a Charles in Spagna, per citare un caso”.

“Senza contare il fatto che non si devono più portare gli avviatori in griglia prima del via, il che – considerata la limitazione del personale presente – consente di essere più efficienti. Poter contare su questa funzionalità può far risparmiare tempo ma anche salvare una gara!”.

Green: “Vettel tornerà quello di un tempo in Aston Martin”

Articolo precedente

Green: “Vettel tornerà quello di un tempo in Aston Martin”

Prossimo Articolo

Bob Bell: “La F1 sarà presto la migliore che sia mai stata”

Bob Bell: “La F1 sarà presto la migliore che sia mai stata”
Carica commenti

Riguardo questo articolo

Serie Formula 1
Team Ferrari
Autore Franco Nugnes
Top 5: le cinque migliori McLaren della storia Prime

Top 5: le cinque migliori McLaren della storia

Andiamo a scoprire quali sono state le migliori 5 monoposto di Formula 1 realizzate da McLaren

Ricciardo: un triennale con McLaren che sa di scelta obbligata Prime

Ricciardo: un triennale con McLaren che sa di scelta obbligata

Il 2021 rappresenterà la stagione dell'ennesimo cambiamento per Daniel Ricciardo dopo aver concluso una sterile avventura in Renault, ma la scelta della McLaren è stata obbligata per mancanza reale di alternative al vertice?

La storia di... Lewis Hamilton Prime

La storia di... Lewis Hamilton

Con sette titoli iridati, è amato quanto temuto per la sua impeccabile bravura al volante nell'era moderna dei motori mondiali. Lui è Lewis Hamilton, un personaggio figlio del suo tempo, icona e leggenda vivente della Formula 1 e portabandiera di ideali e messaggi positivi. Ripercorriamo la sua storia

Formula 1
25 feb 2021
Come Albon vuole lottare per uscire dal limbo della Red Bull Prime

Come Albon vuole lottare per uscire dal limbo della Red Bull

Alex Albon ha affrontato i media per la prima volta da quando ha perso il suo sedile in Red Bull alla fine del 2020, costretto così a lasciare la Formula 1. In passato ha già risalito la china dopo una battuta d’arresto, quindi ecco cosa deve fare per ritornare.

Formula 1
24 feb 2021
Red Bull RB16B: il motore Honda sarà una sorpresa Prime

Red Bull RB16B: il motore Honda sarà una sorpresa

Red Bull decide di evolvere i concetti già visti nel corso del 2020 per la sua RB16B, vettura che verrà affidata a Sergio Perez e Max Verstappen per la stagione 2021 di Formula 1. Andiamo a scoprire tutti i dettagli tecnici e sportivi del team di Milton Keynes

Formula 1
24 feb 2021
McLaren stretta un azzardo dopo l'esperienza size zero? Prime

McLaren stretta un azzardo dopo l'esperienza size zero?

Con l'adozione della power unit Mercedes la MCL35 ha potuto beneficiare di un impianto di raffreddamento più efficiente che ha permesso di ridurre le masse radianti e, quindi, le pance. A Woking, però, la storia recente insegna che hanno spesso esagerato con soluzioni estreme che hanno causato problemi di affidabilità. E non è detto che un trapianto di motore su una monoposto esistente risulti facile al primo colpo.

Formula 1
23 feb 2021
Giovinazzi: tutto quello che serve per continuare in Formula 1 Prime

Giovinazzi: tutto quello che serve per continuare in Formula 1

Antonio Giovinazzi si gioca in questa stagione la sua permanenza in Formula 1. Cerchiamo di capire da chi si deve guardare il pilota di Martina Franca, quali possono essere i possibili scenari futuri e come può garantirsi una riconferma per i prossimi anni.

Formula 1
23 feb 2021
Alfa Romeo C41: evoluzione nel segno della continuità Prime

Alfa Romeo C41: evoluzione nel segno della continuità

L'Alfa Romeo C41 non è certamente tra le monoposto più rivoluzionarie della storia della Formula 1. A livello visivo, l'unica vera grande modifica riguarda il muso anteriore, ora più snello anche se non così estremo per concezione. L'ombra della C39 della passata stagione è molto presente sulla monoposto 2021

Formula 1
23 feb 2021