A chi non piace la Ferrari baricentro del Circus?

FIA e FOM sono pronta a far saltare il diritto di veto del Cavallino, mentre la Mercedes continua a punzecchiare...

La Ferrari comincia a essere temibile. La squadra del presidente Sergio Marchione fa paura a tutti. I segnali sono molto chiari: gli attacchi polemici degli ultimi giorni si sono concentrati tutti sulla Scuderia di Maranello, segno che sta dando fastidio. La Mercedes ha cercato di mettere in cattiva luce il Cavallino rampante con due episodi a breve distanza uno dall’altro e anche FIA e FOM hanno preso dei provvedimenti che hanno come obiettivo l’indebolimento della posizione molto ferma della Ferrari in merito ai motori, ma non solo.

LA MERCEDES HA PROTESTATO PER LE ORE DOPPIE DI GALLERIA
Prima la richiesta di chiarimento regolamentare presentata da Paddy Lowe, responsabile tecnico della Mercedes, ai commissari sportivi del Gp di Ab Dhabi, per sapere con esattezza cosa è consentito fare se si collabora con un team che non è ancora iscritto al mondiale. La Haas F1, infatti, ha sfruttato il know how di Maranello per il lavoro di ricerca sull’aerodinamica della nascente F.1 e ha contribuito allo sviluppo della SF15-T e della 667 con modelli di galleria molto quasi uguali (uno realizzato alla Gestione Sportiva e l’altro da Dallara).

PER LA FIA ERA TUTTO PERFETTAMENTE IN REGOLA
Una volta tanto a Maranello hanno letto le regole e le hanno “interpretate” in modo inattaccabile, tanto che le ripetute ispezioni di Marcin Budkowski, commissario FIA, grande esperto di aerodinamica, non hanno portato ad alcuna sanzione. Non c’è dubbio, però, che la Ferrari potrà godere di un grande vantaggio nella stagione 2016 avendo potuto svolgere una ricerca aerodinamica molto più approfondita della concorrenza. Era normale, quindi, che arrivasse l’indispettita reazione della Mercedes che ha chiesto di mettere dei paletti chiari su cosa si possa effettivamente fare con un team junior.

MARANELLO HA SFRUTTATO UN BUCO DELLE NORME
In passato il maestro delle interpretazioni normative è sempre stato Adrian Newey, geniale progettista della Red Bull Racing, capace di realizzare per anni monoposto sempre alla soglia del limite regolamentare per spingere al massimo la ricerca delle prestazioni. Evidentemente alla Ferrari hanno imparato la lezione e hanno capito che per vincere bisogna usare lo stesso “linguaggio”, tanto più che quelli della Mercedes sono stati accusati da Bernie Ecclestone di aver conosciuto in anticipo rispetto agli altri concorrenti della F.1 le regole sulle power unit, costruendo un vantaggio competitivo che l’ha portata dominare le prime due stagioni dell’era ibrida.

QUANDO LA POLITICA CONTA QUANTO LA TECNICA
Insomma, nel Circus una buona politica conta quanto la tecnica più raffinata. Ecco perché ha dato molto fastidio a Maranello il fatto che il nome della Ferrari sia stato coinvolto nella spy story che vede Benjamin Hoyle come protagonista. L’ingegnere di Brackley “beccato” con dei file criptati che dovevano fare da “bagaglio” per una sua dipartita in un'altra squadra. L’inglese ha trattato con la Ferrari, ma alla fine non è arrivato alla Gestione Sportiva perché non ha mai concluso un accordo (la “valigetta” era forse poco interessante?). Ogni tecnico, al di là della fantozziana scelta che lo obbliga al gardening leave nel passaggio da un team all’altro, vale per quella che è la sua conoscenza in F.1. E magari c’è chi, per accrescere il proprio valore, cerca di rendersi appetibili.

