Vai al contenuto principale

Consigliato per te

LIVE Formula 1 | Gran Premio del Belgio, Libere 1

Formula 1
Belgio
LIVE Formula 1 | Gran Premio del Belgio, Libere 1

MotoGP | Acosta, una prima metà a due facce: "Do 7 alle mie prestazioni, ma 5 ai risultati"

MotoGP
Germania
MotoGP | Acosta, una prima metà a due facce: "Do 7 alle mie prestazioni, ma 5 ai risultati"

MotoGP | Bulega e Ducati i più veloci nel test a Barcellona con le 850cc

MotoGP
Germania
MotoGP | Bulega e Ducati i più veloci nel test a Barcellona con le 850cc

F1 | Finale sotto SC: torna l’idea della bandiera rossa, ma inseguire lo show a tutti i costi non è la strada giusta

Formula 1
Belgio
F1 | Finale sotto SC: torna l’idea della bandiera rossa, ma inseguire lo show a tutti i costi non è la strada giusta

F1 | Williams: gli aggiornamenti hanno dato i frutti sperati, ma la Racing Bulls è lontana ancora a 1 secondo

Formula 1
Belgio
F1 | Williams: gli aggiornamenti hanno dato i frutti sperati, ma la Racing Bulls è lontana ancora a 1 secondo

F1 | La Cadillac non si ferma: c'è più effetto out wash sull'ala anteriore della MAC-26

Formula 1
Belgio
F1 | La Cadillac non si ferma: c'è più effetto out wash sull'ala anteriore della MAC-26

MotoGP | Dall'Igna: "Lo stile di guida di Marquez è meno spettacolare, ma ottimizzato a fare ciò che serve"

MotoGP
Germania
MotoGP | Dall'Igna: "Lo stile di guida di Marquez è meno spettacolare, ma ottimizzato a fare ciò che serve"

F1 | Russell e il paragone con la... Gioconda: "Devo cambiare stile e guidare come non ho mai fatto prima"

Formula 1
Belgio
F1 | Russell e il paragone con la... Gioconda: "Devo cambiare stile e guidare come non ho mai fatto prima"

F1 | Ferrari: per la SF-25 è notte fonda, meglio pensare solo al 2026

Nel tentativo di trovare una competitività che non c'è, i tecnici del Cavallino hanno portato in pista delle soluzioni limite che non hanno funzionato. La rossa è arrivata al limite del suo sviluppo e bene fatto a Maranello nel dedicare tutte le risorse alla 678 che sta nascendo nel Reparto Corse. Basterebbe ammetterlo...

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images

L’elicottero parcheggiato a Fiorano ha testimoniato che il presidente John Elkann ieri a Maranello ci è andato. Non c’è stata alcuna adunata generale, come avevamo previsto, ma un incontro al vertice, quello sì. Per discutere aspetti che riguardavano l’area del prodotto, prima delle corse. Come avviene normalmente di routine. Nessuna convocazione urgente anche se le turbolenze all’interno della Scuderia si stanno moltiplicando: la mancanza di risultati sta producendo delle spaccature che non fanno certo bene a una squadra sempre più sotto pressione.  

Le carenze della SF-25 si sommano a scelte tecniche a volte estreme che portano a situazioni limite. Singapore è la pista più impegnativa per l’impianto frenante, non è una novità e non può essere una sorpresa. Ma vedere Charles Leclerc essere costretto a ricorrere al lift and coast fin dalle prime fasi della corsa non potendo esprimere il teorico potenziale della rossa per il surriscaldamento dei freni è inaccettabile. 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Ma è inspiegabile perché a Lewis Hamilton si sia montato un treno di gomme soft al giro 46 se era chiaro a tutti che aumentando la prestazione, nel tentativo sensato di andare a prendere la Mercedes di Kimi Antonelli, anche il sette volte campione del mondo avrebbe cotto i freni. Non c’era tanto il dubbio del se, ma del quando. Abbiamo visto Lewis tagliare le vie di fuga nella speranza di concludere la corsa senza sbattere contro un muro o una protezione. 

La Ferrari si è presentata a Marina Bay nella speranza di raccogliere punti importanti che le permettessero di lottare con la Mercedes per il secondo posto nel mondiale Costruttori. La W16, invece, un po’ a sorpresa è diventata la protagonista del weekend vincendo con George Russell la seconda gara stagionale dopo il Canada. 

