Ferrari: la SF21 troppo scarica per combattere il vento contro

I dati di telemetria ci permettono di confrontare il miglior giro in FP2 di Carlos Sainz con la SF21 e quello di Lewis Hamilton con la Mercedes, più veloce di giornata. La Rossa paga poco alla W12 nel primo e terzo tratto, mentre subisce un distacco di 269 millesimi nel guidato, mandando in crisi le gomme costrette ad un'usura importante. Ecco cosa indicano i numeri raccolti...

Ferrari: la SF21 troppo scarica per combattere il vento contro

Che Ferrari abbiamo trovato in Portogallo? La SF21 sta confermando a Portimao i segnali di crescita che la Rossa ha mostrato nelle prime due gare della stagione 2021. Grazie allo staff tecnico di Matteo Bobbi siamo in grado di mostrarvi i dati telemetrici a confronto fra il miglior giro di Lewis Hamilton, leader di giornata con la Mercedes, e Carlos Sainz, quarto con la Ferrari SF21, nella seconda sessione di prove libere.

Il primo elemento che merita di essere evidenziato è che Sainz la sua prestazione l’ha ottenuta con il fondo modificato che è stato portato in Algarve, ma che dovrà fare il suo debutto ufficiale solo in Spagna.

In mattinata ne disponeva Charles Leclerc e il monegasco ha centrato un ottimo quarto posto, mentre lo spagnolo non è andato oltre la nona piazza. Le cose si sono quasi invertite nel pomeriggio con il madrileno puntuale quarto e il compagno di squadra, più in difficoltà, settimo. Nel secondo turno c’è stata una complicazione: il vento a raffiche che soffiava in direzione contraria al rettilineo principale.

Sainz ha beneficiato del maggiore carico prodotto dal fondo vettura, mentre Leclerc si è dovuto arrangiare nel misto, quando i tecnici hanno deciso di scaricare le ali per ritrovare quelle velocità attese in rettilineo.

Verrebbe da dire, quindi, che la nuova soluzione funziona e, forse, c’è il rammarico che non si possa utilizzare senza far torto a un pilota piuttosto che all’altro, nella consapevolezza che non ci sarebbe nemmeno un ricambio.

Il grafico che pubblichiamo evidenzia una serie di dati interessanti da leggere: la Mercedes dell’epta campione è risultata più veloce della Rossa per 360 millesimi. Il distacco è più contenuto del solito, ma a destare curiosità è il fatto che la Ferrari nel T1 abbia lasciato 26 millesimi alla freccia nera e nel T3 la vettura di Sainz abbia concesso solo 16 millesimi alla W12 di Lewis. Inezie in due terzi della pista fatta di saliscendi, mentre nel tratto guidato, il T2, è venuto fuori il distacco più robusto: 269 millesimi.

E, allora, emergono chiare due considerazioni: primo, il motore 065/6 della SF21 è tornato a spingere, tanto da riproporre una Rossa capace di fare bella figura sui rettilinei, superando Hamilton seppur di poco; secondo, la Ferrari ha scelto un assetto aerodinamico particolarmente scarico per combattere il vento contro sul dritto. Permette velocità di punta interessanti, ma poi costringe i piloti del Cavallino a prendere dei rischi nel guidato.

Siccome non sappiamo dirvi quanto le rispettive mappature di motore fossero più o meno risparmiose in potenza massima, viene da pensare che a Maranello abbiano cercato un palliativo, ma domani dovremmo vedere una Rossa più bilanciata nel comportamento.

Perché se la Ferrari ha mostrato buone doti nella velocità di punta è parsa deficitaria nelle curve a più bassa percorrenza, con differenze più evidenti rispetto alla Mercedes: 7 km/h alla curva 11, che scendono a 5 km/h alle curva 13 e 14.

È facile prevedere, quindi, che domani in qualifica vedremo due Rosse più cariche, anche perché si è vista una tendenza delle vetture a scivolare specie con la mescola più tenera, generando un’usura degli pneumatici piuttosto importante.

Il segreto sarà trovare un valido compromesso per evitare di subire i sorpassi sul dritto e nel contempo riuscire a migliorare il comportamento nei repentini cambi di direzione che questo tracciato ondulato comporta. Trovare la giusta alchimia non sarà facile, ma la Ferrari, pur nelle sue difficoltà ha saputo ergersi a terza forza dello schieramento, avvicinandosi ai due top team.

Un fatto è certo: è ancora troppo presto per illudersi e pensare in grande, ma le indicazioni sono positive...

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