CAVALLINO COINVOLTO DALLA STELLA NEL CASO HOYLE
Gli organici dei team sono pieni di ingegneri che hanno portato la loro “trovata” e poi hanno visto esaurire il loro compito nei ranghi. Non deve stupire, quindi, l’episodio di Hoyle, mentre è giusto che la Mercedes tuteli la sua riservatezza invocando la violazione del segreto industriale (anche se spesso si parla di segreti di… Pulcinella, visto che c’è una grande circolazione di informazioni tecniche del Circus, specie alla sera nei pub inglesi), anche se è parso fuori luogo tirare la giacchetta della Ferrari per coinvolgerla nella partita. Secondo le indiscrezioni Hoyle avrebbe dovuto approdare come consulente da un altro Costruttore di motori che è in crisi con la sua power unit, ma ora non se ne farà niente…

FIA E FOM VOGLIONO FAR SALTARE IL DIRITTO DI VETO DEL CAVALLINO
Ma l’attacco più pesante portato alla Ferrari è quello concentrico di FIA e FOM: il Consiglio Mondiale della FIA ha dato mandato a Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale, e a Bernie Ecclestone, rappresentante dei titolari dei diritti commerciali, l’incarico di cambiare le regole tecniche della Formula 1 se non verrà trovato un accordo fra i team entro il mese di gennaio. È chiaro il messaggio: si vuole neutralizzare il potere di veto che la Ferrari si è conquistata negli anni, specie dopo averlo fatto valere per evitare che le attuali power unit venissero offerte a un prezzo politico, facendo ricadere tutti i costi di ricerca sui grandi Costruttori.

BOCCIATO IL MOTORE STANDARD
Dopo la dura opposizione di Sergio Marchionne, sostenuta dalla Mercedes, era nata l’idea del motore standard (V6 biturbo da 2,2 litri senza ERS) da affiancare alle power unit. Il propulsore low cost sarebbe stato riservato ai team minori (costo 5/7 milioni di euro a fornitura), ma non sarebbe stato producibile dai motoristi ufficiali. Si sarebbe creata una disparità di costi per avere le stesse prestazioni: ovviamente sarebbe stato un mostro giuridico che la F1 Commission ha bocciato.

NON PIACE A HONDA L’ABOLIZIONE DELLA MGU-H
Quale potrà essere la via da percorrere per ridurre i costi senza che FIA e FOM procedano motu proprio, libere da qualsiasi vincolo? La domanda al momento non ha una risposta. Era stata proposta l’abolizione della MGU-H, vale a dire il motore elettrico che trasforma in energia elettrica il calore che andrebbe disperso del turbo. Questo è il tema tecnico intorno al quale Honda e Renault stanno facendo particolare fatica, ma è anche l’aspetto che può avere una importante ricaduta sulla grande produzione di serie. La Casa giapponese, infatti, si è subito opposta, bloccando una trattativa che vedeva Ferrari, Mercedes e Renault allineate a sostenere la “semplificazione” dei motori.

PEZZI STANDARD E CONGELAMENTO DI PARTI PER IL 2017?
L’atteggiamento intransigente della Honda, invece, ha rimesso la palla al centro. Qualcuno ventila la possibilità che si arrivi a dei pezzi standard uguali per tutti (così si allineerebbero più facilmente le prestazioni) senza tradire la filosofia dell’attuale power unit. E si riparla di MGU-H e MGU-K che potrebbero essere realizzati con materiali meno nobili e costosi e di congelamento di alcuni temi di sviluppo del motore che sono ormai maturi. Bisognerebbe, però, lasciare la piena autonomia in fatto di gestione dell’energia lasciando che le strategie di controllo dell’ERS possano essere impattanti sul risultato della gara.

SENZA UNA PROPOSTA CONDIVISA DECIDONO TODT E BERNIE
Toccherà alla Ferrari farsi capofila di qualche proposta condivisibile se proprio Maranello non vorrà farsi usurpare il diritto di veto che FIA e FOM sono pronte a toglierle andando in deroga a qualsiasi norma scritta. Ed è curiosa la saldatura di intenti fra Todt ed Ecclestone, dopo che i due se ne sono detti peste e corna per anni, avendo una visione del Circus che è diametralmente opposta. Il Cavallino rampante, quindi, è tornato a essere il baricentro della F.1, dopo anni in cui ha avuto un ruolo troppo marginale. Sarà interessante capire se la Mercedes procederà a braccetto con le scelte di Maranello o se ci sarà uno strappo clamoroso dopo le ultime avvisaglie che hanno portato a una… guerra fredda. Todt e Mister E punteranno al divide et impera, per cui ne vedremo ancora delle belle.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Analisi