F1 | Dopo il caos in Cina, cambia il modo di scontare le penalità
Sono state apportate diverse modifiche al regolamento sportivo della F1, soprattutto per chiarire alcuni episodi che si sono verificati durante l'ultimo GP di Cina, sia in caso di stop in pista di una vettura durante le qualifiche che nel modo di scontare le penalità in caso la vettura risulti ritirata o non classificata alla fine di una gara.
Dopo Spa, la Formula 1 si è presa un periodo di vacanza con la classica sosta estiva, mentre il mondiale riprenderà a Zandvoort verso fine agosto. Nel frattempo, però, la FIA ha ratificato le ultime novità a livello regolamentare, con alcune novità che riguardano sia la seconda parte di campionato che il futuro della categoria, soprattutto in ottica 2026.
Una nuova stesura che va a riflettere anche quanto deciso nell’ultima riunione della F1 Commission, la quale si è tenuta nella settimana del Gran Premio del Belgio. In quel caso, le squadre avevano deciso di non estendere la zona punti come ipotizzato inizialmente, mantenendola invariata fino al decimo posto, ma da quella riunione sono uscite altre novità inserite nel regolamento.
Oltre alla decisione già citata, vi sono tre grandi aree di cambiamento in vista del resto della stagione, che hanno sia l’obiettivo di chiarire alcuni punti che in passato hanno creato confusione, sia di mettere a disposizione di Pirelli delle vetture in grado di testare con maggior efficacia i suoi pneumatici futuri.
Lando Norris, McLaren MCL38, Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Oscar Piastri, McLaren MCL38, Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, il resto dello schieramento alla partenza
Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images
Cosa cambia in caso di stop in pista in qualifica
Tornando indietro di qualche mese, in aprile la Formula 1 si era fermata in Cina per la quinta tappa del campionato ma, in quel caso, non mancarono in polemiche per due differenti episodi. Il primo fu quello che coinvolse Carlos Sainz in qualifica, con lo spagnolo che rimase fermo per diversi secondi in pista a seguito di un incidente contro le barriere. La sessione fu fermata con l’esposizione della bandiera rossa e, dopo essere riuscito a muovere nuovamente la macchina, il Ferrarista riuscì a tornare ai box, potendo così proseguire la qualifica.
Una situazione che fece emergere dei dubbi tra le scuderie rivali, soprattutto perché al tempo vi era una regola che specificava come “a ogni pilota la cui macchina si ferma in pista durante la qualifica non sarà permesso di prendere ulteriormente parte alla sessione”. A sporgere protesta fu Aston Martin, basando i suoi capi di accusa proprio su questo articolo del regolamento. Tuttavia, il team britannico non riuscì a vincere l’appello, con i commissari che avevano rimarcato come a ogni pilota venisse comunque dato del tempo in caso di stop in pista.
Tuttavia, non era stato definito un tempo limite dato che i team non erano mai giunti a un accordo sul tema, lasciando così la decisione alla direzione gara. L’importante, nella visione della FIA, era che l’auto non ricevesse assistenza fisica per ripartire, per quanto questo dettaglio non fosse inserito in maniera ufficiale nel regolamento ma rappresentasse solo un accordo con le squadre.
Qualche mese dopo, quella stessa regola è stata rivista, inserendo proprio questo fattore. Se in passato ci si limitava a generalizzare la questione dello stop in pista, ora gli steward potranno fermare un pilota dal prendere nuovamente parte a una sessione solo nel caso in cui questo riceva assistenza fisica sulla vettura: “Qualsiasi pilota la cui vettura si fermi in un'area diversa dalla corsia dei box durante la sessione di qualifiche o la sessione di qualifiche sprint e riceva assistenza fisica non sarà autorizzato a partecipare ulteriormente a quella sessione".
