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F1 | Ferrari: in Messico attenzione all'ibrido a supporto del turbo

La Scuderia dopo la doppietta negli Stati Uniti con l'uno due di Leclerc e Sainz, conta di fare molto bene anche in Messico: la pista in altura (2.240 metri sul livello del mare) richiede una preparazione particolare per limitare la perdita di potenza dovuta all'aria rarefatta. Ecco perché forse non vedremo le modifiche al fondo in FP1.

Ferrari SF-24 dettaglio tecnico

Ferrari SF-24 dettaglio tecnico

Foto di: Andreas Beil

La Ferrari dopo la strepitosa doppietta di Austin guarda con grande fiducia anche al GP del Messico. La squadra di Maranello sta lavorando per adeguare la SF-24 alle caratteristiche del circuito dedicato agli  Hermanos Rodríguez. Il tracciato si trova sull’altopiano della Capitale messicana ad un’altitudine di 2.240 metri sul livello del mare. Ragione per cui l’aria è più rarefatta e più povera di ossigeno: per questo motivo, sebbene si raggiungano velocità massime che possono essere superiori a quelle di Monza, è necessario deliberare un pacchetto aerodinamico da massimo carico, in linea con le scelte fatte per Monte Carlo.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

L’aria meno densa non ha solo effetti sul carico aerodinamico, ma si manifesta anche su altri due aspetti della vettura: è necessario aumentare la portata delle prese dell’impianto di raffreddamento dei freni e rivedere il comportamento del sistema di sovralimentazione per compensare con il turbo una perdita di potenza che in certi picchi potrebbe arrivare a quasi 100 cavalli.

Durante la gara in Texas era emerso un calo di potenza sulla SF-24 di Carlos Sainz ai bassi regmi: lo spagnolo, che aveva sentito anche odore di benzina, è stato invitato dal muretto ad agire sul volante-computer per cambiare i parametri di erogazione della potenza elettrica. Gli elettronici del Cavallino, infatti, avevano preferito una distribuzione dell’energia dell’ERS finalizzata ad avere una buona spinta anche nella parte finale dei rettilinei.

Durante la corsa, invece, sarebbe stata cambiata la modalità per l’uso dell’elettrico, puntando ad un maggiore supporto dell’ibrido nella fase di accelerazione in uscita dalle curve. Siccome la coperta è corta, nel momento in cui si è riempito di più il motore con il supporto elettrico in trazione, è venuta a mancare l’energia in fondo ai dritti, tant’è che sia Leclerc, sia Sainz hanno dovuto fare ricorso al lift and coast.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Ferrari

E non sembra che la regolazione sia stata necessaria per preservare i consumi, da sempre al limite al COTA. Gli osservatori hanno notato che il pilota spagnolo nell’ultimo giro era stato invitato a girare più piano (1’41”083), due secondi più del giro precedente, facendo temere che il madrileno fosse a corto di carburante.

Pare che non sia stato così, perché la scelta conservativa è stata fatta a tutela della power unit: siccome la fantastica doppietta era acquisita, non aveva senso tirare fino alla fine salvaguardando la PU. Non stupisca, quindi, se hanno fatto altrettanto anche Lance Stroll, Alexander Albon e Valtteri Bottas aumentando il passo di un paio di secondi.

In Messico non ci sarà il format della Sprint Qualifying, per cui torneranno in auge le tre sessioni di prove libere, la seconda del venerdì verrà anche allungata di mezz’ora per dare modo ai team di valutare gli pneumatici prototipo che Pirelli ha sviluppato per il 2025, con l’intento di ridurne il surriscaldamento.

È probabile che non vedremo molte modifiche sulla rossa, al di là di quello che sarà l’adeguamento della SF-24 alle caratteristiche della pista che richiedono ali da massimo carico e prese di raffreddamento potenziale. La FP1, infatti, sarà essenzialmente dedicata a trovare il migliore utilizzo dell’ibrido a supporto del turbo che in Massico viene sottoposto a un duro lavoro.

Ferrari SF-24: ecco il fondo di Austin, non è sicuro che si vedranno novità in Messico

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Foto di: Andreas Beil

Il sistema di sovralimentazione deve compensare l’aria meno densa e “frullare” più del solito. Una buona ripartizione dell’energia elettrica può essere determinante a non mettere il turbo sotto pressione (la mancanza di ossigeno tende a far riscaldare l’aria). L’uso del motore non è troppo severo (si sta a full gas solo il 62% del giro), mentre molto sollecitati sono il cambio e proprio il turbo. È possibile che gli aggiornamenti sul fondo vengano messi in attesa per trovare il massimo sfruttamento del pacchetto a disposizione: avere la giusta trazione può essere determinante alla ricerca del risultato finale. Introdurre delle novità potrebbe non rendere chiara la lettura dei dati per due argomenti così diversi da analizzare.

L’approccio molto pragmatico di Maranello è il segnale che ci sono alte aspettative dovute a simulazioni che hanno regalato sensazioni positive. Vasseur vuole tenere tutti con i piedi per terra: forse non è il caso di sparare tutte le cartucce, preferendo ottimizzare le scelte intorno a una SF-24 che sembra guarita dai difetti emersi in estate…

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