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F1 | Ferrari, prove di futuro: il volante più snello apre la rivoluzione 2026

La Ferrari ha sfruttato le libere di Abu Dhabi per testare un prototipo del volante 2026, che appare più snello e leggero. Può sembrare un dettaglio secondario, ma la Rossa sembra aver rivoluzionato la propria filosofia dando un taglio netto rispetto al passato, sia dal punto di vista dimensionale che nell'impostazione dei manettini. Scopriamo come.

Prototipo volante Ferrari 2026

Spesso l’ultimo Gran Premio dell’anno ad Abu Dhabi rappresenta per le squadre l’occasione di trasformare le libere del venerdì in un laboratorio a cielo aperto, iniziando a testare soluzioni utili in vista della stagione successiva. Quest’anno, però, con all’orizzonte una rivoluzione tecnica che avrà ben poco in comune con le monoposto attuali, solo poche scuderie hanno scelto di sfruttare le sessioni in questa direzione.

Tra queste c’è la Ferrari che, pur senza ricorrere ai vistosi rastrelli per la raccolta dati o a soluzioni particolari, ha comunque offerto un primo assaggio di futuro: in pista è stato testato un prototipo di quello che sarà il volante 2026. Può sembrare un dettaglio secondario, ma in realtà racchiude elementi molto interessanti.

Se si osserva l’attuale volante della Ferrari, dal punto di vista delle dimensioni appare probabilmente tra i più ingombranti della griglia. In compenso, offre un ampio ventaglio di opzioni di regolazione, utili sia alla guida sia alla gestione tattica. La filosofia è chiara: invece di concentrare più funzioni in un unico manettino, si è preferito suddividerle in diversi selettori dedicati.

Il volante usato da Lewis Hamilton quest'anno

Il volante usato da Lewis Hamilton quest'anno

Foto di: Ferrari

Tuttavia, la grande rivoluzione tecnica del 2026 spinge le squadre a valutare nuove soluzioni: molte di loro rivedranno la configurazione del volante per adattarsi alle esigenze imposte dal nuovo regolamento. Dietro le quinte, la Ferrari ha già sviluppato diversi prototipi, e l’ultima evoluzione ha fatto il suo “debutto” in pista nelle libere di Abu Dhabi con Arthur Leclerc.

Nella parte alta è "scavato" e più snello

Il nuovo volante della Rossa non trae ispirazione diretta dalla Ferrari 499P impegnata nel mondiale WEC. Sebbene a un primo sguardo le forme superiori possano sembrare simili, in realtà il riferimento resta quello del volante di Formula 1 utilizzato fino a questa stagione, rivisitato però in chiave di alleggerimento. La caratteristica forma con le due “corna”, infatti, risponde a una precisa logica progettuale.

Lo scavo consente di recuperare qualche grammo, mentre il rialzo nella parte esterna ospita la rotella dedicata alle impostazioni del differenziale nella zona anteriore e un pulsante secondario nella parte posteriore del volante. È questa combinazione a determinare la forma ondulata, apparentemente insolita ma dettata da esigenze funzionali.

Arthur Leclerc alla guida della SF-25 con il nuovo volante nella FP1

Arthur Leclerc alla guida della SF-25 con il nuovo volante nella FP1

Foto di: Ferrari Media Center

Sempre in questa direzione, un ulteriore dettaglio è la maggiore snellezza del nuovo volante rispetto al precedente, caratterizzato da una bombatura posteriore meno pronunciata. Un indizio di come Ferrari abbia rivisto la componentistica elettronica interna, collegata alla scheda standard fornita da Motion Applied.

Restando sulla parte posteriore, l’anima del volante è rimasta pressoché invariata: le leve laterali continuano a consentire la modifica rapida di più parametri in simultanea, mentre il bilanciere della frizione e quello del cambio hanno ricevuto solo lievi aggiornamenti, mantenendo per ora soluzioni comunque già consolidate.

Quasi tutti i pulsanti sono stati riorganizzati

Ma è nella parte anteriore che emergono le modifiche più significative, segnali di una vera e propria rivoluzione rispetto al volante del Cavallino degli ultimi dieci anni. La disposizione delle rotelle dedicate al bilanciamento dei freni e del differenziale è rimasta invariata, con sei rotary complessivi per garantire regolazioni immediate. Sul resto, invece, si è scelto di intervenire con un cambiamento profondo.

Arthur Leclerc, Scuderia Ferrari

Arthur Leclerc, Scuderia Ferrari

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

La disposizione dei pulsanti e delle spie luminose nella zona superiore è stata completamente rivista: alcuni sono ora collocati più vicino allo schermo, con una configurazione che varierà in base a esigenze e preferenze personali. Ancora più radicali, però, risultano le modifiche introdotte nella zona inferiore.

Fino a questa stagione la filosofia Ferrari è stata quella di non accorpare più funzioni in un singolo manettino: uno, ad esempio, ha un ruolo puramente strategico e consente al pilota di comunicare lo stato delle gomme direttamente via volante, evitando di doverlo dichiarare a voce e fornire così un’informazione preziosa ai rivali. Gli altri sono dedicati alla regolazione del motore, a preset rapidi o alla gestione di parametri secondari della PU.

Una scelta ben ponderata, mirata al massimo comfort del pilota anche nella disposizione dei pulsanti. Non è un caso che questo volante sia stato concepito attorno a Sebastian Vettel, che negli anni ha richiesto sempre più funzioni a portata di mano per avere sotto controllo ogni parametro con immediatezza, evitando di doversi addentrare in sottomenu come accade in altri team, con il rischio di sottrarre tempo e concentrazione alla guida.

Confronto volante Ferrari 2025-2026

Confronto volante Ferrari 2025-2026

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Meno manettini e un taglio... netto nella parte inferiore

Per il 2026, però, la Ferrari sembra intenzionata a imboccare una nuova strada, avvicinandosi in parte alla filosofia indicata da Lewis Hamilton ai tempi della Mercedes. Sul volante provato da Arthur Leclerc in FP1, infatti, i manettini inferiori sono stati dimezzati: da sei si è passati a tre, lo stesso numero che il britannico utilizzava nella sua precedente esperienza a Brackley.

Questo lascia intendere che funzioni secondarie siano state accorpate in diversi sottomenu, ma è proprio qui che emerge l’aspetto più interessante. La riduzione del numero di manettini nella parte inferiore ha consentito di ridimensionare sensibilmente il volante, ora caratterizzato da un taglio netto nella parte bassa. Una scelta che, anche in questo caso, richiama lo stile Mercedes o Sauber (su richiesta di Valtteri Bottas, il quale a sua volta aveva deciso di ispirarsi alla Stella).

Una scelta che ha permesso di ridurre ulteriormente il peso, tema destinato a diventare cruciale nel prossimo ciclo tecnico, con monoposto che faticheranno a rispettare da subito il limite minimo imposto dalla FIA, liberando al tempo stesso anche spazio per le gambe nella parte inferiore. Piccoli dettagli, certo, ma è proprio da questi che inizia a prendere forma la rivoluzione del 2026...

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