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Ferrari: ecco come è fatta la "valigetta" del KERS

Divulgati i dati sul sistema che recupera energia. Nel 2014 si parla di migliorare le prestazioni di 3 secondi

Ferrari: ecco come è fatta la
E' l'oggetto misterioso delle monoposto di Formula 1: se ne sente parlare spesso, ma pochi hanno avuto la possibilità di vederlo. Ecco perché siamo ben felici di potervi mostrare quella che in gergo è stata definita la "valigetta" del KERS della Ferrari. La tecnologia ibrida è stata introdotta nel Circus nel 2009 con l'adozione del KERS, acronimo di Kinetic energy recovery system, il sistema che permette il recupero dell'energia altrimenti dispersa in fase di frenata. Nell'immagine che pubblichiamo siamo in grado di svelarvi quello che è lo stato dell'arte del KERS: un sistema che consente un aumento di potenza di circa 80 cv per 6,6 secondi, sfruttando un'energia di 400 kJ per giro che viene immagazzinata nelle batterie. Tutto è contenuto nella famosa "valigetta" che vedete. La riduzione del peso, la ripetitività della prestazione (all'inizio l'efficienza del sistema era molto bassa e non tutti i sistemi ricaricavano per l'intera durata di un Gp), la compattezza delle dimensioni e l'installazione all'interno della monoposto, oltre alla sicurezza e all'affidabilità sono i parametri che hanno condizionato lo sviluppo di un particolare che in pochi hanno potuto vedere, visto che l'impianto resta nascosto sotto il serbatoio delle attuali Formula 1. L'ingegner Salters, che è a capo dello sviluppo motori della Gestione Sportiva del Cavallino, ha fatto il punto della situazione in attesa che l'anno prossimo in Formula 1 si introduca anche l'ERS insieme al turbo compound del motore V6 da 1,6 litri. "Lo sviluppo in materia di recupero di energia è stato molto interessante: la "valigetta" è stata ridotta del 10% del volume, mentre c'è stato un risparmio di peso valutabile nel 20% (il sistema ora supera di poco i 20 kg). L'efficienza del KERS è arrivata al 100% sia in qualifica che in gara e il lavoro di sviluppo ha permesso una forte contrazione dei costi: il 40% per ciascuna unità e il 90% del costo per Gp". Si tratta di dati importanti che evidenziano quale sia stata l'evoluzione di un sistema che ha mantenuto per geolamento inalterate le prestazioni, ma che ha migliorato tutto il resto a cominciare dalla miniaturizzazione delle componenti elettriche ed elettroniche. Non solo, ma si sono sviluppati sistemi avanzati per l'immagazzinamento dell'energia con batterie molto efficienti. Nel 2014 ci arà la rivoluzione con l'introduzione della nuova motorizzazione (V6 di 1,6 litri capace di girare a 15 mila giri, dotato di iniezione diretta da 500 bar e turbo). L'aspetto ibrido sarà il frutto di una combinazione fra il KERS che recupererà l'energia cinetica e l'ERS che recupererà l'energia termica della turbina. Il KERS potrà disporre in una potenza doppia di quella attuale (120 kW contro 60 kW di oggi), mentre l'energia sfruttabile dell'ERS sarà libera. Ciò significa che se fino ad oggi il KERS è stato un elemento che ha fatto la differenza in funzione dell'efficienza del sistema, l'anno prossimo il turbo compound di cui farà parte l'ERS potrebbe diventare uno dei fattori di prestazione. Stando alle simulazioni svolte finora, il miglioramento nei tempi sul giro potrà arrivare fino a tre secondi, anche se la potenza che verrà generata dal propulsore sarà di circa 750 cavalli, in linea con la potenza attuale. Si capisce come mai, quindi, la parte meccanica potrebbe tornare ad avere un ruolo molto importante nella ricerca delle prestazioni, togliendo un po' di prerogative all'aerodinamica che ha condizionato lo sviluppo delle monoposto negli ultimi anni...
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