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F1 | Ferrari: c'è un programma real time per la gestione gomme

Callum Frith, ingegnere britannico di 32 anni di Shropshire, nella Scuderia si occupa di pneumatici. Il giovane tecnico ci spiega in quale modo la SF-24 risulta più gentile sulle gomme e perché potrebbe ben figurare a Suzuka, pista molto impegnativa per la rossa. Ora c'è un piano per la salvaguardia delle coperture.

I meccanici della Scuderia Ferrari spingono la vettura di Charles Leclerc, la Ferrari SF-24, nel garage.

Chi l’ha detto che ingegneri inglesi non vogliono venire a lavorare in Italia? Per togliersi un dubbio bisognerebbe chiedere a Callum Frith, britannico di 32 anni di Shropshire, che a Maranello ha avuto la sua grande occasione per entrare nel mondo delle corse grazie al programma Ferrari F1 Engineering Academy dedicato ai neolaureati. Oggi l’inglese è il Tyre Performance Engineer della Scuderia per cui è l’uomo del giorno, visto che a Suzuka il tema delle gomme diventa fondamentale nella ricerca della prestazione.

Dopo la splendida doppietta all’Albert Park, il Cavallino affronta un tracciato che non è certo l’ideale per la SF-24, anche se le simulazioni hanno dimostrato che la rossa potrebbe difendersi più che onorevolmente anche in Giappone.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Quello di Suzuka è un circuito severo per gli pneumatici. Quali saranno le vostre sfide in questo weekend?
“A Suzuka abbiamo molte curve veloci, quindi i livelli di energia nelle gomme sono tra i più alti dell’intera stagione. Per questo motivo Pirelli porta le tre mescole più dure (C1, C2, C3), che vengono utilizzate solo nelle piste più impegnative per gli pneumatici. Inoltre, l’insolita forma a otto del tracciato comporta un alto grado di stress su tutte e quattro le gomme, con il setup della vettura e il meteo – qui sempre imprevedibile – che giocano un ruolo importante”.

“Se aggiungiamo anche un asfalto molto abrasivo, è facile intuire che possiamo aspettarci una gara con alto degrado delle gomme e strategie a più soste. Insomma, questo weekend sarà una prova impegnativa per le gomme da tutti i punti di vista!”.

Dopo le prime tre gare la SF-24 sembra gestire meglio le gomme rispetto alla SF-23. Da cosa deriva questo miglioramento?
“Uno dei nostri principali obiettivi era migliorare la performance in gara e abbiamo cercato di affrontare il tema della gestione gomme da più fronti. Nella fase di sviluppo della vettura abbiamo lavorato soprattutto per mettere a disposizione dei piloti una piattaforma consistente. Quest’anno la vettura è più prevedibile e per Charles e Carlos è dunque più facile non stressare eccessivamente le gomme al variare delle condizioni di gara, ad esempio quando si trovano nel traffico, o quando cambia il vento, o semplicemente quando nel corso degli stint le gomme degradano e diminuisce l’aderenza”. 

“Per quanto riguarda la gestione in pista, insieme ai piloti abbiamo elaborato un piano che individua i momenti dove è necessario prestare maggiore attenzione alle gomme per ottenere il miglior tempo possibile, tenendo naturalmente presente la strategia e le caratteristiche specifiche di ogni circuito. È uno strumento che utilizziamo real-time durante la gara per dare eventualmente feedback ai piloti via radio”.

Callum Frith

Callum Frith

Parliamo di te: come sei arrivato in Ferrari? Da dove nasce la tua passione per il motorsport?
“Sono appassionato di motorsport fin da bambino, quando guardavo la Formula 1 in televisione e non mi perdevo una gara al circuito di Donington Park, vicino a casa mia. Al liceo ho avuto la bellissima opportunità di fare una piccola esperienza di lavoro nel team Williams, e grazie a questo ho iniziato a credere che una carriera nel motorsport fosse possibile. Appena finita l’università, durante un evento di Formula Student, ho scoperto il programma Ferrari F1 Engineering Academy, dedicato ai neolaureati. Ho passato le selezioni e sono arrivato a Maranello. Ho fatto esperienza all’interno del team gomme, inizialmente seguendo le gare dal remote garage e poi in pista durante i test, prima di spostarmi nella squadra corsa, in cui sono impegnato ancora oggi”.

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