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F1 | Ferrari: la SF-24 è cresciuta e le novità assenti... erano presenti

La doppietta Ferrari di Austin dice che le novità introdotte a Singapore hanno funzionato anche su una pista tradizionale, e le ali di nuova costruzione (non disegno) portate in Texas hanno aiutato.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Lando Norris, McLaren MCL38

Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Ha vinto il foglio bianco. Quando lo scorso venerdì la FIA ha diffuso l’abituale bollettino che contiene le novità tecniche portate in pista da ogni squadra, sulla pagina relativa alla Ferrari l’unica riga presente era “nessun aggiornamento”. In realtà, il foglio era ‘grigio’, perché da Maranello erano partite tre nuova ali anteriori, diverse per materiali ma identiche per la specifica delle componenti. "Non stiamo dichiarando nulla, ma questo non significa che non stiamo portando nulla. Dobbiamo essere chiari riguardo le novità riguardanti le forme esterne della monoposto", ha dichiarato Fred Vasseur al termine della gara in Texas. 

Il weekend di Austin era comunque un esame importante per la Ferrari, c’era da verificare su una pista tradizionale (molto diversa dai cittadini di Baku e Singapore) la performance degli aggiornamenti introdotti dopo la pausa estiva. L’esame è stato superato a pieni voti.

La doppietta ottenuta nel Gran Premio degli Stati Uniti apre scenari nuovi nella stagione 2024 della Ferrari. Per quanto l’aritmetica lasci ancora delle speranze in ottica mondiale costruttori, non è una questione di numeri. L’uno-due conquistato da Leclerc e Sainz ad Austin tira le somme su mesi di lavoro, iniziati dopo il fallimentare pacchetto ‘Barcellona’ che aveva complicato molto il cammino stagionale della Scuderia. Serviva una risposta, ma in Formula 1 c’è bisogno di tempo per progettare, realizzare e portare in pista dei correttivi. L’aspetto più importante del weekend statunitense è che la Ferrari ha ritrovato la via, quello di Austin è stato il timbro definitivo. “Abbiamo fatto un passo avanti nei weekend di Monza, Baku e Singapore - ha confermato Frederic Vasseur - ma sappiamo che non sono piste convenzionali, era importante far bene questo fine settimana, e direi che abbiamo fatto un bel lavoro”.

La SF-24 ha funzionato bene, ma i margini ridottissimi che in questa stagione separano i top-team non basta una buona base per puntare alla vittoria. Il lavoro svolto in pista (e nel remote garage di Maranello) è stato impeccabile. Al termine della gara sprint disputata sabato in Ferrari erano convinti che partendo in prima fila la vittoria sarebbe stata alla portata. Una convinzione emersa anche nelle scelte tecniche fatte prima della qualifica, ovvero nessuna modifica al setup anche se c’era la consapevolezza che in qualifica ci sarebbe stato da soffrire un po'. Ventiquattr’ore dopo la Scuderia ha raccolto i frutti, probabilmente più succosi anche rispetto alla più rosee previsioni. “A volte devi decidere dove vuoi essere competitivo”, ha ribadito Vasseur riferendosi alle scelte fatte nel corso del weekend.

Carlos Sainz, Ferrari, Charles Leclerc, Ferrari

Carlos Sainz, Ferrari, Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Ferrari

La svolta che ha permesso a Leclerc e Sainz di poter sognare in grande è arrivata in partenza. Il testa a testa al via (annunciatissimo) tra Norris e Verstappen ha permesso a Charles di sfilare al comando, lo scenario ideale per impostare la corsa. La prima fase di gara è stata cruciale, il passo di Leclerc è stato di gran lunga il più veloce in pista ed ha permesso a Charles di poter decidere la sua strategia senza affanni. Dopo i riscontri emersi nella gara sprint in Ferrari erano certi che la gara si sarebbe sviluppata su una sosta singola, i dubbi erano legati solo al passo di Verstappen e Norris, ma il primo stint ha messo in chiaro che Leclerc ne aveva di più. Con la corsa sotto controllo Charles ha completato il suo pit-stop al giro 26, tornando in pista con un out-lap conservativo e gestendo i restanti trenta giri di gara.

La conferma del potenziale della Ferrari è arrivata anche dalla gara di Sainz. Al via Carlos ha guadagnato una posizione su Norris e ne ha persa una a favore di Leclerc, ritrovandosi per i primi 20 giri alle spalle di Verstappen. Sainz è rimasto attaccato alla Red Bull (nonostante un allarme alla power unit corretto in corsa) e ha messo a segno un undercut perfetto anticipando la sosta al giro 21. Quando Verstappen ha completato la sua sosta, quattro tornate dopo, è tornato in pista a cinque secondi dalla Ferrari. La piazza d’onore conquistata da Sainz ha consentito alla Scuderia di fare bottino pieno, ed ora nella classifica costruttori il gap rispetto a Red Bull e McLaren si è ridotto rispettivamente ad 8 e 48 punti.

L’impressione è che la volata finale sarà più una questione di scelte nella gestione dei weekend di gara che di aggiornamenti tecnici. La Ferrari porterà gli ultimi sviluppi in Qatar, ma Vasseur è stato chiaro: “A volte le novità tecniche sono un passo avanti in termini di prestazione pura ma c’è anche il rischio di creare un po' di confusione nell'assetto, quindi non è sempre un passo avanti in termini di risultati”. Il prossimo weekend ci sarà ancora una pista definita atipica, ma l’onda positiva del fine settimana di Austin sarà un ottimo carburante per tutta la Ferrari.

“L’altitudine di Città del Messico sarà una grande sfida per il raffreddamento di freni e motore – ha concluso Vasseur – sarà un weekend molto diverso rispetto a tutti gli altri in calendario, vedremo. Credo che la successiva tappa in Brasile sarà più in linea con Austin”. Detta a caldo, poco dopo la doppietta nel Gran Premio degli Stati Uniti, è difficile capire se c’è dietro le previsioni di Vasseur ci sia anche un po' di pretattica. Meglio non alzare troppo le aspettative.

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