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F1 | Ferrari motivata: non si ferma lo sviluppo della F1-75

Le prove comparative svolte da Sainz a Monza hanno confermato la validità dell'ultimo fondo: il parere dello spagnolo e il tempo sul giro hanno confortato i dati delle simulazioni. A Maranello, quindi, hanno deciso di non fermare l'evoluzione della rossa, contando di sfidare la Red Bull nei prossimi appuntamenti. La F1-75 patisce le variazioni di temperatura e funziona in una finestra stretta per trasferire la giusta energia alle gomme. Nel GP d'Italia l'assetto aerodinamico era troppo scarico.

Il nuovo fondo della Ferrari F1-75

La Ferrari ha ritrovato il bandolo della matassa. Monza ha ridato morale alla squadra del Cavallino, anche se nel GP del Centenario dell’Autodromo è arrivata la sconfitta dietro a Max Verstappen, dopo la brillante pole position di Charles Leclerc.

Mattia Binotto ha tracciato un quadro preciso dopo il GP d’Italia, confidando che il respiro concesso dall’annullamento del GP della Russia, permetta alla Scuderia di analizzare i dati con colma per affrontare l’ultima parte della stagione con una ritrovata ambizione.

Charles Leclerc, Ferrari F1-75

Charles Leclerc, Ferrari F1-75

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

“Il fatto di avere più giorni ci consentirà di prepararci al meglio per i prossimi impegni. Il risultato di Monza, al di là del risultato, ci ha fatto capire che dopo quattro gare sofferte siamo sulla strada del recupero”.

“La pole di Leclerc e il terzo tempo di Sainz dimostrano che in qualifica possiamo batterci sempre per la posizione al palo, mentre in gara il degrado delle gomme resta più elevato rispetto a quello della Red Bull. Lavoreremo su questo fronte per migliorare, perché la stagione non è finita e continueremo a batterci per la vittoria”.

Mattia Binotto, team principal Ferrari

Mattia Binotto, team principal Ferrari

Photo by: FIA Pool

A Maranello vogliono riallacciare un filo che si è interrotto al Red Bull Ring nel GP d’Austria e l’appuntamento di Singapore arriverà nel momento giusto, perché quella di Marina Bay è la pista che più si addice alle caratteristiche della F1-75. Guardando, invece, alla conclusione del campionato, le due gare successive, Suzuka e Austin, sembrano più favorevoli alla RB18, mentre le ultime tre potrebbero essere considerate contendibili.

Ma da cosa nasce questo ritrovato entusiasmo nella Gestione Sportiva? Dalle risposte che stanno emergendo dai dati raccolti sullo Stradale: i tecnici non hanno toppato lo sviluppo dell’ultima evoluzione del fondo che è stata introdotta al Paul Ricard.

Dettaglio dell'ala posteriore scarica della Ferrari F1-75 vista a Monza

Dettaglio dell'ala posteriore scarica della Ferrari F1-75 vista a Monza

Photo by: Giorgio Piola

Il lecito dubbio che aleggiava nella Gestione Sportiva era che le diverse bocche dei canali Venturi sotto alle pance rappresentassero il primo stop di una crescita che era stata costante nell’arco della stagione. Un campanello d’allarme suonato dopo ben quattro gare nelle quali la Ferrari ha mostrato un degrado delle gomme anomalo, rispetto all’andamento precedente del campionato e rispetto alla crescita degli avversari.

La Red Bull è certamente migliorata, come la Mercedes, mentre sembrava che la Ferrari avesse fatto un passo indietro. La prova comparativa svolta da Carlos Sainz nella FP1 di Monza con i due fondi ha dato risultati precisi: l'ultima versione non è sbagliata e rappresenta un passo avanti, rispetto a quello vecchio. Magari un salto meno grande di quanto ci si aspettasse almeno nel confronto con quello della RB18, ma non c’è stato niente da bocciare.

La Ferrari F1-75 con la vernice flov-viz sulla singola beam wing e nel diffusore

La Ferrari F1-75 con la vernice flov-viz sulla singola beam wing e nel diffusore

Photo by: Giorgio Piola

E la Ferrari ha trovato l’incrocio positivo di tre dati diversi: il parere del pilota spagnolo, il riscontro cronometrico a parità di condizioni in pista e la conferma anche dalle simulazioni. Così tolto il dente di dover fare un reset sullo sviluppo, l’attenzione dei tecnici si è concentrata sul bilanciamento della F1-75.

La rossa funziona con una finestra nell’uso degli pneumatici più stretta di quanto fosse a inizio anno e la tyre degradation, come la chiamano gli inglesi, aumenta al variare di certi parametri. Fra le prove libere del venerdì e la gara c’è stato un incremento delle temperature sull’asfalto che hanno portato a soffrire più del previsto nelle gomme posteriori.

Il retrotreno ha cominciato a scivolare ed è parso chiaro che a Maranello forse hanno esagerato nello scaricare la vettura per cercare le velocità di punta indispensabili a Monza. Sono bastati pochi gradi di differenza sulla pista a determinare un comportamento diverso della macchina che ha impedito a Charles Leclerc di sfidare alla pari Max Verstappen. E anche il passo di Carlos Sainz con l’ultimo treno di soft a F1-75 ormai scarica di benzina è stato inferiore alle simulazioni, segno che c’è ancora da lavorare per ritrovare la via del successo.

Ferrari F1-75, dettaglio del motore 066/7

Ferrari F1-75, dettaglio del motore 066/7

Photo by: Giorgio Piola

Quella che abbiamo visto nel “tempio della velocità” è una Ferrari che non si vuole arrendere a prenderle dalla Red Bull: il mondiale è perso, ma la voglia di interrompere la striscia vincente del campione olandese è concreta. E Singapore rappresenta subito una grande occasione: il tracciato cittadino si addice alle doti di trazione e accelerazione della rossa.

La Scuderia ha ancora in serbo delle evoluzioni per cercare di chiudere il gap con Milton Keynes: il timore che si fosse perso il filo dello sviluppo poteva bloccare gli upgrade, mentre il via libera  che è arrivato dal GP d’Italia lascia la speranza che la dittatura di Verstappen possa essere interrotta da una Ferrari con tanta voglia di battere un colpo…

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