Ferrari: occasione persa per colpa dei piloti

Vettel chiede scusa alla squadra dopo il crash, mentre Raikkonen non sa evitare la vendetta di Bottas

Per la Ferrari è stata una mazzata: due SF15-T ritirate nel Gp del Messico. È la prima volta che accade nella gestione del Reparto Corse di Maurizio Arrivabene. Per trovare un doppio stop bisogna risalire, addirittura, fino al Gp d’Australia del 2006. Nove anni che in Formula 1 sono più di un’era geologica. Il team principal bresciano parla di un bagno di umiltà, ma è chiaro che lo dice a denti stretti perché la Rossa, forse, aveva il potenziale tecnico per sfidare le due Mercedes.

ROSBERG SI RIPRENDE IL SECONDO POSTO
Nico Rosberg, vincendo nella magica cornice messicana (sulle tribune c’erano 130 mila persone entusiaste!), si è ripreso il secondo posto nel mondiale piloti, mettendo Sebastian Vettel a 21 punti, un distacco che sarà difficile da colmare negli ultimi due Gp stagionali. Si è sbriciolato il sogno di mettere il tedesco fra le due frecce d’argento, ma Sebastian nel circuito del parco Magdalena Mixucha ha disputato forse la sua peggiore gara della carriera. Dopo aver sbagliato la partenza, facendosi scavalcare dalla Red Bull Racing di Daniil Kvyat, si è preso una ruotata da Daniel Ricciardo con l’altra RB11 che alla prima curva si è inserita all’interno della Rossa, forandogli la posteriore destra.

QUANTI ERRORI PER VETTEL
Per Vettel la gara era già finita dopo poco più di un chilometro, perché il tedesco ha dovuto percorrere tutto il primo giro sul cerchio, perdendo un sacco di tempo prima di rientrare in pitlane. La SF15-T non ha sofferto altri danni e, dopo una sosta prolungata dal rientro di Fernando Alonso con la MGU-H della Honda già ko, ha tentato una rimonta con le gomme a mescola Medium. I cronologici parlano chiaro: il quattro volte campione del mondo aveva accumulato 50 secondi di ritardo dalle Mercedes e nelle successive tornate viaggiava allo stesso ritmo di Rosberg e Hamilton, pur dovendosi giostrare nel traffico. Insomma è stata buttata al vento una grande occasione per sfidare le frecce d’argento.

SEBASTIAN HA CHIESTO SCUSA ALLA SQUADRA
Questa volta ci ha messo del suo Sebastian Vettel che ha avuto l’umiltà di chiedere scusa alla squadra via radio dopo che aveva accartocciato la sua SF15-T contro le barriere della curva 7 al 51esimo giro, ripetendo nello stesso punto un errore che gli era costato un testacoda nel corso del 13esimo giro. Se ci aggiungiamo la partenza sbagliata e il contatto con Daniel Ricciardo si può capire quanto deve essere stato “ferito” l’orgoglio personale del quattro volte campione del mondo, incappato in una giornata nera.

LA SF15-T VELOCE MA PIÙ NERVOSA DEL SOLITO
Vederlo raccattare i detriti accanto alla Rossa dopo il crash era eloquente del suo stato d’animo: Sebastian ha esagerato e ha pagato un dazio molto pesante che gli ha smaterializzato il sogno di difendere il secondo posto iridato davanti a Nico Rosberg che ha rimesso ogni cosa al suo posto. La Ferrari è parsa veloce (molto veloce con le Medium, segno che la squadra ha lavorato bene sulle gomme dopo la strigliata di Arrivabene a Silverstone), ma più nervosa del solito su una pista con un grip molto limitato per un asfalto senza aderenza. Ci si aspettava di vedere in difficoltà le Mercedes in staccata e, invece, le W06 Hybrid hanno marciato come orologi svizzeri, mentre proprio in staccata Sebastian è andato di più in crisi a causa dell’aria poco densa ai 2.250 metri di Città del Messico che ha rallentato le monoposto meno del solito. Non deve stupire, quindi, che si siano raggiunte velocità massime record (365 km/h per Felipe Massa) pur disponendo di ali cariche degne di Monte Carlo. Miracoli che accadono solo sul tracciato dedicato ai fratelli Rodriguez!

