Ferrari: non servono colpevoli, ma soluzioni!

La Scuderia è spronfondata a Spa: Vettel, tredicesimo, e Leclerc, quattordicesimo. Il GP del Belgio ha messo in luce tutte le carenze della SF1000: mancanza di potenza, mancanza di carico aerodinamico per cui le gomme non generano energia. Non c'è un aspetto della monoposto che soddisfi, ma non si vedono interventi utili a cambiare la situazione. Binotto rifiuta di parlare di crisi, ma ammette che la Scuderia è in piena tempesta. Ma quando finirà?

Ferrari: non servono colpevoli, ma soluzioni!

L’unica notizia buona arrivata da Spa per la Ferrari è che Spa è finita. Per gli uomini del Cavallino il sogno sarebbe svegliarsi domattina e ritrovarsi in una situazione ordinaria, pronti a preparare una Monza con la speranza di poter salire sul podio, anche senza la splendida cornice di pubblico che dovrà attendere il 2021 per ripresentarsi in pista. Ma la realtà dice altro, ed è una realtà che fa a pugni con quello che viveva la Scuderia dodici mesi fa.

La Ferrari vista a Spa è una monoposto che fatica su tutti i fronti. Mancano cavalli alla power unit (come confermato anche dalle squadre clienti), manca quel carico aerodinamico cercato con determinazione lo scorso anno (in ottica 2020) e che si è rivelato drag, ed anche l’affidabilità non è impeccabile. “Dobbiamo fare qualcosa”, ha commentato uno sconsolato Charles Leclerc a fine gara, facendo fatica a trovare le parole come ha fatto fatica in pista a trovare la performance.

L’immagine della domenica di Charles è quella della fatica fatta ad avere la meglio sulla Haas di Romain Grosjean, nonostante il DRS e le gomme più fresche di quindici giri rispetto al francese.

Leclerc ce l’ha fatta solo nell’ultimo giro, tirando una staccata a Les Combes che gli è valsa la quattordicesima posizione. Non è solo questione di motore, questo ormai è un dato di fatto.

Lo scorso 18 luglio, non proprio tanto tempo fa, le due Ferrari si presero la terza fila sull’Hungaroring, e in gara Sebastian Vettel concluse in sesta posizione. Sembrava poca roba, ma sei settimane dopo quegli obiettivi sono di colpo diventati lontanissimi. In Ungheria la potenza del motore e l’efficienza aerodinamica contano meno, mentre i sette chilometri di Spa hanno messo a nudo il potenziale del progetto SF1000 quando la deportanza non è un’ancora di salvezza.

“Speriamo di ritrovare la nostra posizione precedente al Mugello”, ha dichiarato Leclerc, lanciando un tacito messaggio che Monza magari non sarà come Spa, ma neanche sede di una resurrezione.

“Siamo in una tempesta, non in crisi”, ha commentato Mattia Binotto. Il team principal del Cavallino conosce Maranello in ogni suo angolo, e se è cosciente che la squadra è dentro una tempesta sarà altrettanto cosciente che c’è qualcosa al di là delle acque agitate in cui naviga in questa stagione.

Un qualcosa che oggi non è visibile, al massimo immaginabile in vista di un 2022 in cui tutto ripartirà da un foglio bianco.

Lo scorso anno la Scuderia tra Spa e Monza visse il bagno di folla nell’affollatissima Piazza Duomo di Milano, dove fu celebrata la storia del Cavallino. Dodici mesi dopo, quella stessa settimana in Ferrari sarà vissuta in un clima differente, anche perché differente è l’onda che dal Belgio porta sul circuito brianzolo.

Dal successo del 2019 si è passati ad un tredicesimo e quattordicesimo posto, bilancio del weekend per Vettel e Leclerc. Monza sarà dura, il Mugello forse meno, ma al di là della doppia trasferta italiana servono piani chiari per un futuro che oggi appare nebuloso. Più che colpevoli urgono soluzioni.

Charles Leclerc, Ferrari SF1000, Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000, Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000, Romain Grosjean, Haas VF-20
Charles Leclerc, Ferrari SF1000, Romain Grosjean, Haas VF-20
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Il garage Ferrari
Il garage Ferrari
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000, in pit lane dopo la Q2
Charles Leclerc, Ferrari SF1000, in pit lane dopo la Q2
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Charles Coates / Motorsport Images

Dettaglio dell'ala posteriore della Ferrari SF1000
Dettaglio dell'ala posteriore della Ferrari SF1000
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Foto di: Giorgio Piola

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Dettagli dell'ala posteriore della Ferrari SF1000
Dettagli dell'ala posteriore della Ferrari SF1000
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Foto di: Giorgio Piola

Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF1000
Charles Leclerc, Ferrari SF1000
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

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