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Analisi
Formula 1 GP di Monaco

F1 | Ferrari: per il banner sull'ala di Leclerc persi 0"8 in Q1

Quando un pezzo di telo pubblicitario plastificato, che è stato strappato da un rail, è andato a coprire una porzione dell'ala anteriore, Leclerc istantaneamente ha perso 20 punti di carico che lo hanno fortemente penalizzato in Q1, Ecco com'era l'occlusione e quali effetti poteva avere sulla prestazione del monegasco.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Quella di Charles Leclerc nel GP di Monaco non è stata una semplice passeggiata come può essere sembrato da fuori, valutando la superiorità che il monegasco ha dimostrato fra le stradine di casa con la Ferrari SF-24. Il “Principe” ha vissuto un paio di momenti di apprensione che avrebbero potuto togliere convinzione a chi stava costruendo, finalmente, il weekend perfetto.

Alla fine dell’ultima sessione di prove libere, quelle del sabato che precedono la qualifica, è scattato l’allarme per il motore 1 che i tecnici del Cavallino avevano deciso di riportare in gara: lo 066/12 dopo i controlli svolti sul 6 cilindri turbo, erano stati scongiurati tutti i dubbi e l’unità poteva tornare nelle rotazioni su una pista come quella di Monte Carlo dove la potenza massima non è un aspetto determinante della prestazione.

Un sensore è andato in allarme e gli ingegneri al Remote Garage hanno scoperto che c’era una temperatura anomala nell’impianto di lubrificazione. Per non correre rischi è stato deciso di smontare in fretta e furia la power unit per installare sulla SF-24 #16 l’unità 3, vale a dire quella che è stata utilizzata da Charles a Imola una settimana prima.

Per il team del Cavallino si è trattato di un super lavoro che non era programmato, ma in Q1 è bastato a Leclerc solo un giro per capire che tutto era stato rimontato a regola d’arte e, dopo aver dominato le prove libere, era pronto ad andare in caccia della pole position.

E, invece, il muretto non ha fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo che è partito un altro allarme. Questa volta a preoccuparsi erano gli aerodinamici che, all’improvviso, avevano visto sparire più di 20 punti di efficienza aerodinamica sul lato destro dall’ala anteriore.

Leclerc non aveva segnalato di aver toccato cordoli, guard rail o muretti, per cui stava crescendo un po’ di apprensione perché in Q1 c’era il rischio di non passare la prima tagliola perché c'era una griglia terribilmente corta. Charles al giro 3 ottiene un 1’12”839 che non è in linea con le prestazioni precedenti. Fa un giro di cool down e poi si rilancia: 1’12”452. Un pelo meglio, ma non abbastanza per sperare di stare al sicuro.

Le immagini Tv hanno risolto l’arcano: un pezzo di telo pubblicitario plastificato che copriva un rail si è staccato dalla protezione ed è andato a coprire una zona nevralgica dell’ala anteriore. Era come se sulla SF-24 fosse stato messo un… cappuccio che impediva al flusso d’aria l’effetto out wash in prossimità della paratia laterale, per cui l’aria non veniva spinta all’esterno della ruota anteriore, ripulendo la scia, ma generando un bloccaggio aerodinamico disastroso.

Charles è stato richiamato prontamente ai box e, dopo che i meccanici gli hanno tolto il banner, ha ripreso a girare con la determinazione e la sicurezza che avevamo apprezzato nelle libere: all’ottavo passaggio ha piazzato in scioltezza un 1’11”653 che lo aveva messo al riparo da qualsiasi rischio. E da quel momento nessuno è più riuscito a contenerlo fino alla conquista della 24esima pole position in carriera, come prima di lui avevano fatto due campioni del mondo, Niki Lauda e Nelson Piquet.

La Ferrari e Leclerc hanno dato una grande dimostrazione di saper mantenere la calma negli unici momenti in cui il weekend perfetto d Monaco poteva trasformarsi in un altro episodio sfigato come i precedenti vissuti dal monegasco nel Principato. Scoprire come siano spariti otto decimi al giro di prestazione in un amen deve essere stato un momento da alta fibrillazione anche per Bryan Bozzi, fresco ingegnere di pista che ha saputo mantenere calmo il suo pilota. Tolto il… tappo sono riapparsi magicamente i 20 punti mancanti. Poi a Maranello ha potuto cominciare a sognare. E c’è chi ancora non si è svegliato…

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