QUANTI GUAI TECNICI PER RAIKKONEN
Le cose non sono andate meglio per Kimi Raikkonen: il finlandese ha avuto il week end segnato dai problemi della Rossa: una perdita da un raccordo di carburante nella terza sessione di libere ha provocato un principio di incendio nel quale si sono cotti motore e cambio. I meccanici del Cavallino sono stati bravissimi nel sostituire il propulsore (è stato montato un 6 cilindri a fine chilometraggio per non pagare penalizzazioni) e la trasmissione (che è costata cinque piazze in griglia) in tempo per le qualifiche, ma “Iceman” non è uscito dalla tagliola della Q2 a causa di un testacoda provocato da un guaio elettrico al brake by wire. Essendo finito nelle retrovie, i tecnici di Maranello hanno deciso di montare sulla SF15-T del finlandese la sesta power unit (costata 30 posizioni virtuali in griglia perché Kimi è stato retrocesso solo di una posizione, da 18esimo a 19esimo, dietro a Fernando Alonso) per garantire al nordico un’unità fresca per concludere la stagione.

BOTTAS E… RISPOSTA DOPO SOCHI
Raikkonen è stato autore di una rimonta entusiasmante con le gomme Medium fino a quando non ha dovuto fare i conti con Valtteri Bottas. Il pilota della Williams è salito sul terzo gradino del podio, mentre il ferrarista ha concluso la sua corsa nella via di fuga con la sospensione posteriore destra divelta. Kimi, all’esterno del connazionale, poteva sperare che Valtteri non gli restituisse la botta di Sochi che gli è costata il terzo posto? A differenza di “Iceman” che in Russia è stato penalizzato per la dura manovra, il contatto con Bottas di ieri è stato giudicato come un normale incidente di gara. Kimi, insomma, ha… abboccato all’amo uscendone “cornuto e mazziato”.

ICEMAN NON AVEVA LA VELOCITÀ DELLA WILLIAMS
Possibile che un pilota esperto come Raikkonen non possa gestire una situazione critica? Fintanto le cose marciano secondo i piani, Kimi riesce a mantenere un rendimento più che soddisfacente, ma non appena qualcosa modifica le strategie va in difficoltà. Doveva immaginare che Bottas si sarebbe voluto gustare il piatto freddo della vendetta per Sochi e se Kimi nella curva precedente ha lasciato lo spazio sufficiente alla Williams che era all’esterno, non poteva pensare che Valtteri si comportasse allo stesso modo quando si è trovato all’interno. L’incidente, dunque, era annunciato. Il ferrarista, probabilmente, temeva di non riprendere la FW37 che in qualifica era risultata 10 km/h più veloce alla speed trap della sua Ferrari e non sarebbe stato facile ripassarla sul dritto anche con il DRS aperto.

LA MINACCIA DEL FINLANDESE SARÀ GROSJEAN?
Una questione di orgoglio è costata alla Scuderia un piazzamento importante e punti pesanti? Non lo sappiamo, ma se l’anno prossimo la squadra del Cavallino vuole puntare anche al titolo Costruttori deve poter fare affidamento su un pilota capace di evitare gli alti e bassi che contraddistinguono la stagione di Kimi. Se Raikkonen pensava di essersi messo al sicuro il posto essendo stato preferito a Bottas per il 2016, si è sbagliato di grosso, perché Romain Grosjean, il pilota che la Ferrari ha girato ad Haas, il suo junior team, è un osso molto più temibile del finlandese. Ed è pronto a rispondere ad una chiamata in qualsiasi momento ce ne fosse bisogno…

 

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio del Messico
Circuito Autódromo Hermanos Rodríguez
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Commento