F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Ferrari: il 2016 dovrà essere l'anno della Rossa

Vettel, secondo nel mondiale, sfrutta il potenziale della SF15-T in attesa di sfidare la Mercedes di Hamilton

La Mercedes festeggia il mondiale Costruttori in attesa di incoronare Lewis Hamilton con il terzo titolo mondiale piloti che nessuno sembra più in grado di mettere in discussione. La Stella continua a brillare nel firmamento della Formula 1, ma Toto Wolff e Niki Lauda sono consapevoli del fatto che la Ferrari sta arrivando. Forse più in fretta di quelle che erano le loro previsioni. Certo il pilota inglese a Sochi ha vinto il 42esimo Gp della carriera e ha scavalcato un certo Ayrton Senna nella classifica dei successi, quasi che il brasiliano rappresenti la linea di demarcazione che separa i piloti dagli assi. Si è affiancato a Sebastian Vettel, l’altro fenomeno di questa generazione che vanta già un titolo mondiale in più di “Magic”.

HAMILTON-VETTEL GIÀ MEGLIO DI SENNA
Insomma, abbiamo una coppia di super-campioni proprio come erano Senna e Prost: non dobbiamo struggerci tanto nei ricordi del passato, quanto pensare a quali sfide potranno regalarci i due in futuro se la Rossa riuscirà a colmare il gap tecnico che ancora la separa dalla W06 Hybrid. Oggettivamente tutti gli altri sembrano un passo indietro: il terzo dei “tre tenori”, Fernando Alonso, ha preferito mettersi fuori gioco da solo con l’esilio ben pagato alla McLaren-Honda. Lo spagnolo auspica una ripresa nel 2016, ma chi ben conosce le segrete cose di casa Honda sa che la power unit del prossimo anno sarà figlia di questo motore e la riscossa arriverà solo nel 2017, se l’asturiano avrà la resistenza di aspettare in silenzio.

LA RED BULL RACING SI È MESSA FUORI GIOCO DA SOLA
La Red Bull Racing si è messa nell’angolo da sola: la strafottenza di Christian Horner e Helmut Marko paga un caro prezzo. Al niet dei motori Mercedes (anche se c’era stata una stretta di mano con Niki Lauda in quella che ora sembra una faida fra austriaci) si è aggiunto il no grazie della Ferrari. A Milton Keynes non hanno voluto i propulsori 2015, che, invece, stanno bene alla Toro Rosso, e sono dovuti tornare con la coda fra le gambe per chiedere scusa alla villaneggiata Renault, nella speranza che i transalpini straccino la lettera con la quale avevano rotto il contratto di fornitura con un anno di anticipo.

MARANELLO HA GIOCATO BENE LE CARTE
La Ferrari, quindi, ha giocato bene le sue carte: Sergio Marchionne era ingolosito di vendere i motori del Cavallino, ma quando Maurizio Arrivabene gli ha spiegato che dare le power unit a Red Bull Racing e Toro Rosso era più la fatica che il gusto (la struttura dei motoristi andava allargata con nuove assunzioni rivedendo tutta la logistica) è stato raddrizzato il tiro in un modo che nemmeno Bernie Ecclestone ha più potuto metterci lo zampino.

IL 2016 SARÀ L’ANNO DI VETTEL?
Il 2016, allora, deve essere l’anno della Ferrari se la Rossa saprà sfidare le frecce d’argento con una monoposto competitiva. Anzi, è più corretto parlare al singolare, perché Sebastian Vettel è già riuscito nel sorpasso di Nico Rosberg: il tedesco, autore di una bella pole in Russia, paga una colpa non sua (si è rotta la molla del ritorno del pedale dell’acceleratore). Il tedesco dopo una partenza… timida, ha fatto una corsa da Leone. Ha spiegato a Raikkonen come si sorpassa nel traffico senza perdere troppo tempo e senza inutili sportellate.

LA ROSSA PAGAVA UN SECONDO CON LE SUPER SOFT MA…
La Rossa calzando le Super Soft beccava un secondo al giro da Lewis Hamilton, ma quando il serbatoio della SF15-T è andato svuotandosi e sono state montate le Soft la musica è certamente migliorata, pareggiando i conti. E nel finale Sebastian ha tentato una rimonta impossibile quando è stato avvisato via radio che l’inglese aveva rallentato per un problema all’ala posteriore sorto al pit stop che ha anche inibito l’uso del DRS (solo nei doppiaggi). È chiaro a tutti che il leader del mondiale stava viaggiando in modalità difensiva, ma la Mercedes non sembra più tutta d’un pezzo (negli ultimi quattro Gp solo a Suzuka ha firmato una doppietta).

