F1 | Ferrari blocca "i guerrieri dell'apocalisse": la SF-26 ha sfidato Mercedes ed è seconda forza
La Ferrari ha evitato il dominio Mercedes restando in testa 26 giri dei 58 in programma: la SF-26 è solida, anche se dovrà recuperare decimi per sfidare con costanza le Frecce d'Argento. Le speranze restano aperte: il progetto è solo agli albori della sua vita. Ottimi segnali da parte di Hamilton.
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Alla Ferrari va riconosciuto il merito di aver bloccato sulla rampa di lancio i profeti dell’apocalisse. Dopo il verdetto delle qualifiche era già stata scritta la sceneggiatura di quella che sarebbe stata la corsa: una lunga, noiosa sinfonia Mercedes, con distacchi misurati col calendario e un lungo conto alla rovescia verso la bandiera a scacchi. È vero che il tandem Russell-Antonelli alla fine è partito alla volta di Shanghai con i trofei che aveva messo in preventivo, ma nessuno avrebbe scommesso un dollaro australiano sulla possibilità di vedere una Ferrari in testa alla gara per 26 dei 58 giri in programma.
Il primo weekend stagionale ha certificato un pronostico scontatissimo: la Mercedes è partita con un’altra marcia. Sulla superiorità delle Frecce d’Argento dubbi non ce ne sono, ma non è ancora chiaro quale sia il reale margine sugli inseguitori. È qui entra in gioco la Ferrari, perché se è stata chiara la superiorità Mercedes, altrettanto chiaro è stato il ruolo della Scuderia come seconda forza. A Melbourne ci sono state due Ferrari: quella della qualifica, allineata con Red Bull e McLaren a otto decimi dalla Mercedes, e quella che nei 58 giri di gara, capace di contenere il distacco in circa tre decimi al giro dal tandem di testa e con un margine notevole sul resto del gruppo. Il primo podio stagionale era tutt’altro che scontato nel volo d’andata verso Melbourne.
La gara, alla fine, ha detto che qualcosa non ha funzionato in qualifica. Il prossimo fine settimana a Shanghai le sessioni di qualifica saranno due (essendo un weekend sprint), e saranno un’occasione importante per una verifica sul campo. In Cina ci saranno anche due partenze, ed anche qui sarà interessante valutare se il vantaggio da ‘dragster’ visto a Melbourne sarà una carta su cui Hamilton e Leclerc potranno contare a lungo.
Charles Leclerc, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Per ora la Ferrari è in una sorta di limbo da cui potrebbe uscire in grande stile sulla spinta del programma di sviluppo. L’affidabilità sembra un valore aggiunto, la gestione degli pneumatici è stata buona, ma per puntare agli obiettivi a cui la Ferrari dovrebbe ambire mancano dei decimi di performance. Dai tre ai cinque, secondo quanto visto a Melbourne, un margine enorme che però va collocato in uno scenario diverso dal solito, quello di una stagione che è una sorta di anno ‘zero’, con progetti ancora grezzi e con ampi margini di miglioramento. La SF-26 al momento è una monoposto che non permette ai tifosi ferraristi di sognare, ma allo stesso tempo lascia aperte speranze che sulla carta non sono neppure impossibili.
Tra le buone notizie con cui la Scuderia riparte dall’Australia c’è il ritorno di Hamilton ad uno stato di forma degno del suo status. Questione di feeling, quello mai davvero trovato con le monoposto ad effetto suolo, e probabilmente anche di uno scenario intorno a lui molto più familiare rispetto a dodici mesi fa. Frederic Vasseur non è caduto nel tranello quando si è trattato di commentare il buon weekend di Lewis. Lo scorso anno ha ripetuto fino alla noia che si vince e si perde insieme, e con lo stesso spirito ha commentato anche il fine settimana di Melbourne.
La differenza però si è vista. L’imbarazzo delle qualifiche concluse in Q1 era tutt’altra cosa rispetto al weekend appena concluso, ed il rush finale che lo ha portato a concludere i 58 giri di gara alle spalle di Leclerc dice molto sulla voglia di riscatto che anima il sette volte campione del mondo. Per la Ferrari è una buona notizia, una criticità da poter depennare dai punti interrogativi con cui si era arrivati al via del campionato.
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