F1 | Ecco i tre punti in cui McLaren ha costruito la pole Sprint di Miami battendo Mercedes
Il pacchetto di novità, la gestione della power unit della McLaren e una Sprint Qualifying pasticciata di Mercedes hanno portato il team di Woking a firmare la pole della Sprint Race. Ma in gara le cose possono cambiare.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Il confronto tra McLaren e Mercedes nelle qualifiche sprint disputate ieri sul circuito di Miami ha offerto un primo esempio delle nuove aree a disposizione di una squadra per fare la differenza. Nelle prime tappe della stagione il team campione del mondo ha pagato la poca conoscenza della power unit realizzata a Brixworth, un gap di know-how che ha giocato a favore della squadra ufficiale. In questo contesto si è diffusa l’idea che essere un team clienti possa rappresentare uno svantaggio quando il confronto diretto è con chi progetta il motore.
Ma nel lungo periodo sarà davvero così? Dopo la doccia fredda di Melbourne, in McLaren si sono rimboccati le maniche avviando un’intensa analisi mirata ad ottimizzare l’utilizzo della power unit, un lavoro complesso e in parte inedito per una squadra abituata a ricevere motori da un fornitore esterno. Sull’esito delle qualifiche di ieri ha inciso il corposo pacchetto di aggiornamenti portate a Miami dalla McLaren, novità che il team Mercedes introdurrà solo nella prossima tappa di Montreal. Ma ci sono altri due aspetti che hanno contribuito alla conquista della pole position sprint di Lando Norris.
Il primo, senza dubbio il più interessante, riguarda la scelta McLaren di utilizzare la power unit in modo differente rispetto a Mercedes. Dall’analisi dei dati emerge che Norris ha sfruttato molta più energia nel primo settore, accumulando un margine di oltre quattro decimi su Kimi Antonelli nel tratto da curva 2 a curva 4. Norris ha mantenuto gran parte di quel vantaggio fino a curva 11, punto in cui Antonelli ha eguagliato nei parziali la McLaren numero 1. Anche nel lungo rettilineo tra curva 16 e 17 Lando è stato più veloce di due decimi rispetto alla Mercedes, vantaggio poi annullato da Kimi in curva 17, prima di cedere nuovamente due decimi nel tratto che riporta sul traguardo.
Telemetria Antonelli-Norris GP Miami
Foto di: GP Tempo
L’analisi dei dati evidenzia una McLaren più efficiente nella gestione dell’energia sull’intero arco del giro, ma resta un punto interrogativo che probabilmente troverà risposta nelle qualifiche del Gran Premio in programma oggi. Dal confronto dei giri veloci delle due Mercedes, emerge come Antonelli abbia accusato due cali di potenza elettrica (legati alla batteria) nel tratto che porta a curva 11 e in prossimità della staccata della 17. Una perdita di potenza evidente se confrontata con il giro (seppure più lento) di George Russell: due decimi complessivi che avrebbero potuto permettere a Kimi di contendere la pole a Norris.
In vista delle qualifiche di oggi, Mercedes verificherà le cause del problema che ha inciso sul giro di Antonelli, ma con ogni probabilità analizzerà con attenzione anche la strategia di gestione dell’energia adottata da McLaren. “Dedicheremo del tempo alla gestione dell'energia e all'assetto generale della vettura”, ha dichiarato nella serata di ieri il responsabile degli ingegneri Andrew Shovlin, a conferma che non tutto in casa Mercedes è stato ottimizzato nel migliore dei modi.
Quanto visto ieri apre uno scenario interessante, nel quale una squadra clienti, con una buona conoscenza della power unit, può arrivare a sfruttare il pacchetto in modo più efficace persino rispetto alla squadra ufficiale. Un quadro opposto rispetto a quanto emerso nelle prime gare della stagione, quando la maggiore familiarità di chi progetta e realizza il motore faceva la differenza. Ma le dinamiche, a quanto pare, possono cambiare, ed anche in fretta.
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