SF15-T: GIRO PIU’ VELOCE E VELOCITÀ MAX (343,1 KM/H)
Ma la SF15-T ha limiti dettati dalla nascita e il fatto che Sebastian Vettel abbia ottenuto il giro più veloce (1’40”071) con le Soft a gomme ormai finite (Vettel ha rifilato 0”8 a Massa e 1”1 a Bottas, i due piloti Williams) evidenzia che a Maranello stanno lavorando sulla metodologia di usare gli pneumatici. Buone indicazioni arrivano anche dalle velocità massime con Kimi Raikkonen capace di toccare i 343,1 km/h (con il DRS aperto in scia) su un tracciato come Sochi che richiede un alto carico aerodinamico. Le Williams, di solito “regine” della Speed trap, sono rimaste lontane: Massa ha pagato 10 km/h dalla Rossa con un picco di 333,6 km/h e Bottas si è fermato a 333,1 km/h mentre il vincitore non è andato oltre 311,1 km/h essendo sempre da solo…

SOLUZIONI FANTASIOSE ALL’ITALIANA SULLA W06 HYBRID
È indiscutibile, quindi, che i ragazzi di James Allison abbiano trovato il bandolo della matassa che sembrava perso a Silverstone e sono riusciti a lavorare sui punti deboli della SF15-T per rendere più stabili le prestazioni della Rossa al cambiare delle piste, contando su una power unit che ha beneficiato dei tre gettoni di sviluppo spesi a Monza. E la Mercedes patisce questo lento ma continuo avvicinamento: i tecnici di Paddy Lowe, come ha ben documentato nella tecnica il nostro Giorgio Piola, hanno cercato delle soluzioni estemporanee per cercare di scaldare gli pneumatici. Sulla W06 Hybrid sono state montate delle “termocoperte” sui corner posteriori delle sospensioni e nell’anteriore sono stati aperti i cestelli dei freni, rinunciando in parte all’effetto aerodinamico dei flussi caldi, per scaldare i cerchi e, quindi, le gomme. Nella mentalità “tedesca” che tende a programmare gli sviluppi, questa voglia di trovare delle risposte con la “fantasia” italiana (c’è forse lo zampino di Aldo Costa) evidenzia che il margine (che ancora c’è, sia ben chiaro) comincia a essere eroso.

I VINCOLI DI PRESSIONE E CAMBER LIMITANO LE FRECCE 
È palese che a Brackley abbiano risentito molto più dei ferraristi i vincoli di sicurezza sulle gomme dettati dalla Pirelli a partire dal Gp d’Italia, dopo i due pneumatici esplosi a Spa. L’obbligo di avere pressioni di gonfiaggio più alte e angoli di camber meno estremi devono aver tolto un po’ di vigore alle frecce d’argento, mentre la Ferrari, che evidentemente era meno estrema nelle scelte per quella sospensione anteriore a schema pull rod, ci ha rimesso poco o niente…

A MARANELLO HANNO TUTTO PER PUNTARE IN ALTO
La Ferrari ora ha tutto per puntare in alto: c’è la ritrovata valenza politica della coppia Marchionne - Arrivabene, oltre a una squadra che non sbaglia nella lettura della corsa, potendo contare su strumenti di simulazione che funzionano (galleria del vento, cfd e adesso anche i tanto attesi banchi dinamici della AVL). Dietro a James Allison cresce una generazione di tecnici allevati in casa che hanno avuto la chance di mostrare le loro capacità: sarà interessante vedere quali idee rivoluzionarie avranno proposto sulla macchina 2016. Perché al resto ci penserà Sebastian Vettel.

RAIKKONEN SEMBRA L’UNICO FUORI DAL CORO?
L’unico elemento d’instabilità in un team molto coeso sembra Kimi Raikkonen: il finlandese non riesce mai a finalizzare il lavoro che porta avanti. A Maranello devono ricordare che per vincere un mondiale Costruttori bisogna poter contare sui punti dei due piloti. Kimi, dopo essere stato un “kamikaze” con Valtteri Bottas per la gratuita sportellata che gli ha rifilato all’ultimo giro, avrebbe fatto più bella figura a chiedere scusa al connazionale per chiudere il caso prima della penalizzazione di 30 secondi appioppata dai commissari sportivi oltre ai tre punti di patente. Oppure “Iceman” non ha gradito che fosse proprio il finlandese a cercare di soffiargli il posto durante l’estate?

 

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Campionati Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Commento
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