F1 | Ferrari laboratorio: quanti cavalli libera il motore 067/6 senza il sistema FTM?
La rossa vista nelle prove libere del venerdì in Austria non ha affatto convinto, ma la sensazione è che la Scuderia abbia svolto molti test e non abbia spinto il nuovo motore con l'ADUO. Oggi sarà rivoluzionato il setup per cercare la prestazione che è mancata ieri: il caldo deve essere un vantaggio, non un problema.
Dino Beganovic, Ferrari SF-26
Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images
La Ferrari che vedremo oggi in FP3 sarà una rossa diversa rispetto a quella che abbiamo visto girare nelle libere del venerdì. La Scuderia ieri ha lavorato molto per cercare delle correlazioni, perché la stabilità dei dati sarà fondamentale nel dare corso agli sviluppi in stagione, se l’obiettivo della rossa sarà contendere la supremazia alle Mercedes.
Vedere Lewis Hamilton solo quinto con un distacco di 597 millesimi da Kimi Antonelli su un tracciato molto corto come il Red Bull Ring evidenzia che non può e non deve essere quello il potenziale della SF-26.
Il giovane Dino Beganovic, il miglior rookie fra quelli che erano in pista in FP1, è stato usato come “cavia” con un programma di lavoro diverso da quello del sette volte campione del mondo con il chiaro intento di portare a casa una marea di informazioni.
L'enorme rastrello per la raccolta dei dati usato ieri sulla SF-26 di Beganovic
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Lo svedese ha svolto prove aerodinamiche con un enorme rastrello posteriore e poi ha girato senza il sistema FTM, vale a dire il flap che occlude parzialmente lo scarico e consente di sfruttare i gas roventi con importanti funzioni aerodinamiche: più efficienza dell’ala posteriore e migliore estrazione del flusso dal diffusore.
La geniale soluzione sarà vietata a partire dal 2027 perché l’utilizzo della power unit non deve essere finalizzato ad uno sfruttamento aerodinamico, ma il test non era finalizzato a guardare al futuro, quanto a cercare conferme sul presente.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Eric Le Galliot
In Austria ha fatto il suo debutto il motore 3 dotato del primo pacchetto di aggiornamento concesso dall’ADUO. I tecnici del Cavallino hanno voluto vedere quanti cavalli “costa” in termini di potenza l’FTM, visto che sui circuiti a basso carico aerodinamico potrebbe essere smontato, sfruttando la potenza recuperabile.
Il motore è stato tenuto sotto controllo con mappature prudenziali: l’unità porta l’aria in alimentazione ad una temperatura che è superiore ai 110 gradi. Gli aerodinamici hanno portato un engine cover molto aperto con tante branchie per lo sfogo dell’aria calda. Non ci stupiremmo di vedere anche una versione più chiusa e coraggiosa per sfruttare le potenzialità che lo 067/6 dovrebbe dare.
Dettaglio tecnico della nuova ala anteriore della Ferrari SF-26
Foto di: Getty Images
Dopo l’inatteso successo di Barcellona, la Ferrari non doveva portare delle novità tecniche. E, invece, abbiamo potuto notare degli aggiornamenti nell’ala anteriore con un adeguamento del diveplane, il flap orizzontale orientato diversamente rispetto alla versione precedente vista a Montmelò. Rivista anche la carenatura dell’ammortizzatore del T-Tray. È stato fatto un lavoro di pulizia finalizzato al risparmio di peso e alla riduzione del drag che resta uno dei limiti della rossa.
Ferrari SF-26: nuova la carenatura dell'ammortizzatore del T-Tray
Foto di: AG Photo
Con gli aggiornamenti del fondo introdotti in Spagna c’è una diversa circolazione dei flussi: non stupisca quindi se è stato cambiato anche il supporto dello specchietto retrovisore che ha una chiara funzione di convogliatore di flusso.
La Ferrari ha dovuto adeguare il setup della SF-26 al lavoro notturno svolto al simulatore: quella di ieri era una rossa troppo conservativa nelle scelte meccaniche. Oggi dovremmo vedere uno sfruttamento delle gomme più in linea con la migliore concorrenza...
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