F1 | Ferrari: ecco perché sarà una spina nel fianco Red Bull
Sainz ha costruito la vittoria di Melbourne in qualifica, mentre Leclerc si è dovuto accontentare del 2. posto perché nel primo stint non è riuscito a passare Norris e ha giocato la carta dell'undercut. La Scuderia ha gestito al meglio il graining con la Red Bull parsa in difficoltà. La SF-24 ha mostrato il suo vero potenziale: la rossa spaventa?
Quando al quarto giro le telecamere hanno inquadrato il fumo proveniente dal retrotreno della Red Bull numero 1 si è avuta la certezza che il Gran Premio d’Australia sarebbe stata una gara diversa. Mentre Max Verstappen rallentava mettendo fine ad una corsa lunga due anni, Carlos Sainz era già in testa ad una gara che ha assunto un volto inedito, senza il blu Red Bull e con il rosso-arancio di Ferrari e McLaren a dettare il passo. È stato un Gran Premio andato meritatamente alla Scuderia, una doppietta partita da lontano con un lavoro che ha permesso a Sainz e Leclerc di poter vincere la sfida con il principale avversario della domenica: il graining.
La scelta Pirelli di portare a Melbourne uno step di mescole più morbido rispetto al 2023 (C3, C4 e C5) ha imposto alle squadre una sfida tecnica apparsa chiara sin dal venerdì. Le prime prove libere avevano subito confermato un buon passo delle due SF-24, i long-run di Leclerc erano risultati i migliori davanti alla McLaren e con una Red Bull apparsa sorprendentemente in difficoltà. I 58 giri completati oggi a Melbourne hanno confermato il tutto, Sainz è stato in grado di imporre alla gara un ritmo migliore a tutto il resto del gruppo, capitalizzando la possibilità di guidare in aria pulita nonché un setup risultato ottimo sia con le medie montate nel primo stint che con i due successivi set di hard.
Il Team Ferrari festeggia la vittoria
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
“Non è stato facile nell'abitacolo – ha commentato un felicissimo Sainz dopo la corsa - ma fortunatamente ho potuto guidare da solo e tenere il mio ritmo”. Carlos ha messo le fondamenta della sua terza vittoria in Formula 1 nel primo stint, riuscendo a percorrere ben 16 giri con le medie ad un ritmo molto veloce. In questa fase ha costruito un gap di sette secondi su Lando Norris, un margine che gli ha permesso di mettersi al riparo da potenziali undercut e di poter introdurre al meglio il successivo set di hard, senza dover dare strappi nel temuto primo giro.
Nel primo stint di gara sono invece sfumate le ambizioni di vittoria di Leclerc. Per Charles era cruciale liberarsi di Norris, ma nei primi nove giri non è riuscito a sopravanzare la McLaren. A quel punto il box Ferrari ha giocato la carta dell’undercut, strategia (obbligata) andata a segno ma che di fatto ha tolto a Leclerc ogni possibilità di raggiungere Sainz.
Carlos Sainz e Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Anticipando il pit-stop di 7 giri rispetto al compagno di squadra, Charles ha dovuto rinunciare alla possibilità di spingere nei successivi due stint. Leclerc è comunque riuscito a sfilare Norris e a far sua la piazza d’onore, completando un’inattesa quanto meritata doppietta che mancava da Bahrain 2022.
“Il mio 2024 è iniziato con la notizia del mancato rinnovo – ha confessato Sainz dopo la corsa – poi è arrivato un buon podio in Bahrain e mi son detto ‘okay, la stagione sta iniziando bene’. Ma ecco che a Jeddah mi ritrovo in ospedale, poi lunghe giornate a letto con il punto interrogativo in merito a Melbourne. Ce la farò a tornare in forma? Ed ora eccomi qui, da vincitore. La vita a volte sembra un giro sulle montagne russe, ma proprio per questo mi godo il momento”.
Il podio del GP d'Australia con Leclerc, l'ingegnere Togninalli, Sainz e Norris
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Resta in sospeso una domanda, che incuriosisce pur non cambiando nulla ai fini della classifica finale: ce l’avrebbe fatta la Ferrari contro Verstappen? “Sapevo che in questa gara avrei potuto avere il ritmo per sfidare Max – ha ammesso Carlos - e vista la potenza del DRS su questa pista ho pensato che se fossi riuscito a resatare nel range del DRS dopo il primo giro, avrei potuto mettere Max sotto pressione”.
Il merito di Sainz è anche quello di aver costruito a un buon weekend sin dal venerdì, mettendo la monoposto in prima fila. “Fin dal primo giro mi è sembrata una macchina vincente, anche se la Red Bull si è messa in pole sapevo che sarebbe stata alla nostra portata. Ci saranno piste in cui saremo forti, il nostro passo gara è migliorato, e insieme ad un buon programma di sviluppo spero che si possa sfidare la Red Bull più spesso”.
“Credo che abbiamo fatto un bel salto di qualità rispetto ad un anno fa – ha chiarito Vasseur - non eravamo delusi dei risultati di Bahrain e Jeddah e oggi non ci esaltiamo oltre misura per questa doppietta”. La Ferrari ha sbancato Melbourne gestendo il graining meglio di tutti gli avversari, trovando il giusto mix di performance e ‘cortesia’ sulle gomme. È un punto fermo, poi arriveranno altre piste ed altre condizioni che comporteranno sfide differenti davanti alle quali il ruolo di grande favorita sarà saldamente nelle mani della Red Bull e di Max Verstappen. La Ferrari vista a Melbourne ha però tutto per essere la spina nel fianco.
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