F1 | Ferrari: ecco come è stata trovata l'energia per portare Leclerc in prima fila in Austria
La Scuderia nelle prove libere del venerdì non aveva fatto pretattica: non si era nascosta, ma semplicemente aveva sbagliato il setup della rossa. Per le qualifiche è stata corretta l'erogazione dell'elettrico ed è stato scelto un assetto più aggressivo che si esalterà in gara.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La Ferrari non ha fatto pretattica nelle prove libere del venerdì. La squadra del Cavallino aveva concluso la giornata inaugurale del GP d’Austria con Lewis Hamilton quinto a 597 millesimi da Kimi Antonelli e Charles Leclerc ottavo a 841 millesimi. Un’eternità per un circuito come quello del Red Bull Ring dove si gira in 66 secondi.
Dopo il perentorio successo del sette volte campione del mondo a Barcellona era quanto meno strano vedere la rossa faticare in Stiria con un divario prestazionale così grande, visto che la Ferrari aveva portato a Montmelò un imponente pacchetto di aggiornamento aerodinamico che aveva funzionato alla perfezione.
Cosa è successo? La Scuderia ha introdotto il motore dotato dell’ADUO, vale a dire le concessioni che la FIA ha autorizzato per ridurre il gap di potenza dal 6 cilindri di riferimento che è il Red Bull Powertrains Ford.
Ferrari SF-26: in Austria ha debuttato il motore con l'ADUO
Foto di: AG Photo
Le squadra di Maranello ci ha tenuto a mettere in risalto che le modifiche introdotte nello 067/6 erano minime e si è parlato di un recupero del 20% rispetto ai 25 e più cavalli dal motore di Max Verstappen. I 5 cavalli e gli effetti della nuova benzina Shell (omologata come PR10818 UGL-104L/1, mentre a Barcellona e in precedenza era in uso la PR10795 UGL-103L/2), dunque, non si sarebbero sentiti.
In realtà i tecnici avevano scelto una mappatura molto blanda nella quale le teoriche virtù del propulsore non si sono viste, ma, soprattutto, era stata deliberata una power unit che aveva una gestione dell’energia poco efficiente. Il rilascio della potenza elettrica della MGU-K era stata prevista nel primo tratto della pista, mentre dalle analisi dei dati e dalle verifiche sul comportamento degli avversari, sarebbe emerso che era meglio irrobustire il T2.
E così è stato e già nel lavoro al simulatore si era notata una grande differenza nel valorizzare il potenziale a disposizione, aprendo la strada anche a sostanziali modifiche di assetto che hanno reso la rossa decisamente più temibile sui saliscendi della Stiria.
Il risultato è che il ritrovato Charles Leclerc è in prima fila accanto a George Russell con un distacco di 236 millesimi seguito a un’ombra da Lewis Hamilton con l’altra SF-26. La Ferrari, quindi, ha ritrovato il bandolo della matassa riuscendo a raddrizzare una rotta che, almeno all’inizio, era sbagliata.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La Scuderia non è riuscita a raccogliere informazioni importanti sul passo gara, ma il team potrà fare conto su un comportamento della rossa migliore rispetto a quello analizzato nel deludente long run svolto in FP2, dove il divario dalle Mercedes era addirittura superiore a distacco nel tempo sul giro.
In gara non sarà così, tanto più che il previsto aumento delle temperature previsto per oggi giocherà a favore della Ferrari: la SF-26 è stata aperta nella carrozzeria per favorire il necessario raffreddamento del motore e dei freni a causa dell’aria rarefatta dei 700 metri di quota della Stiria.
Il GP d’Austria previsto su 71 giri, sulla carta dovrebbe favorire le frecce nere e argento di Russell e Antonelli, ma la Scuderia in qualifica si è presa il ruolo di seconda forza davanti a Red Bull e McLaren. Sappiamo che la corsa ha sempre restituito al Cavallino qualcosina: la durata delle gomme sarà la chiave di una storia ancora tutta da scrivere...
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