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Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Ferrari: a Silverstone si cura il male oscuro della SF-24

La Scuderia porterà nel GP di Gran Bretagna un estrattore meno... potente con l'intenzione di controllare il saltellamento che condiziona le prestazioni di Leclerc e Sainz nelle curve veloci. Con tre turni di prove libere i tecnici di Maranello sperano di trovare il setup utile a sfruttare l'effettivo potenziale della SF-24. Realtà o illusione?

Ferrari SF-24 dettaglio tecnico

Ferrari SF-24 dettaglio tecnico

Foto di: Giorgio Piola

Il sogno si è infranto. C’è stato un momento in cui era sembrato che la Ferrari potesse sfidare la Red Bull insieme alla McLaren. La squadra di Woking ha mantenuto le aspettative portando Lando Norris a scornarsi direttamente con Max Verstappen, mentre la Scuderia sembra condannata a prenderle anche dalla Mercedes, dopo essere scivolata nello scomodo ruolo di quarta forza.

La SF-24 non risponde alle attese, anzi delude. Il pacchetto di aggiornamenti introdotto a Barcellona ha dato più carico aerodinamico, ma l’effetto negativo è che la maggiore downforce generata dal fondo genera il “porpoising”, vale a dire il saltellamento nei tratti più veloci.

La parolaccia, che ha caratterizzato un po’ a sorpresa l’inizio della storia delle monoposto a effetto suolo, la F1 ha preferito sostituirla con bouncing, si modifica il termine ma la sostanza non cambia. La rossa con i rimbalzi ha delle perdite improvvise di carico che generano due effetti negativi: primo, i piloti sono costretti ad alleggerire il piede dall’acceleratore nei curvoni veloci; secondo, le gomme posteriori si surriscaldano per effetto della mancanza di aderenza.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Ferrari

La Ferrari è stata colpita dal nemico più subdolo, che in galleria del vento non è facile da vedere e, quindi, diventa ostico da estirpare. In effetti anche le simulazioni di Silverstone dicono che la SF-24 dovrebbe essere competitiva, proprio come si aspettavano fosse in Austria, ma a Spielberg sappiamo tutti come è andata a finire.

Ieri Carlos Sainz era al simulatore, oggi è il turno di Charles Leclerc. I piloti si sono messi a disposizione della squadra per cercare una soluzione, perché il saltellamento mina la fiducia di chi si trova al volante. Al Red Bull Ring i due hanno cercato di compensare la minore velocità di percorrenza delle curve veloci con staccate più aggressive, aggrappandosi a uno dei punti di forza della rossa.

Il risultato è stato che al sabato, nella gara Sprint, già al secondo giro si era registrato un surriscaldamento dei dischi che ha costretto i piloti al lift and coast in fondo ai rettilinei, perdendo ulteriore prestazione. È evidente che tutto questo toglie fiducia ai piloti. E se loro smarriscono le certezze, diventano meno precise le indicazioni alla squadra per cercare il migliore setup. Insomma, sembra che ci sia il cane che si morde la coda…

In tutto questo vediamo i meccanici armeggiare in continuazione con i cestelli dei freni: trovare la giusta soglia di raffreddamento del corner, senza penalizzare l’efficienza della vettura è un equilibrio difficile da trovare, specie a stagione in corso. La sensazione è che a Maranello siano arrivati alla soglia di una crisi di nervi.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Fred Vasseur minimizza: il team principal è convinto che nella SF-24 ci sia più potenziale di quello che si vede in pista e che basterebbe un po’ di motivazione in qualifica (nelle scelte del team e nelle motivazioni dei piloti) per stare davanti quanto meno alla Mercedes.

Il fatto è che Red Bull, McLaren e Mercedes hanno linee prestazionali ascendenti. Solo la Ferrari è in discesa e la caduta va drenata in fretta. A Silverstone vedremo un diffusore posteriore meno “potente” nella speranza di controllare il “porpoising”: si fa un passo indietro nella speranza di farne poi due in avanti. Vedremo l’ala posteriore pensata per la pista inglese e quelle modifiche di dettaglio che facevano parte del pacchetto britannico, nella convinzione che con tre turni di prove libere sia possibile trovare un assetto di compromesso che consenta ai piloti di sfruttare la rossa. Siamo in una fase cruciale della stagione: oltre a difendere un secondo posto nel Costruttori dall’ascesa della McLaren, è importante trovare certezze nella definizione della SF-25, monoposto che avrà una sospensione anteriore a schema pull rod e una nuova scocca con una diversa distribuzione dei pesi.

La Ferrari per Lewis, come viene già chiamata, non dovrà trascinarsi i difetti che la SF-24 si porta dietro in maniera più o meno occulta…

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