F1 2018: ecco gli errori terribili e quello che si vorrebbe cancellare

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F1 2018: ecco gli errori terribili e quello che si vorrebbe cancellare
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
21 dic 2018, 11:19

Dalla scomparsa di Sergio Marchionne all'uscita di Vettel nel GP di Germania scopriamo quali sono i fatti che hanno pesantemente condizionato il campionato 2018. Stagione da dimenticare per Vandoorne e per due squadre gloriose come McLaren e Williams

Dopo i giorni da ricordare, ecco quelli che i diretti protagonisti (e spesso non solo loro) vorrebbero cancellare, o per lo meno dimenticare. Nell’arco di una lunga stagione di Formula 1 con 21 Gran Premi nessuno è stato immune da errori e sviste, ma come per le gesta da ricordare, anche per le pecche c’è sempre una speciale classifica. Una graduatoria degli ‘orrori’… ma non solo.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, va a sbattere mentre era al comando del GP di Germania

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, va a sbattere mentre era al comando del GP di Germania

Photo by: Steve Etherington / LAT Images

L’errore grave: Vettel sbatte nel GP di Germania

Chiariamo subito: quello commesso dal tedesco della Ferrari nella gara di Hockenheim non è in se l’errore più grave visto in pista nel 2018, ma è indubbiamente la pecca che ha avuto l’impatto maggiore nell’economia del Mondiale.

Vettel era arrivato alla gara di casa dopo il successo ottenuto due settimane prima a Silverstone, che lo aveva portato a +8 in classifica su Lewis Hamilton.

In Germania era al comando della corsa, in condizione insidiose (i piloti erano in pista sull’umido con gomme slick) ma con Bottas, secondo alle sue spalle, staccato di 10 secondi. Poi l’errore alla frenata della curva Sachs del Motodrome (a 15 giri dal termine) e un possibile bottino di tappa di +7 su Hamilton di è trasformato in un bilancio di -25.

Grazie ad una vittoria insperata, Lewis è uscito da Hockenheim con la leadership del Mondiale, posizione che ha non ha più mollato fino alla conquista matematica del suo quinto titolo.

Il leader del GP Brasile, Verstappen, Red Bull RB14 viene colpito dal doppiato Ocon, Force India VJM11

Il leader del GP Brasile, Verstappen, Red Bull RB14 viene colpito dal doppiato Ocon, Force India VJM11

Photo by: Manuel Goria / Sutton Images

L’affronto: Ocon sperona Verstappen in Brasile

Il ‘fattaccio’ è il noto contatto tra Esteban Ocon e Max Verstappen avvenuto al giro 44 della gara di Interlagos, un tentativo di sdoppiaggio finito male, con tanto di chiarimento vis-à-vis dopo la bandiera a scacchi.

Una manovra sconsiderata da parte del francese della Force India, che dopo il pit-stop si trovava alle spalle del leader della gara nel momento in cui la gomma gli garantiva una performance maggiore, benefit che si sarebbe esaurito già nela tornata successiva a quella del contatto.

Un errore molto grave quello di Ocon, ma c’è stato anche chi ha voluto gettare un’ombra sulla condotta di Verstappen. L’analisi migliore è arrivata da un collega di Max: “Ma se io adesso ti do un calcio in c…, il problema sono io che te l’ho dato o tu che non sei riuscito a scansarlo?”.

Sergey Sirotkin, Williams FW41 e Fernando Alonso, McLaren MCL33

Sergey Sirotkin, Williams FW41 e Fernando Alonso, McLaren MCL33

Photo by: Jerry Andre / Sutton Images

La delusione: McLaren vs Williams

Il trofeo della peggior stagione del 2018 viaggia sul tratto di 60 miglia dell’autostrada M4 che separa la sede Williams di Grove da quella McLaren di Woking.

Parliamo di due squadre che hanno complessivamente in bacheca 17 titoli piloti e 19 Costruttori, e che al termine del Mondiale 2018 hanno conquistato un numero di punti che sommato è un sesto del totale della Red Bull. I

l peso delle due delusioni è differente, visto che la McLaren si è confermata la settima squadra (la Force India risulta alle spalle solo a causa del cambio di proprietà) mentre la Williams è stata senza alcun contender il fanalino di coda.

Scelte tecniche e manageriali errate non hanno fatto sconti, e il palmares non aiuta (ahimé) a guadagnare decimi in pista.

