F1 | Ferrari: i flap mobili che si ribaltano sono utili sul dritto e in frenata
Dopo aver introdotto il sistema FTM, il flap che permette di usare i gas roventi dello scarico per migliorare l'efficienza dell'estrattore e dell'ala posteriore, la Scuderia ha sperimentato anche i profili mobili che si rovesciano di 270 gradi. Si sono visti solo per cinque giri, ma hanno creato una grande curiosità nel paddock. Perché...
Ala posteriore della Ferrari SF-26
La prima notizia è che l’ala mobile rovesciata della Ferrari vista oggi sulla SF-26 di Lewis Hamilton è una soluzione sperimentale, per cui non è detto che si riveda sulla rossa e, per il momento, ci dobbiamo accontentare dei cinque giri percorsi dal sette volte campione del mondo in mattinata. Poi, dopo aver raccolto i dati che servivano, è stata smontata ed è sparita dalla scena. Ma l’apparizione dell’inedita soluzione della rossa ha attirato l’attenzione del paddock e c’è chi ha ammesso che l’idea del Cavallino verrà valutata al CFD di alcune squadre avversarie.
La Scuderia, nella gestione tecnica di Loic Serra, si sta distinguendo per alcune soluzioni raffinate che danno il segno della ricercatezza aerodinamica che si osserva nel pacchetto di novità portate nella seconda sessione di test in Bahrain.
Ferrari SF-26: ecco il sistema FTM apparso davanti allo scarico grazie ad uno stratagemma regolamentare
Foto di: AG Photo
Ieri aveva fatto discutere il debutto dell’FTM (sigla che definisce il Flick Tail Mode), vale a dire il piccolo flap che è stato montato davanti allo scarico centrale: è un piccolo elemento che è stato pensato come una prosecuzione delle strette appendici che sono sorte a lato della struttura deformabile posteriore, con l’obiettivo di sfruttare la soffiatura dei gas di scarico e sfruttare l’aria più calda per migliorare l’estrazione del flusso dall’estrattore e incrementare l’efficienza del profilo principale dell’ala posteriore.
Questa soluzione non si tocca perché ha dato ottimi risultati nei riscontri e perché l’FTM è stato installato sfruttando una scelta di progetto che lo rende legale: non si possono inserire elementi aerodinamici a sbalzo dei 60 mm dall’asse posteriore. La Ferrari ha studiato questa idea in sede di progetto, per cui difficilmente altri potranno copiarlo non avendone i necessari criteri di omologazione per avere l’ok della FIA.
Ferrari SF-26: i flap mobili non sono comandati dal pivot centrale
Diverso è il discorso dell’ala mobile rovesciata: la Ferrari ha rivoluzionato il concetto di DRS a cui eravamo abituati. Ha tolto il pivot centrale che comanda il movimento dei due flap, per introdurre il servocomando idraulico nelle paratie laterali. Grazie a questa scelta è stato possibile generare due profili alari che si ribaltano di 270 gradi, con un movimento esclusivo.
Due gli obiettivi che sono stati scandagliati nell’esperimento svolto a Sakhir: è stato possibile disegnare i flap che nella posizione chiusa assicurano il carico nel lento, mentre con il rovesciamento del profilo si cerca di farlo stallare, magari ripulendo la scia della rossa per ridurre la resistenza all’avanzamento.
Ferrari SF-26: ecco il "paracadute" dell'ala mobile sperimentata in Bahrain
Foto di: AG Photo
Questo è il risultato che tutte le squadre cercano sull’ala posteriore, ma è lecito pensare che la soluzione del Cavallino possa diventare molto utile non solo in rettilineo ma anche all’inizio della staccata, vale a dire nella fase critica di queste monoposto agili che, a causa del ridotto carico aerodinamico, tendono a bloccare le ruote in frenata.
Nel momento in cui il comando dei flap richiama i due elementi nella rotazione di ritorno di 270 gradi è possibile avere una sorta di “paracadute” aperto che può aiutare la prima fase della frenata, con una superfice esposta maggiorata.
Sulle altre monoposto abbiamo notato un repentino schiacciamento del retrotreno quando si chiude l’ala mobile: non è escluso che la trovata Ferrari possa rendere il posteriore della SF-26 meno sensibile a un comando che sarebbe on–off.
Fra i critici c’è chi ha osservato che nella fulminea rotazione i due elementi potrebbero uscire dalle misure fissate dal box regolamentare dell’ala posteriore. Il concetto, comunque, ha aperto una strada diversa che differisce dall’idea dell’Alpine che abbassa i flap mobili anziché sollevarli per azzerare l’incidenza come tendenzialmente hanno fatto gli altri.
Dunque, c’è una terza via: scopriremo se troverà una sua applicazione o se resterà solo un curioso esperimento...
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