La Scuderia, purtroppo, è sprofondata: Charles Leclerc, sesto, e Lewis Hamilton, ottavo, dopo la penalizzazione di 5 secondi per tutti quei track limit. La SF-25 preparata da casa nei programmi di simulazione nel primo turno di libere era parsa competitiva, in grado di lottare con gli altri top team. Ma era parso subito chiaro che avevano esagerato con un setup aerodinamico che faceva strisciare il pattino, per cui riportato il fondo all’altezza legale, la rossa ha perso carico aerodinamico e, quindi, prestazione. Puff, fine dell’illusione. 

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Lionel Ng / Motorsport Images

La Haas, monoposto cliente che ha lo stesso DNA della rossa e problemi molto simili, ha trascurato un po’ del lavoro sulla macchina 2026 per cercare di far funzionare la VF-25 ad un’altezza maggiore da terra. I tecnici capitanati da Andrea De Zordo ci hanno provato e hanno trovato una vettura più bilanciata e facile da guidare per i piloti, ma non sempre più veloce. Seguendo i concetti progettuali (sbagliati) della Ferrari, la macchina americana risulta neutra nel comportamento, ma che è competitiva nel gruppo di centro solo su certi tracciati e in particolari condizioni, specie con Oliver Bearman. 

L’origine dei guai, quindi, è nota, mentre non si sono trovate le medicine giuste per curare la malattia che è cronica. La sensazione è che la SF-25 sia incurabile e che, giustamente, si sia deciso di fermare lo sviluppo con il solo rischio di spendere delle risorse del budget cap a vanvera, mentre ha molto più senso investire i soldi sul progetto 678. 

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Dentro al Reparto Corse sono perfettamente consapevoli che la SF-25 è una macchina... morta. Solo il team principal, Fred Vasseur, ancora crede che sia possibile estrarre un potenziale nella rossa che non si è mai visto se non a tratti. E allora abbiamo visto una Ferrari che ha preso dei rischi anche sull’impianto frenante, con prese d’aria non adeguate come portata d’aria a soddisfare le esigenze di raffreddamento.  

Motivo? Pare per non peggiorare l’efficienza aerodinamica dei corner con prese più grandi. La squadra del Cavallino è in un momento critico perché anche il racconto delle difficoltà emerge molto diverso a seconda di chi prende la parola (team principal, piloti o tecnici) come se stia venendo a galla un evidente sfilacciamento fra le parti che certo non giova a cementare un gruppo di lavoro che in silenzio sta operando per il 2026. 

Lo sviluppo programmato prima dell’estate con la nuova sospensione posteriore e il fondo ridisegnato non ha permesso di fare quale salto che a Maranello si aspettavano nella seconda parte della stagione. La Ferrari contava di iniziare una rimonta che non si è vista perché gli avversari sono cresciuti molto più della rossa. Nel Reparto Corse si sono fermati nello sviluppo (come a Woking in casa McLaren), mentre Mercedes e Red Bull hanno proseguito l’evoluzione delle loro monoposto, capitalizzando le evoluzioni con punti pesanti. La rossa sarà condannata a chiudere il mondiale 2025 al quarto posto Costruttori, altro che sfidare le vetture papaya. 

Ma sia chiaro: alla GeS hanno fatto bene a stoppare le evoluzioni (era in preparazione un altro fondo che non è mai nato), l’importante è che tutti ne siano consapevoli. Conta che la strada intrapresa per il 2026 sia quella corretta e crediamo che il silenzio dei vertici del Cavallino sia dovuto a concedere tempo allo staff di Vasseur di portare in pista nei test di gennaio la prima Ferrari di Loic Serra. Il telaio è in avanzata fase di realizzazione e pare siano iniziati i test statici.

La Scuderia tirerà a campare negli ultimi sei appuntamenti e dovrà evitare di implodere intorno alle sue debolezze che non sono soltanto tecniche... 

Articolo precedente F1 | Haas: i piloti non proveranno l'auto 2026 al simulatore fino a fine anno. Ecco perché
Prossimo Articolo F1 | Hadjar continua a impressionare Marko: in lui rivede l’istinto di Verstappen

Top Comments

Ultime notizie