F1 | Ferrari: quello con l'ADUO2 non è il "motorone", la SF-26 è vicina grazie a telaio e aerodinamica
Monza non è una pista favorevole alla Ferrari sulla carta, ma Leclerc ha chiuso la giornata di venerdì a soli 120 millesimi dalla Mercedes di Russell. Il gap di potenza con le Frecce d'Argento rimane anche col motore ADUO2, ma la rossa sta valorizzando i suoi punti di forza, provando a ribaltare i pronostici come a Barcellona e Silverstone.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
La tradizione della Ferrari a Monza era determinata dal... motorone. Atteso per il sabato con l’obiettivo di firmare la pole position, magari monopolizzando l’intera prima fila. Tanto bastava per soddisfare il popolo rosso, anche se poi tornava a casa per lo più sconfitto. Quella era un’altra Scuderia, un’altra Formula 1.
Sia chiaro la Ferrari non rinnega il suo passato: il tributo a Michael Schumacher, campione straordinario purtroppo relegato a un’esistenza buia, ha fatto emergere quanto siano cresciute quelle radici che erano state seminate all’inizio degli Anni 2000.
La Ferrari è cambiata e si è adeguata ai tempi, ai regolamenti. Certo ha debuttato il motore con l’ADUO2, ma non è il motorone. È considerato un passo avanti (si parla di una quindicina di cavalli grazie anche alla nuova benzina della Shell), ma non chiude il gap di potenza con il 6 cilindri Mercedes. La Scuderia, quindi, ha preparato il GP d’Italia cercando di valorizzare le doti della SF-26, puntando sul telaio e l’aerodinamica.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
Charles Leclerc ha chiuso secondo a 120 millesimi da George Russell nella simulazione della qualifica, dopo che la coppia del Cavallino aveva fatto palpitare i cuori sulle tribune con un uno-due in FP1. Nessuno si è illuso, ma la speranza è che la rossa possa confermare anche nel tempio della velocità le condizioni di Barcellona e Silverstone, piste avverse, sulla carta alla SF-26.
La Mercedes resta la grande favorita, ma la Ferrari è vicina. Forse perché con questo regolamento Monza è un po’ meno il tempio della velocità: si riesce a ricaricare poca energia e l’elettrico deve essere parcellizzato nel modo più efficiente sui lunghi rettilinei.
Non deve sorprendere, quindi, se Lewis Hamilton (331,4 km/h) e George Russell (331,1 km/h) siano arrivati praticamente alla stessa velocità massima. Loic Serra e i suoi ingegneri hanno capito che quest’anno la macchina completamente scarica a Monza non paga. Serve una buona percorrenza nelle chicane e in curva per avere una buona trazione senza ricorrere all’uso dell’elettrico. E allora va bene cercare l’efficienza, ma senza rinunciare a un carico inusuale per lo Stradale, perché intanto sui dritti si sfrutta lo Straight Line Mode.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La SF-26 eccelle nelle due chicane (Prima Variante e Roggia) e si difende a Lesmo, mentre paga sulla W17 nei primi tre rettilinei. La telemetria mostra che la Mercedes scarica l’energia proprio in questi tratti e poi rimane a corto di batteria dalla Variante Ascari fino alla Parabolica, dove è la rossa che “spara” la sua carica.
Ciascuno sta cercando la sua identità a Monza, ma Fred Vasseur è chiaro: “Da una sessione all’altra usiamo tutti dei livelli di carburante diversi, mappature diverse e la situazione è molto difficile da leggere, anche per noi. Dobbiamo solo restare concentrati su noi stessi e cercare di ottenere il massimo. Avremo una sorta di convergenza nell’approccio per le FP3”. Insomma c’è il sospetto che qualcuno possa avere fatto pretattica, ma a Maranello hanno avuto la conferma di poter stare in partita, anche perché Kimi Antonelli scivolerà in fondo alla griglia per aver smarcato il quinto motore.
La Scuderia non si renderà la vita difficile: non sono previsti giochi di squadra e opportunità di tirarsi la scia, perché, una volta tanto, le rosse ambiscono di scattare molto avanti nello schieramento, per giocare due contro uno.
Ferrari SF-26: ecco lo scarico soffiato con il taglio studiato per Monza
Foto di: Franco Nugnes
Lewis Hamilton ha fatto più fatica di Charles: non ha ancora trovato il giusto bilanciamento sullo Stradale, ma la SF-26 sembra... giusta. Il flap tagliato del sistema FTM riduce il carico prodotto nel retrotreno, ma libera qualche cavallino “strozzato” dallo scarico soffiato. E l’ala Macarena non è quella iper-scarica provata per un attimo a Spa: ci sono le micro-appendici viste in Olanda. Saranno utilissime a dare sicurezza ai piloti in staccata.
Quello di Monza è uno scenario ancora in divenire, ma è lecito pensare che al Reparto Corse si siano giocati le carte giuste. Da adesso per nutrire delle ambizioni servirà un’esecuzione perfetta. E sappiamo che non è questo il lato più forte del Cavallino...
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