Carlos Sainz, Ferrari SF-24
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Per fare un esempio applicato a quel caso specifico, Sainz non ricevette alcuna assistenza per rientrare in pista, in quanto avviò la propria vettura autonomamente: in quel caso, in base al regolamento rivisto, lo spagnolo avrebbe potuto proseguire le qualifiche senza finire sotto investigazione.
Cambia il modo in cui scontare le penalità
Il secondo episodio di quel weekend riguardò sempre Aston Martin, ma più nello specifico una penalità assegnata a uno dei suoi due piloti, ovvero Fernando Alonso. Lo spagnolo fu sanzionato per il contatto con il suo connazionale Sainz negli ultimi giri della sprint del Gran Premio di Cina, vedendosi assegnato una penalità di 10 secondi, per quanto questa non fece differenza essendosi ritirato dalla corsa.
In alcuni casi specifici, in particolare se i piloti sono ritirati e non classificati, il regolamento prevedeva che la penalità potesse essere trasformata in sanzione sulla griglia di partenza per la gara successiva, come avvenuto ad Esteban Ocon a Monaco per il suo contatto nel primo giro con Pierre Gasly. Tuttavia, nel regolamento vi erano anche altre clausole secondo cui una sanzione, nel caso fosse stata applicata negli ultimi tre giri di gara, sprint o tradizionale, oppure dopo la fine della sessione, sarebbe stata invece stata aggiunta al tempo totale di gara del suddetto pilota.
Nella fattispecie, però, Alonso si era ritirato dalla gara, per cui l’aggiunta dei cinque secondi fu di fatto ininfluente. I commissari si accorsero di questo aspetto e suggerirono alla FIA di rivedere il regolamento, in modo che potesse contemplare anche casi come questo.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR24
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
La questione è stata affrontata e modificata nella ultima bozza regolamentare, che ora recita: "Se una delle penalità viene inflitta a un pilota e questo non è in grado di scontare la penalità perché non classificato nella sessione di sprint o nella gara nel caso di a) [5 secondi di penalità] o b) [10 secondi di penalità] o perché si è ritirato dalla sessione di sprint o dalla gara nel caso di c) [drive through] o d) [10 secondi stop&go], i commissari sportivi possono imporre al pilota una penalità di posizione in griglia nella sua gara successiva."
È interessante notare, tuttavia, che qui si fa una distinzione tra le tipologie di penalità, ovvero quelle di 5 o 10 secondi, meno severe, e quelle che impongono un passaggio in pit lane o una sanzione stop & go da 10 secondi. L’esempio pratico è quello di Lando Norris, che in Austria fu penalizzato di 5 secondi per aver superato in troppe occasioni i limiti della pista: in quel caso i 5 secondi furono aggiunti al tempo totale di gara del britannico, di fatto diventando ininfluente. Anche con la revisione del regolamento, la sanzione di Norris sarebbe rimasta ininfluente perché, avendo completato il 90% della gara e risultando classificato, i 5 secondi sarebbero comunque stati applicati al tempo totale di gara. Solo nel caso Norris non avesse raggiunto il 90% della distanza di gara, risultando non classificato, allora la sanzione scelta dai commissari si sarebbe trasformata in una penalità sulla griglia di partenza per la gara successiva.
Vetture muletto in ottica 2026 e altre modifiche
La F1 è già proiettata anche verso il futuro, dato che a settembre inizieranno anche i lavori in ottica 2026, con Aston Martin che è stata sorteggiata per prima per provare le nuove gomme in un test nel periodo tra il Gran Premio di Azerbaijan e quello di Singapore. Le squadre possono utilizzare i telai costruiti secondo i regolamenti tecnici di una qualsiasi delle quattro stagioni precedenti (dal 2020 al 2023) come base per le vetture muletto, il che include anche le vetture prima dell’inizio dell’era a effetto suolo.
Altre piccole modifiche riguardano i piloti eleggibili per prendere parte proprio ai test Pirelli, che dovranno aver completato o almeno un Gran Premio o aver effettuato almeno 500 km di prove.
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