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Analisi

F1 | Ferrari domina nella classifica dei pit stop: ha la media migliore e fa meno errori

La stagione 2025 della Ferrari si è dimostrata avari di soddisfazioni sul lato sportivo, ma ci sono degli elementi che riescono comunque ad emergere. La Rossa è diventata il riferimento nei pit stop, registrando la sosta più rapida in ben nove occasioni nel corso di questo campionato: inoltre, è il team con la media più veloce, sotto i 2,5 secondi.

Charles Leclerc, Ferrari

Non è un mistero che la stagione 2025 non sia andata secondo i piani e le aspettative della Ferrari, con la Rossa ancora a secco di vittorie. Tuttavia, questo non significa che manchino spunti da analizzare e su cui costruire in vista del futuro, soprattutto per quanto riguarda le procedure.

Con una SF-25 ormai ferma nello sviluppo da tempo e con problemi tecnici destinati a rimanere irrisolti, dalla gestione delle altezze da terra al consumo del pattino, l’attenzione non può che spostarsi altrove. I margini di crescita vanno ricercati in aree che esulano dal puro miglioramento della vettura: dalla strategia alla gestione delle monoposto in pista, fino alla preparazione delle gomme e all’efficienza dei pit stop.

Osservando l’andamento della stagione, sul fronte delle strategie e delle procedure la Ferrari ha spesso mostrato una buona solidità. Tuttavia, soprattutto dopo la pausa estiva, sono emersi vuoti ed errori che hanno compromesso i risultati, in netta controtendenza rispetto alla prima parte del campionato. Non a caso, sia i piloti sia Frederic Vasseur hanno più volte sottolineato quanto fosse fondamentale compiere un salto in avanti.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Peter Fox / Getty Images

C’è però un ambito in cui la Ferrari si è affermata come punto di riferimento per l’intera griglia: i pit stop. È una consolazione parziale rispetto a quelli che erano gli obiettivi prima dell’inizio della stagione, ma un team vincente nasce mattone dopo mattone e se non c’è la monoposto per lottare con i rivali, serve essere al top su tutti gli altri elementi.

Non basta essere rapidi, serve costanza

Realisticamente, a fine mondiale i meccanici del Cavallino conquisteranno il trofeo promosso dalla F1 insieme ai partner come squadra complessivamente più rapida. Un riconoscimento che non significa aver firmato la singola sosta più veloce della stagione, ma piuttosto aver saputo garantire quella costanza che permette di figurare stabilmente tra i migliori ad ogni gara.

È una sfida che si gioca sulla velocità d’esecuzione, ma questo da solo non basta: il vero valore sta nella costanza. Non conta soltanto completare il pit stop più rapido in assoluto, bensì riuscire a ripeterlo con regolarità in ogni gara e lungo l’intero campionato. In questo senso, l’esempio più calzante è quello della McLaren, che ha firmato le tre soste più veloci dell’anno, inclusa una da 1,91 secondi.

Tempi eccezionali, con ben tre soste concluse sotto i due secondi, testimoniano il lavoro della scuderia di Woking nel cercare il limite. Tuttavia, alla velocità pura deve affiancarsi la costanza, un aspetto che in alcune occasioni è venuto meno. Lo dimostrano i diversi errori commessi con Lando Norris e Oscar Piastri, soprattutto nella seconda metà della stagione.

Al di là della necessità di rivedere alcuni aspetti, come sottolineato da Andrea Stella, nel tentativo di limare i decimi si entra spesso in automatismi che, sotto pressione, possono trasformarsi in errori. Non si tratta soltanto di limiti legati al materiale a disposizione, ma anche della componente umana. Ed è proprio lì che, sulla lunga distanza, si giocano le differenze più significative di un campionato.

Ferrari è l'unico team con una media sotto i 2,5s

Analizzando i dati, ed escludendo le soste in cui è stato necessario scontare una penalità, il team del Cavallino ha fatto registrare una media di 2,4 secondi per pit stop, restando quindi al di sotto del target dei 2,5 secondi che le squadre indicano come riferimento. Inoltre, nell’arco della stagione, solo in 5 occasioni su circa sessanta soste i meccanici Ferrari hanno superato i 3 secondi, una soglia che rappresenta il limite massimo ottimale, sia per una questione di rapidità che per il peso che può avere a livello strategico.

  Ferrari Mercedes McLaren Red Bull
Media 2,41s 2,74s 2,98s 3,18s
Numero di pit stop sotto i 2,5s 43 27 29 32
Numero di pit stop sopra i 3s
5 11 24 11
Numero di gare con il pit stop più rapido 9 0 4 4

Una costanza che trova riscontro anche sul piano pratico, nelle soste più rapide dell’anno: nella classifica dei dieci pit stop migliori della stagione, la Ferrari compare in ben cinque occasioni. Il primato è stato raggiunto con due soste da 2,0 secondi, a Monaco e in Arabia Saudita, a fronte delle tre firmate dalla McLaren e delle due dalla Red Bull.

Una costanza frutto degli investimenti mirati a colmare il gap nei pit stop, un’area in cui la Ferrari era rimasta indietro rispetto ai rivali. Dal 2023, ad esempio, sono state introdotte nuove pistole di ultima generazione, dotate anche di una striscia LED che facilita il monitoraggio della fase di svitamento e avvitamento del dado e della ruota.

Accanto alla tecnologia c’è il lavoro umano, fatto di oltre mille prove di pit stop durante la pausa invernale. In queste sessioni i dati raccolti dai sensori installati su ogni pistola consentono ai tecnici di analizzare nel dettaglio tutte le fasi della sosta. Un impegno incessante, necessario anche perché ogni meccanico deve essere perfettamente preparato in vista delle rotazioni e dei cambi di ruolo.

La pistola usata nei pit stop con la striscia LED che segnala anche lo stato della sosta

La pistola usata nei pit stop con la striscia LED che segnala anche lo stato della sosta

“Una cosa che ci rende soddisfatti della costanza di prestazione delle prima dieci gare è che l’abbiamo ottenuta anche con una grande rotazione degli operatori. Con l’aumento delle gare, abbiamo ritenuto che l’unico modo per garantire una buona performance in tutto il corso della stagione, mantenendo un bilanciamento vita-lavoro accettabile, fosse far ruotare le figure impegnate in pista”, aveva spiegato Diego Ioverno a metà stagione, illustrando proprio quanto fosse fondamentale trovare costanza su tutti i livelli.

Allargando il confronto, la McLaren fa registrare in media pit stop da poco meno di tre secondi, restando quindi sotto la soglia limite. A pesare, però, sono i numerosi errori commessi durante la stagione: in ben 24 occasioni la squadra di Woking ha superato i tre secondi per completare la sosta, escludendo le penalità, un dato oltre quattro volte superiore rispetto a quello della Ferrari.

Nel caso della Mercedes, il tempo medio per una sosta si attesta intorno ai 2,73 secondi, mentre per la Red Bull sale a 3,18 secondi. Sulla squadra di Milton Keynes, però, pesano anche i numerosi errori commessi durante la stagione, con pit stop che in alcune occasioni hanno superato i dieci secondi. Un dato curioso riguarda invece Yuki Tsunoda, i cui pit stop risultano mediamente leggermente più rapidi rispetto a quelli di Max Verstappen.

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