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F1 | Ferrari: rottura del telaio di Leclerc? C'è la sospensione del giudizio

Per ora resta un mistero cosa abbia causata una perdita di prestazione della rossa che stava dettando il passo nel GP d'Ungheria: dopo l'ultimo pit stop al Giro 40 la SF-25 ha perso competitività. Si è pensato all'aumento della pressione delle gomme per salvare il plank dall'usura, ma non si escludono altri problemi...

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Malcolm Griffiths / Formula 1 via Getty Images

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“Non è il risultato che speravamo”. Charles Leclerc ha iniziato così il suo commento post-gara, riassumendo in una frase quanto visto nei settanta giri del Gran Premio d’Ungheria. Scattare dalla pole position aiuta a pensare in grande, essere in lotta per la vittoria per quaranta giri rafforza le convinzioni. Poi, di colpo, la sua SF-25 è tornata ad essere quella vista nella prima metà di stagione. Leclerc ha capito subito che non ci sarebbe stato nulla da fare contro le due McLaren, poi ha realizzato che anche la Mercedes di Russell avrebbe avuto la meglio. Risultato, addio podio e quarta posizione.

Non ci sono informazioni ufficiali su cosa sia accaduto sulla Ferrari numero 16. “Dobbiamo indagare se c’è qualcosa di rotto sulla monoposto – ha commentato Frederic Vasseur - a un certo punto ho pensato che non avremmo finito la gara”.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Jayce Illman / Getty Images

Leclerc ha inizialmente lamentato un problema di gestione, ma si trattava della gestione dell’ibrido, nulla di collegato al motivo della perdita di performance che lo ha colpito dal giro 40, ovvero l’ultimo pit-stop. La sosta non è stata legata ad un crollo di performance con il precedente set di gomme hard, quanto un’azione mirata per evitare un potenziale undercut da parte di Oscar Piastri.

Una volta tornato in pista, il ritmo di Leclerc non è stato dei migliori, facendo sorgere il dubbio che il rallentamento fosse in qualche modo legato al secondo set di hard. Il primo indizio sono state le pressioni, anche il bloccaggio fatto da Leclerc in uscita box subito dopo il pitstop non è stato l’ideale, così come il ritmo tenuto da Charles nel primo giro di utilizzo degli pneumatici. In mancanza di spiegazioni ufficiali i dubbi restano tali, ma il vistoso calo di performance non è spiegabile con una gestione non perfetta di un parametro.

Anche il ‘fuel saving’ non calza, quando i piloti si ritrovano ad avere problemi di consumo solitamente rientrano nella finestra prevista rallentando per una manciata di giri. C’è da sperare che si tratti davvero di un problema invisibile ai dati e quindi oscuro anche agli stessi ingegneri della Scuderia, viceversa sarebbe un harakiri, visto che finché l’interrogativo resterà tale, alimenterà curiosità e interesse mediatico.

Charles Leclerc con la Ferrari, mentre precede la McLaren di Oscar Piastri

Charles Leclerc con la Ferrari, mentre precede la McLaren di Oscar Piastri

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

L’esito finale della gara è ciò che resta, nero su bianco, del weekend, ma per la Scuderia ci sono state anche indicazioni positive emerse nel corso del fine settimana ungherese. La pole position conquistata da Leclerc è stata messa a segno in condizioni atipiche, ma i primi due stint di gara hanno confermato una Ferrari più veloce delle previsioni. Partire davanti cambia tutta la prospettiva, Leclerc ha potuto girare in aria pulita e con la libertà di poter dettare il passo senza grandi timori di essere superato in pista, visto che per due stint la McLaren non ha mai avuto quel margine di otto decimi al giro indispensabili per poter provare il sorpasso sull’Hungaroring.

La frustrazione di Leclerc è paradossalmente emersa quando ha avuto a disposizione la miglior Ferrari del 2025, un nervosismo che ha fatto trasparire anche nella manovra difensiva nei confronti di Russell (giustamente sanzionata) che non è da Charles. Ad aumentare la tensione del monegasco è stata la possibilità di vincere il Gran Premio che si è concretizzata nella prima metà di gara, Leclerc ci ha creduto davvero e la delusione finale ne è stata la conseguenza.
“Non c’era nulla che potessimo fare per controllare la situazione, considerando il problema che abbiamo avuto – ha spiegato Charles - ho capito meglio dopo essere uscito dalla macchina, e si è scoperto che c’era un problema al telaio, iniziato proprio nel momento in cui ho cominciato a percepire un cambiamento nel comportamento della vettura”. Anche queste parole hanno innescato possibili motivi, qualcosa accaduto alla sospensione o a un ammortizzatore.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Joe Portlock / LAT Images via Getty Images

“Abbiamo fatto un buon aggiornamento sulla vettura – ha spiegato Vasseur - le prestazioni sono tornate e non dobbiamo trarre conclusioni sull'ultimo stint. Ci sono stati anche molti aspetti positivi, alla fine il risultato non è quello giusto e siamo molto frustrati, ma dobbiamo mettere sulla bilancia anche gli aspetti positivi che complessivamente sono emersi negli ultimi due fine settimana”. Nel doppio appuntamento Spa-Hungaroring si è vista una Ferrari migliore, secondo Andrea Stella potrebbe essere un avversario nella parte di stagione che scatterà da fine agosto.

Lewis Hamilton, Ferrari, in bagarre con Esteban Ocon, Haas F1 Team

Lewis Hamilton, Ferrari, in bagarre con Esteban Ocon, Haas F1 Team

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Sembra troppo, ma la Scuderia potrebbe trovarsi nelle condizioni di poter cogliere una chance, come avvenuto nelle qualifiche ungheresi, e da lì provare il colpaccio. Per ora questo scenario ottimista è ipotizzabile con il solo Leclerc, perché con ciò che in questo momento può offrire Hamilton diventa tutto più difficile anche solo da immaginare. Partito dodicesimo e dodicesimo all’arrivo, a conferma che l’esaltazione della rimonta di sette giorni fa era fuori luogo (i motivi sono stati anche strategici e di scelte d’assetto) e che la realtà è un’altra.

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