Ferrari: il lavoro al simulatore sta dando i suoi frutti

Mattia Binotto spiega che il secondo posto di Leclerc al GP di Gran Bretagna lascia del dispiacere per la vittoria sfumata a due giri dalla fine, ma il team principal è soddisfatto del lavoro svolto dalla squadra del Cavallino molto cresciuta dopo la gara storta del Paul Ricard: "Abbiamo lavorato per sistemare i nostri problemi di degrado con le gomme e adesso abbiamo prospettive interessanti per la seconda metà della stagione”.

Ferrari: il lavoro al simulatore sta dando i suoi frutti

Chi avrebbe scommesso solo un penny sulla Ferrari in grado di tenere testa alla Mercedes di Lewis Hamilton per 50 dei 52 giri del GP di Gran Bretagna? Nessuno, nemmeno all’interno della Gestione Sportiva, perché la pista di Silverstone era stata sottolineata con la matita blu come uno dei tracciati fra i più indigesti per la Rossa.

Dopo la conquista del campionato europeo di calcio a Wembley, la nazionale Rossa è arrivata vicina al colpaccio… a casa loro. Un successo sfuggito di mano nelle battute finali lascia inevitabilmente un gusto amaro perché la grande impresa è sembrata possibile, ma alla fine ha prevalso la razionalità.
“Siamo ovviamente dispiaciuti – ha commentato Binotto – però alla fine Hamilton era più veloce e non potevamo tenerlo dietro. Perciò dobbiamo essere contenti per le prestazioni che abbiamo mostrato in tutto il weekend. Dopo il disastro del Paul Ricard, le ultime gare sono state un bel segnale, in particolare questa”.

“Abbiamo lavorato per sistemare i nostri problemi di degrado con le gomme e adesso abbiamo prospettive interessanti per la seconda metà della stagione”.

Nelle previsioni prima della trasferta inglese c’era addirittura chi temeva il ripetersi della debacle vista al Paul Ricard durante il GP di Francia, ma così non è stato, perché Charles Leclerc ha mostrato un buon passo della SF21 già dal primo turno di prove libere e poi nelle qualifiche del venerdì.

La Scuderia non ha introdotto novità importanti sulla Rossa, confermando il fondo dotato di tre generatori di vortice in più che si erano già visti in gara al Red Bull Ring, per cui era motivato avere un atteggiamento prudente in vista di Silverstone.

E allora diventa importante capire come sia stata possibile una metamorfosi di una macchina che in realtà altro non era che la copia di sé stessa.
“C’è più di un fattore prosegue Binotto - . Come squadra ci siamo concentrati ad attività specifiche al simulatore e nel lavoro di simulazione per cercare di ridurre il più possibile l’usura sulle gomme, in particolare quelle davanti e per riuscirci bisogna limitare lo scivolamento della macchina sull’asse anteriore”.

“Si tratta di lavorare sugli assetti, ma non solo visto che la monoposto è quella di inizio stagione con piccole modifiche, che, per quanto piccole, sono state positive e ci hanno portato nella giusta direzione. E poi ci sono state delle direttive tecniche, come quella dopo Baku, che possono avere influito non tanto su di noi, quanto sugli altri”.

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Magari vedremo una SF21 con meno up and down nell’arco della stagione…
“Ci dobbiamo mettere d’accordo sugli up and down, perché oggi possiamo registrare il down di altre squadre. Se guardiamo all’Austria in pochissimi millesimi si era in Q3 o fuori. A Silverstone su una pista completamente diversa, molto più lunga, con tante curve, per due decimi si era quarti o ottavi. Penso, quindi, che piccoli particolari possano fare grandi differenze”.

“Qui c’è stato il debutto del nuovo format: forse siamo arrivati in pista con un buon assetto già al venerdì, segno che c’è stata una buona preparazione fatta a casa che ci ha permesso di avere una macchina, relativamente agli altri, più preparata in qualifica e in gara. Le differenze sono molto sottili”.

Il dato di oggi è che la Ferrari era davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas…
“Il dato è che chi è davanti più facilmente riesce a mantenere la posizione in aria libera e del resto lo aveva fatto vedere Norris in Austria, perché Lando era riuscito a stare davanti a Bottas, ma poi quando Charles o Carlos avevano pista libera erano veloci quanto la McLaren”.

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