F1 | Ferrari: ecco come compensare il 30% di aria in meno per l'altura
Edoardo Brosco, responsabile di Affidabilità e Sviluppo Autotelaio del Cavallino, ci svela quali sono le insidie del circuito Hermanos Rodriguez: si corre ad un'altitudine di oltre 2.200 metri e bisogna fare i conti con una densità dell'aria minore per cui si devono rivedere tutti gli impianti di raffreddamento e montare ali più cariche.
Ferrari SF-24
Foto di: Andreas Beil
Fred Vasseur ha spiegato che la Ferrari ha svolto un ottimo lavoro di preparazione a casa del GP del Messico. Per scoprire quali sono le insidie della gara in altura abbiamo sentito Edoardo Brosco, responsabile del gruppo Affidabilità e Sviluppo Autotelaio del Cavallino. Ingegnere romano, di 37 anni, è fra quelli del team che hanno preparato la SF-24 con un accurato programma di simulazione…
Charles Leclerc, Ferrari SF-24
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Quali sono le caratteristiche della pista di Città del Messico?
“Il tracciato dell’Autódromo Hermanos Rodríguez non è particolarmente lungo ma molto tecnico e impegnativo. In qualifica la prima difficoltà è riuscire a scaldare le gomme anteriori preservando il più possibile le posteriori nel giro di lancio. L’alternanza di lunghi rettilinei e curve lente e serrate fa sì che l’attenzione alle gomme sia fondamentale: se non si controlla accuratamente lo slittamento degli pnaumatici in accelerazione, si rischia di surriscaldarle irrimediabilmente e perdere trazione e quindi molto tempo non solo nel giro ma anche nei successivi”.
Il circuito Hermanos Rodríguez è impegnativo soprattutto per le monoposto. Perché e quali sono gli aspetti più critici per la gara 20 della stagione?
“Il Gran Premio di Città del Messico fa rima con altitudine. Ci troviamo a oltre 2.200 m di quota, dove la densità dell’aria è inferiore di circa il 30% rispetto al livello del mare. Questo ha due effetti sulle monoposto: il primo è che, a pari geometria, la portata di aria che entra nella macchina attraverso le pance, le prese aria dei freni e lo snorkel è inferiore. Questo comporta la necessità di adottare strategie specifiche per garantire il raffreddamento delle componenti della monoposto, nonché uno stress maggiore per il turbo, che deve lavorare al limite superiore della sua specifica di funzionamento per riuscire a fornire l’aria necessaria al motore”.
“La seconda conseguenza della bassa densità dell’aria è anche che il carico aerodinamico verticale e la resistenza all’avanzamento opposta dall’aria si riducono del 30%. Per avere un’idea di cosa questo significhi, la differenza di carico tra un assetto aerodinamico per Monaco (Max) e per Monza (Min) è circa il 20% oppure che, se il GP di Città del Messico si svolgesse a livello del mare, la velocità a fine rettilineo delle vetture sarebbe circa 25 km/h inferiore!”.
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