Stoffel Vandoorne, McLaren

Stoffel Vandoorne, McLaren

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Il mistero: Stoffel Vandoorne

Nella classifica finale dei testa-a-testa in qualifica tra compagni di squadra l’unico 21 a 0 è quello tra Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne.

Sulla caratura dello spagnolo non c’è molto da aggiungere a ciò che è già stato più volte detto, ma resta comunque un mistero senza risposta il motivo (o i motivi) per cui un pilota arrivato in Formula 1 con un palmares da predestinato, sia naufragato in questo modo.

Vandoorne non avrà approcciato il Circus nel modo migliore (anche se esordì a punti nel 2016), ma l’impressione è che la McLaren, dopo avergli finanziato la carriera, non abbia fatto molto per venirgli in aiuto.

Romain Grosjean, Haas F1 Team

Romain Grosjean, Haas F1 Team

Photo by: Andy Hone / LAT Images

L’errore clamoroso: Grosjean in safety car a Baku

Il francese della Haas ha sul groppone il grave errore commesso al via del Gran Premio di Spagna, ma la svista di Baku resta la macchia più vistosa sulla sua stagione. In regime di safety car, con tutti i piloti impegnati a tenere in temperatura le gomme, Grosjean ha perso il controllo della sua monoposto finendo clamorosamente contro il muro alla sua destra.

Un errore inaccettabile, e buon per lui che Gene Haas non sia un tipo incline a scelte di pancia, altrimenti la sua stagione avrebbe potuto concludersi in Azerbaijan senza che nessuno avrebbe gridato allo scandalo.

La McLaren di Alonso vola sulla Sauber di Leclerc al via del GP del Belgio dopo la tamponata di Hulkenberg con la Renault

La McLaren di Alonso vola sulla Sauber di Leclerc al via del GP del Belgio dopo la tamponata di Hulkenberg con la Renault

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Momento drammatico: partenza del GP del Belgio

Nico Hulkenberg non è certo tra i piloti più fallosi del paddock, eppure al via della gara di Spa ha commesso un errore che ha dato il via ad una carambola molto pericolosa.

Il tedesco ha clamorosamente mancato il punto di frenata della prima curva, tamponando Alonso ed innescando il volo dello spagnolo.

La McLaren ha sorvolato la Sauber di Leclerc (appoggiandosi sull’Halo) terminando la sua corsa nella via di fuga. L’incidente non ha causato alcun problema ai piloti coinvolti, mentre Hulkenberg se l’è cavata con una penalità di 10 posizioni sulla griglia del Gran Premio d’Italia.

Helmut Marko con Max Verstappen

Helmut Marko con Max Verstappen

Photo by: Sutton Images

La rosicata: Marko sulla mancata pole di Verstappen in Messico

Max Verstappen potrà demolire e ritoccare molti record nell’arco della sua carriera, ma un traguardo gli è sfuggito per sempre: diventare il più giovane polemam nella storia della Formula 1.

La Red Bull e la power unit Renault in questi anni non lo hanno certo assecondato nell’assalto al giro veloce del sabato, ma nelle qualifiche del Gran Premio del Messico sembrava esserci proprio tutto per puntare all’impresa.

Era ormai fatto, con l’olandese in pole sotto la bandiera a scacchi, ma sul traguardo doveva ancora transitare Daniel Ricciardo, e… l’australiano ha messo a segno la beffa dell’anno, sfilando la prima posizione al compagno di squadra.

Il tutto tra pugni ed imprecazioni di Helmut Marko ed un Verstappen che ha rosicato oltre l’immaginabile nelle ore successive, arrivando quasi alle lacrime in conferenza stampa. Poi, ventiquattr’ore dopo, è arrivata la vittoria messicana, ma il record resta ancora nelle mani di Sebastian Vettel.

Sergio Marchionne

Sergio Marchionne

Il lutto: il commiato di Marchionne

Il vuoto più grande che ha lasciato la stagione 2018 è indubbiamente la scomparsa del Presidente della Ferrari Sergio Marchionne.

Una perdita improvvisa, che ha gettato nello sconforto non solo il Cavallino, ma tutto il paddock. Un errore imperdonabile del destino, che ha colpito una persona sempre più legata ed appassionata al mondo della Formula 1 al punto da pianificare la sua presenza a tempo pieno a Maranello nel 2019.

Il Circus ha perso una persona di grande caratura, che avrebbe avuto ancora molto da dare sia alla Ferrari che a tutta la Formula 1.

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Autore Roberto Chinchero