Ferrari: il nuovo ibrido vale più di quello che ci dicono

I dati di telemetria della qualifica di Leclerc confrontati dallo staff di Matteo Bobbi con quelli di Hamilton, indicano chiaramente che la Ferrari in Turchia ha ritrovato non solo la velocità massima, ma una resa del nuovo ibrido che va oltre le aspettative. Charles poteva insidiare la seconda posizione al via di Verstappen se, per l'assetto scarico deliberato per la gara, le gomme non avessero faticato ad andare in temperatura nel T1.

Ferrari: il nuovo ibrido vale più di quello che ci dicono

Chissà perché alla Ferrari amano mantenere sempre un profilo molto basso, come se la squadra non dovesse cominciare a “respirare” l’aria di una struttura che sta lavorando sodo per tornare a essere un top team non solo nel blasone, negli investimenti e nei piloti, ma anche nei risultati.

Charles Leclerc ha portato la SF21 in seconda fila alla conclusione delle qualifiche del GP della Turchia: con il quarto posto alla bandiera a scacchi e il terzo sulla griglia di partenza per la penalizzazione di Lewis Hamilton, il monegasco ha avvicinato la rossa fra i grandi che a inizio anno sembravano irraggiungibili.

Lewis Hamilton, Mercedes, con Toto Wolff, Team Principal e CEO, Mercedes AMG

Lewis Hamilton, Mercedes, con Toto Wolff, Team Principal e CEO, Mercedes AMG

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Certo il distacco in tempo da Hamilton, l’autore della migliore prestazione (1’22”868, nuovo record della pista), perché la pole è andata a Valtteri Bottas (è uno scandalo!) è di 397 millesimi, segno che c’è ancora da fare, ma la sensazione è che la Scuderia non sia riuscita a estrarre dalla qualifica il cento per cento del potenziale e non certo per colpa di Leclerc che ci ha messo del suo per arrampicarsi in seconda fila?

E allora? I tecnici del Cavallino hanno scommesso sulla gara asciutta, deliberando una macchina scarica aerodinamicamente, certamente impegnativa da guidare sull’asfalto scivoloso di inizio qualifica e che poi in Q3 ancora faticava a mandare nella giusta finestra delle temperature le gomme.

Charles Leclerc, Ferrari SF21, Carlos Sainz Jr., Ferrari SF21

Charles Leclerc, Ferrari SF21, Carlos Sainz Jr., Ferrari SF21

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Il distacco da Max Verstappen di soli 69 millesimi di secondo si è concretizzato nel T1, ma poi la Ferrari è parsa più veloce della Red Bull RB16B (non brillante come sempre) e c’era la concreta possibilità di stare davanti all’olandese.

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Volete una contro prova? Basta analizzare il confronto del miglior giro di Charles con quello record di Hamilton: l’inglese ha rifilato alla Ferrari 252 millesimi dei 397 totalizzati nel primo settore, contenendo a poco più di un decimo il distacco nei restanti due.

Charles Leclerc, Ferrari SF21 con l'ala posteriore a cucchiaio più scarica

Charles Leclerc, Ferrari SF21 con l'ala posteriore a cucchiaio più scarica

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

La scelta strategica dell’aerodinamica scarica (nel posteriore c’era l’ala a cucchiaio) può essere costata qualcosa nelle condizioni della pista mutevoli (dove la SF21 non eccelle, anzi), ma può dare grandi risultati in gara, considerando che Max sarà costretto a partire sulla parte sporca della pista e Charles avrà il beneficio di essere sul lato migliore.

Ma fatte queste doverose premesse, i grafici ci indicano altro: la Rossa un tempo cenerentola delle velocità di punta con il motore 4 riesce a rivaleggiare niente meno che con la Mercedes di Hamilton che a Istanbul ha schierato un 6 cilindri nuovo di pacca perché quello precedente aveva perso 22 cavalli durante la sua esistenza.

Ferrari SF21, dettaglio del motore 4 di Charles Leclerc dotato del nuovo sistema ibrido

Ferrari SF21, dettaglio del motore 4 di Charles Leclerc dotato del nuovo sistema ibrido

Photo by: Giorgio Piola

E siccome i motoristi di Enrico Gualtieri non hanno toccato l’unità endotermica che è congelata, i riscontri positivi arrivano dal nuovo ibrido che funziona ad alta tensione (800 volt contro i 400 precedenti) e dalla nuova batteria della SAPS, l’azienda franco-americana fornitrice del Cavallino che ha introdotto una innovativa tecnologia che migliora la ricarica e permette un risparmio di peso.

Come avevamo messo in evidenza dopo le prove libere, la SF21 di Leclerc non era equipaggiata dal motore 4, ma per risparmiare chilometri di quello fresco è stata utilizzata una power unit di rotazione che non disponeva del nuovo ibrido. E la differenza si è vista in qualifica, dove il “clipping” che si notava venerdì in fondo ai rettilinei più lunghi è praticamente scomparso.

A Maranello hanno minimizzato la crescita di potenza derivata dal nuovo ibrido (non si arriva a una decina di cavalli), ma non hanno detto che il tempo di utilizzo degli oltre 160 cavalli elettrici è sensibilmente cresciuto nell’arco del giro.

E nelle dichiarazioni dei piloti, in particolare Carlos Sainz, che saggia il nuovo ibrido per la prima volta in pista, è emerso l’imbarazzo nel non poter dire niente di più di una soluzione che è palesemente migliorativa. Ai silenzi delle parole, infatti, corrispondevano sguardi maliziosi e sorrisi compiaciuti.

Scopriremo nel pomeriggio qual è l’effettivo valore della Rossa, tanto più che abbiamo il sincero sospetto che l’impianto che con Leclerc ha debuttato a Sochi non fosse utilizzato a pieno regime…

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