Massa: "In Ferrari ero trattato da fratellino minore"

Felipe si toglie qualche sassolino dalla scarpa e sul momento difficile di Alonso dice: "Dio sa sempre ciò che fa"

Felipe Massa è rinato alla Williams. Lui preferisce parlare più di un nuovo inizio che di una rinascita, ma sicuramente da quando è approdato alla squadra di Grove sembra aver ritrovato gli stimoli che aveva un po' perso alla Ferrari, per colpa anche di un compagno di squadra "ingombrante" come Fernando Alonso. Questo è quello che ha raccontato in una bella intervista concessa a Repubblica.

"Diciamo che ho fatto la cosa giusta al momento giusto. Due anni fa. Era arrivato il momento di cambiare. La mia storia con la Ferrari era stata molto bella, intensa, sincera, come gli applausi di Monza dimostrano. Ma era arrivato il momento di sentirmi di nuovo importante" ha detto Felipe.

Ecco il passaggio relativo alla gestione della squadra quando è arrivato lo spagnolo: "Le cose sono cambiate quando è arrivato Alonso. Mi guardavo intorno e vedevo che improvvisamente non avevo più potere sulle cose, sui dettagli. Il nostro sport è fatto di dettagli. E quelli li puoi cambiare solo se hai potere. Il potere è tutto. E io l'avevo perso. Il sintomo più evidente era proprio quello: non mi sentivo più importante. E bastava incrociare lo sguardo della gente intorno a me per capirlo. Era impossibile essere felice".

Alla Ferrari non ha risparmiato una bella frecciata: "A Maranello mi vedevano sempre come il fratellino minore di qualcuno. Nel mio caso comunque l'azienda ha sbagliato a puntare tutto su un pilota. I team vivono di punti e i punti li si porta in due".

Quando gli è stato chiesto se ritiene che questo sia stato un po' colpa sua, Felipe non sembra avere troppi dubbi: "Tante volte ho pensato che avrei dovuto essere meno gentile. Più duro ed egoista. Però poi mi ritrovo a fare il bilancio della mia vita. Mi sono successe tante cose, ho rischiato la vita a Budapest, sono stato amico di una leggenda come Schumacher e di un ragazzo d'oro come Bianchi, ho attraversato due o tre epoche di questo sport, ho subito ingiustizie e visto porcherie di ogni tipo, sono stato costretto a lasciarmi superare dal mio compagno di squadra, ed è stato il momento peggiore della mia vita, ma ho anche vinto tanto e gioito e soprattutto mi sono divertito. Sono caduto spesso ma ogni volta che mi sono rialzato è sempre stato bellissimo. No. Non cambierei niente. Sono sempre stato me stesso, Felipe, e se il mio modo di essere mi ha causato qualche difficoltà, la mia forza mi ha permesso di superarle e di diventare un uomo e un padre migliore".

Avendone parlato tanto, era inevitabile poi una battuta sul momento difficile di Alonso: "Sono sicuro che non è contento. Non parlo di quanto guadagna. Ma di quello che un pilota vive quando è col casco calato sugli occhi. Pensando a tutto quello che è riuscito a fare in carriera, vederlo così fa effetto. Ma Dio sa sempre ciò che fa. Se fa qualcosa di bello o di brutto per te, bè c'è sempre un motivo".

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