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Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Ferrari deludente: il passo indietro è costato molto caro

Sainz è settimo e Leclerc solo undicesimo. La qualifica della Scuderia a Silverstone è stata pessima, tanto che davanti c'è anche la Haas di Hulkenberg. I due piloti hanno scelto la vecchia configurazione aerodinamica per limitare il "bouncing", ma il risultato è stato negativo. Vasseur sostiene che il team non ottimizza ciò che ha a disposizione.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

È un rosso molto opaco quello visto sulle due Ferrari a Silverstone. L’esito delle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna dice molto: Sainz settimo, a quasi sette decimi dal poleman George Russell, Leclerc undicesimo, fuori dalla Q3.

È una fotografia dei valori in campo, in parte noti, ma non nella misura vista oggi. Che la Ferrari sia dietro Red Bull, McLaren e la sorprendente Mercedes era prevedibile, dietro la Haas di Nico Hulkenberg no. Eppure, il cronometro ha detto questo.

Il weekend di passione è iniziato con la prova comparativa tra la specifica ‘Barcellona’ e la precedente che aveva debuttato ad Imola, un confronto necessario per identificare le criticità dell’ultimo pacchetto. Dopo i dati emersi nelle due sessioni di prove libere di venerdì il verdetto è stato chiaro: si torna indietro. Una scelta dettata dalla necessità di non dover mettere Leclerc e Sainz alle prese con il bouncing, una spina nel fianco sul circuito di Silverstone.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24, davanti a Oscar Piastri, McLaren MCL38, nell'ultimo run in Q3

Carlos Sainz, Ferrari SF-24, davanti a Oscar Piastri, McLaren MCL38, nell'ultimo run in Q3

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Il problema è che in Formula 1 tornare ad una configurazione utilizzata due mesi fa vuol dire concedere due mesi di vantaggio agli avversari, un arco di tempo in cui la concorrenza ha fatto ampi passi avanti. “Non ci ha dato alcuna prestazione extra – ha sottolineato Sainz parlando della vecchia configurazione - ci ha solo garantito un po' più di costanza ad alta velocità, con meno sobbalzi. L’obiettivo è solo rendere la monoposto più coerente, ma siamo coscienti che non stiamo andando avanti, ma indietro”.

In questo scenario è arrivato anche un errore di Leclerc nell’ultimo giro a disposizione per passare il taglio della Q2, una sbavatura cruciale che ha condannato il monegasco alla chiusura anticipata della sua qualifica.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Dopo il bagno di gloria monegasco Charles non si è più confermato il cecchino di cui la Ferrari oggi ha bisogno, un ruolo che negli ultimi due weekend sta recitando Sainz. È vero che Leclerc ha guidato la configurazione vecchia sull’asciutto solo in qualifica, ma l’errore a Chapel nel momento cruciale è costato molto.

“Abbiamo perso la Q3 per un decimo – ha commentato Charles - ed era la prima volta che guidavo con questa configurazione sull’asciutto. Questo rende difficile ottimizzare il lavoro del weekend, ma spero che quanto fatto ieri possa aiutarci a lungo termine. Oggi, tuttavia, ne stiamo pagando un po' il prezzo”.

A complicare la vita a Leclerc è stata la mancanza di feeling con l’avantreno. “Sia alla curva 13 che alla 15 sono andato completamente dritto – ha ammesso Charles – il pneumatico anteriore sinistro era fuori dal finestra di funzionamento e avevo pochissimo grip, e questo ha causato molti problemi di equilibrio nei tratti ad alta velocità. È li che abbiamo perso la maggior parte del tempo sul giro”.

Secondo Frederic Vasseur la squadra sta pagando anche l’incapacità di ottimizzare ciò che ha a disposizione. Non è il problema principale (anche se il team principal della Scuderia vuole lanciare questo messaggio) ma è vero che qualcosa per strada è stato lasciato (da Leclerc, Sainz e le indicazioni arrivate dai box) margini che avrebbero potuto avvicinare le due Ferrari alla terza fila, ma non oltre.

Frederic Vasseur, Team Principal  Scuderia Ferrari

Frederic Vasseur, Team Principal Scuderia Ferrari

Foto di: Ferrari

“In Q2 c'erano 9 macchine racchiuse in un decimo – ha spiegato Frederic Vasseur – e non siamo riusciti a mettere tutto insieme nel momento cruciale. Non eravamo nelle condizioni migliori, poi Leclerc ha commesso un errore in curva 13 che gli è costato 3 decimi. E quando hai così tante macchine racchiuse in un decimo diventa difficile".

"Anche Carlos nell’ultimo giro della Q3 è uscito dalla pit-lane insieme ad Alonso e Piastri e questo non è stato certo ideale per preparare il giro. Era in buona posizione fino in curva 4, poi ha perso la corda e non è riuscito a mettere tutti insieme. Penso che sia più una questione di operazioni in pista, prima di altre cose”. Vasseur imputa il problema al momento del rientro in pista di Sainz per l’ultimo run della Q3. Carlos è stato uno degli ultimi piloti ad uscire dalla pit-lane, una tendenza già vista a Spielberg e che prosegue (non solo in Ferrari) nonostante i rischi a cui espone questa strategia.

“Gara bagnata? Lo spero – ha aggiunto Charles – la corsa peggiore per me sarebbe affrontare una gara normale con la stessa strategia per tutti. Quindi ben venga la pioggia, ci aiuterebbe”. Leclerc spera in una corsa bagnata ed imprevedibile, unica condizione in cui può sperare di beccare un jolly, ma sul ritmo gara secondo Sainz non c’è una grande differenza. “In termini di passo non credo che la nostra competitività cambi molto – ha ribadito Carlos – che sia asciutto o bagnato siamo più o meno allo stesso livello”.

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