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F1 | Ferrari: la pole di Lewis dipende dall'energia o dall'aerodinamica tanto più scarica?

La Scuderia ha stupito il paddock mettendo Hamilton davanti a tutti nella Sprint Qualifying. Gli osservatori sostengono che a Maranello hanno trovato la migliore gestione dell'energia e che Mercedes saprà riallineare i valori per la qualifica, mentre noi crediamo che il risveglio della SF-26 passi dalla galleria del vento...

Dettaglio tecnico Ferrari SF-26

Dettaglio tecnico Ferrari SF-26

Foto di: Paul Foster

George Russell nel commentare la Ferrari in pole position con Lewis Hamilton nella Sprint Qualifying ha spiegato: “Sono molto sorpreso. In passato sono stati in difficoltà con la PU e la gestione dell’energia mentre qui al momento sembrano i migliori. Abbiamo sempre saputo che hanno un ottimo telaio, ma penso che alcune cose non abbiano del tutto senso”.  

Le parole del pilota Mercedes si possono interpretare in mille modi, ma dal mondo di Brackley si percepisce un forte fastidio nello scoprire che, in certe condizioni, la Ferrari riesce a stare davanti alle W17 dominanti. 

Gli osservatori ieri sono rimasti completamente spiazzati dalla SF-26: la monoposto che è stata balbettante in Austria, su una pista ancora più veloce di quella della Stiria, è tornata ad essere competitiva come quella che avevamo visto a Barcellona. Ma come è possibile? 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Erik Junius

I soloni sostengono che a Maranello in simulazione hanno trovato il modo migliore per gestire l’energia elettrica. Kimi Antonelli, giunto a 11 millesimi da Lewis, ha sfruttato la carica nella prima parte del tracciato, mentre i tecnici del Cavallino hanno scelto di usarla nell’ultimo tratto. 

L’anomalia emersa ieri è che non solo la Ferrari ha conquistato la pole position, ma è risultata anche la più veloce alla speed trap, mentre in Austria pagava un deficit dalla W17 che era imbarazzante, tanto che Antonelli aveva ammesso di temere di tamponare la rossa, tanta era la differenza (oltre 20 km/h). 

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Erik Junius

Se il quadro è questo, è facile prevedere che la Mercedes nella notte possa aver rivisto le sue strategie nella gestione dell’energia per ripristinare quella superiorità tecnica che abbiamo sempre visto. Come dire: Hamilton potrà anche vincere la garetta, ma poi nelle qualifiche del GP la musica sarà destinata a cambiare, così come la prospettiva della gara. 

Detto che la differenza fra le parti era infinitesimale ieri (11 millesimi), la domanda da porsi è un’altra: siamo sicuri che il clamoroso cambiamento della SF-26 sia dovuto solo al deployment? È possibile certo, ma dove sono spariti i 30 cavalli in più della Mercedes su un tracciato come quello inglese che privilegia la potenza, ma anche l’aerodinamica. 

Ecco che, allora, forse vale la pena rovesciare la lettura dell’incredibile risveglio della Ferrari (gli stessi esponenti del Cavallino non credevano a un immediato rilancio della SF-26 dopo la figuraccia di cinque giorni prima): certo, la scelta sul dove sfruttare la MGU-K è sicuramente quella giusta, ma molto probabilmente a Maranello hanno capito che aggiungere sempre carico alla rossa, questo si può trasformare in drag, aumentando la resistenza all’avanzamento. 

Ferrari SF-26: il rear corner è stato scaricato

Ferrari SF-26: il rear corner è stato scaricato

Foto di: AG Galli

La Ferrari deliberata per Silverstone è stata molto scaricata dal punto di vista aerodinamico: la Scuderia ha dichiarato un rear corner con un diverso sfogo dell’aria calda dei freni e un ridisegno dei flap che compongono la parte superiore della brake duct. 

Ferrari SF-26: il bargeboard è tornato a essere in un elemento anziché tre

Ferrari SF-26: il bargeboard è tornato a essere in un elemento anziché tre

Foto di: Paul Foster

Anche la bargeboard, che nel pacchetto apparso a Barcellona aveva un bordo d’entrata con tre elementi verticali che generavano dei soffiaggi, è stata sostituita con quella unica, precedente. Ma a quanto risulta a Motorsport.com la Ferrari ha messo mano anche al diffusore, riproponendo una versione che cercava più efficienza che spinta verticale. 

Dettaglio tecnico del sistema FTM Ferrari

Dettaglio tecnico del sistema FTM Ferrari

Foto di: Paul Foster

È come se la rossa, rispetto alla monoposto che ha faticato in Austria, abbia deciso di togliere il “paracadute” che si portava dietro, sfruttando però l’efficacia dello scarico soffiante grazie al sistema STM per garantire la trazione insieme al più rapido riempimento della turbina “piccola”. 

La pista ostica, ideale per la Mercedes, è improvvisamente diventata amica della SF-26. Sarà molto interessante vedere se la pole position di Lewis è stata una “fiammata”, o se, invece, alla Gestione Sportiva cominciano a capire come sfruttare il potenziale che hanno a disposizione. Magari spiegando che Montmelò non è stato un episodio isolato...

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