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F1 | Ferrari: manca carico aerodinamico, servono degli sviluppi

Il primo podio di Leclerc con la SF-24 conferma la Scuderia come seconda forza del mondiale, ma la rossa a Jeddah ha dimostrato di non avere il passo per stare davanti alla Red Bull di Perez. La rossa, pur con l'ala più carica, non riusciva a mandare le gomme in temperatura perché manca del necessario carico aerodinamico.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Red Bull 87 punti nel mondiale Costruttori, segue la Ferrari con 49 e poi ci sono McLaren con 28 e Mercedes con 26. La classifica a squadre dopo due GP delinea quello che è lo scenario realistico di questo avvio di stagione.

Jeddah raffredda un po’ le aspettative dei ferraristi e di chi insegue la rossa parecchio distaccato. In Bahrain era forte la sensazione che Charles Leclerc privo dei (misteriosi) problemi ai freni sarebbe riuscito a stare davanti a Sergio Perez, poi giunto secondo in rimonta. L’Arabia Saudita, invece, ha sancito che le due RB20 non sono contendibili, almeno al momento, perché il messicano ha svolto in modo egregio il ruolo di guardaspalle di Max Verstappen, scavalcando facilmente la rossa del monegasco che gli era partita davanti.

Charles Leclerc non sembra convinto del potenziale della Ferrari

Charles Leclerc non sembra convinto del potenziale della Ferrari

Foto di: Shameem Fahath

Leclerc è abile nel portare la SF-24 in prima fila durante la qualifica, ma poi deve arrendersi al passo che la rossa gli permette di tenere. L’anno scorso la Ferrari si “mangiava” le gomme dopo pochi giri e quest’anno ha drenato l’usura degli pneumatici, andando addirittura nella direzione opposta: fa fatica a mandare in temperature le coperture e per qualche giro subisce una situazione che permette alle RB20 di prendere il largo.

Perché succede tutto ciò? Chi parla forbito spiega che la rossa non trasferisce la necessaria energia alle gomme posteriori. Tradotto in un linguaggio più comprensibile: la SF-24 manca di carico aerodinamico. Il corpo vettura non genera abbastanza downforce e i tecnici sono costretti ad usare un’ala posteriore più carica per ovviare alla deficienza della rossa, sebbene lo staff del Cavallino avesse deliberato, come tutti, un profilo meno resistente di quello del Barhain per la velocissima pista di Jeddah.

Ferrari SF-24: ecco l'ala posteriore carica usata nel GP dell'Arabia Saudita

Ferrari SF-24: ecco l'ala posteriore carica usata nel GP dell'Arabia Saudita

Foto di: Giorgio Piola

La Scuderia la nuova soluzione non l’ha mai usata nemmeno in prove libere, puntando a coprire con un’ala carica le carenze di effetto suolo. L’esuberante power unit 066/10 ha permesso di non pagare troppo il maggior drag in rettilineo (Leclerc ha raggiunto alla speed trap la stessa velocità massima di Perez: 330,3 km/h), anche se è lecito pensare che la mappatura del motore Honda non fosse esageratamente spinta, potendo contare su un vantaggio di macchina.

La Ferrari, quindi, sperava che, pur avendo una vettura più resistente, sarebbe riuscita a contenere Perez. L’illusione è svanita al giro 4 quando il messicano ha passato in tromba Leclerc con il DRS aperto. Charles era ancora impegnato a litigare con le gomme che non erano nella giusta finestra di funzionamento. E il problema si è riproposto anche con la mescola hard dopo il pit stop anticipato al giro 7 per la safety car causata dal botto di Lance Stroll.

La squadra di Maranello, quindi, si è presentata in Arabia Saudita impreparata per affrontare il cittadino di Jeddah. E se in Bahrain aveva dato la sensazione che una rossa potesse fare da cuneo fra le due Red Bull, sabato è parso chiaro a tutti che era solo un’utopia. La SF-24 manca di performance per chiudere un gap che in qualifica si misura in tre decimi, ma che in certi momenti della gara arriva a sei-sette decimi.

Oliver Bearman, Ferrari SF-24

Oliver Bearman, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

La strepitosa prestazione di Oliver Bearman, 18enne inglese al debutto per sostituire Carlos Sainz infortunato, ha reso il merito agli ingegneri di Enrico Cardile che la rossa sia “facile” da guidare, se non addirittura troppo facile. La base della vettura è buona, sana, ma non basta per sfidare le RB20. Nel retrotreno non si è ancora trovato il giusto bilanciamento e la SF-24 ha mostrato un limite prestazionale che potrà essere superato solo da un pacchetto di aggiornamento aerodinamico e non dalla comprensione della vettura nella messa a punto.

La Ferrari, insomma, deve essere coraggiosa nelle sue scelte: forse avrebbe potuto fare una scommessa sulla mescola media per il secondo stint (Tsunoda ha percorso 41 giri con la gialla, Norris 39), ma l’approccio filosofico del Cavallino alle scelte tecniche e sportive è sempre conservativo. Troppo. La paura di sbagliare non porta a osare.

Nelle libere del venerdì un run comparativo con l’ala scarica poteva essere fatto, così come ci auguriamo che in Australia si veda qualcosa di nuovo. Perché altrimenti inseguire le Red Bull diventerà una chimera, ma chi l’ala scarica l’aveva ed era dietro alla rossa (McLaren, Aston Martin e Mercedes) potrebbe risolvere i suoi problemi di messa a punto per insidiare il ruolo di seconda forza del Cavallino.

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