F1 | Ferrari: ecco perché non è la TD39 che ha... ucciso la F1-75
Nikolas Tombazis, responsabile tecnico monoposto della FIA, aveva detto che le F1 sono state modificate per mettersi in regola con l'introduzione della TD39 a Spa e c'è chi ha attrbuito a queste novità il calo prestazionale Ferrari. Mattia Binotto confuta questa visione, mettendo sul piatto che la Red Bull è cresciuta di più (ma ha anche speso di più), mentre la rossa ha mantenuto una linea di sviluppo coerente con gli altri. E senza TD39 a Singapore le cose non sono certo andate meglio...
Il tema è tornato di attualità: è stata la Direttiva Tecnica TD39 a rompere l’equilibrio della Ferrari? La F1-75 fino all’inizio dell’estate ha avuto un processo di crescita, che ha lasciato sperare i tifosi del Cavallino di poter ambire al mondiale, mentre dopo la sosta estiva con l’entrata in vigore del chiarimento normativo dal GP del Belgio, si è assistito a un crollo dei risultati a causa dell’esagerata usura delle gomme anteriori della rossa.
Le ambizioni iridate sono state riposte nei cassetti, ma anche la speranza di tornare a vincere un Gran Premio sembra essersi raffreddata con il trascorrere delle gare, sebbene sul giro secco la F1-75 mostri sempre doti di velocità che la portano a lottare per la pole position.
Charles Leclerc e Carlos Sainz
Photo by: Ferrari
La Scuderia a Singapore ha centrato la partenza al palo con Charles Leclerc, mentre a Suzuka l’ha fallita di appena 10 millesimi di secondo, un niente. È evidente che la rossa riesce a sfidare la Red Bull nell’hot lap, ma poi non abbia la stessa consistenza in un run di gara.
Il dubbio della TD39 è tornato in ballo dopo alcune dichiarazioni di Nikolas Tombazis, responsabile tecnico monoposto della FIA, che aveva ammesso che alcume monoposto prima di Spa sono state modificate per rientrare nei vincoli di flessione del pattino. Qualcuno ha interpretato le parole del commissario greco come la possibile causa della perdita di competitività della rossa tornando alla carica con la resposnabilità della direttiva tecnica.
E Mattia Binotto, team principal Ferrari, ancora una volta ha preso il toro per le corna…
“Che ci siano state delle modifiche ai fondi per applicare la TD39 sì, che abbiamo influito sulle prestazioni no. Continuo a dire che non è stato quello il motivo per cui abbiamo perso competitività, tanto più che l’Ungheria è venuta prima del Belgio”.
L’ingegnere reggiano allarga l’analisi spingendosi a temi molto di attualità con il budget cap…
“Già in Ungheria avevamo perso la nostra brillantezza. Non è il TD che ha influito sulle nostre prestazioni, ma ci ha penalizzato la capacità di Red Bull di sviluppare la loro macchina. Noi non abbiamo trovato prestazione quanto loro, ma nel resto della griglia, Mercedes a parte che partiva più da lontano, abbiamo mantenuto la nostra posizione…”.
Come dire: la Ferrari ha mantenuto il suo passo di crescita nell’arco del campionato, c’è chi, invece, ha saputo fare un salto più grande. Per capacità o per aver potuto spendere più risorse rispetto ai vincoli di spesa? Il dubbio è lecito dopo che la Cost Cap Administration ha accertato il superamento del tetto sui costi nella stagione 2021.
Ferrari F1-75 il nuovo fondo portato al GP del Giappone
Photo by: Giorgio Piola
Ma per tornare al tema dell’influenza della TD39 sulle prestazioni della F1-75, si può aggiungere un ulteriore elemento interessante che confuta le teorie di Tombazis: a Singapore proprio la FIA aveva di fatto sospeso la direttiva tecnica, temendo che i dossi naturali della pista cittadina potessero generare dei saltellamenti che potevano essere letti come fenomeno di porpoising.
Ebbene a Marina Bay la Ferrari ha rinunciato a far debuttare il nuovo fondo, che poi si è visto a Suzuka: da Maranello era trapelato che non avrebbe fatto la differenza sul circuito di Singapore dalle caratteristiche tutto stop-and-go, mentre si è avuta la sensazione di voler fare un tentativo per vedere come si sarebbe comportata la rossa a parità di condizioni anche senza l’influsso diretto della TD39.
Carlos Sainz, Ferrari F1-75
Photo by: Ferrari
E, guardando i risultati, la sostanza non è cambiata, segno che il male oscuro della rossa sta altrove: da cosa deriva l’esasperato consumo delle gomme Ferrari, la monoposto che all’inizio del campionato era forse la monoposto più gentile sugli pneumatici? Questo è il quesito che dovranno risolvere a Maranello nei prossimi quattro GP: nella speranza di tornare a vincere una gara e per scongiurare il rischio che questo problema lo si ritrovi anche nella macchina del prossimo anno…
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