Iscriviti

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia

F1 | Domenicali vuole cambiare... musica con i motori 2030

Il numero 1 di Formula 1 Group alla viglia di Imola ha fatto il punto con i media italiani, tracciando uno scenario molto chiaro di quale sarà il futuro dei GP: sarà difficile tenere due gare in Italia, Monza dovrà adeguarsi ed è in ritardo. Red Bull potrà tenere Racing Bulls, mentre auspica il ritorno dei motori aspirati dal 2030.

Stefano Domenicali

Foto di: Erik Junius

Per chi è nato poco lontano dall’autodromo varcare i cancelli del circuito Enzo e Dino Ferrari nelle vesti di uomo di riferimento dell’intera Formula 1 non è un passaggio indifferente. “Ma il momento più emozionate l’ho vissuto nel 1995 – ricorda oggi Stefano Domenicali – quando sono arrivato in circuito per la prima volta vestito di rosso. In quell’istante mi sono ricordato quando ci entravo in pantaloni corti”.

Oggi Domenicali veste i panni di numero 1 di Formula 1 Group, ed il ruolo di amministratore delegato dell’azienda che detiene i diritti commerciali del Circus gli impone di prendere decisioni che dettano le linee guida.

Alla vigilia del Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia-Romagna ‘Stefàno’, come viene chiamato da inglesi e statunitensi, si è concesso per una chiacchierata a tutto campo, spaziando da argomenti nazionali, come il futuro dei due GP italiani, ai temi del momento della Formula 1, tra problematiche e scelte che modelleranno il futuro.

L’importanza di essere a Imola

Le Frecce Tricolri sorvolano la griglia di partenza a Imola nel 2021

Le Frecce Tricolri sorvolano la griglia di partenza a Imola nel 2021

Foto di: Jerry Andre

“Sarà un Gran Premio speciale che ci ricorda come il tempo scorre veloce, lo dico per due motivi. Sono trascorsi trent'anni dal tragico weekend nel quale ci lasciarono Ratzenberger e Senna, sotto certi aspetti sembra passata un’eternità, sotto altri sembra ieri".

"Il secondo motivo è il ricordo di quanto accaduto dodici mesi fa, la tragedia che ha colpito le zone di tutta l’Emilia-Romagna. Pensare di essere qui a distanza di un anno, dopo tutto quello che è successo, ci ricorda come il tempo offra la possibilità di andare avanti facendo tesoro di quanto avvenuto. Le due tragedie che ho citato hanno qualcosa in comune, la scomparsa di Ayrton e Roland è stata uno spartiacque per la Formula 1 moderna, da allora è cambiato drasticamente l’approccio nei confronti della sicurezza attiva e passiva".

"In merito all’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna lo scorso anno, abbiamo avuto prova di quanto la gente sia capace di andare avanti recuperando una vita normale nonostante il disastro territoriale e soprattutto la perdita di vite umane. Il Gran Premio di quest’anno ha un significato anche in questo senso, spero di vedere davvero tantissimi tifosi, sappiamo che la stragrande maggioranza di loro sarà in pista per tifare Ferrari, ma credo che ci sarà anche un'accoglienza diversa nei confronti di Lewis Hamilton”.

A giugno le regole 2026, poi al lavoro sul 2030

Power unit della Mercedes F1 W15

Power unit della Mercedes F1 W15

Foto di: Giorgio Piola

“Nelle ultime settimane c’è stato un allineamento tra le varie parti coinvolte, e la pubblicazione del regolamento 2026 dovrebbe avvenire il 1° giugno. Sarà poi la FIA a spiegare le novità, che sono molte, e sarà importante fare chiarezza al meglio perché ho letto una serie di considerazioni che non corrispondono a quello che sarà il nuovo regolamento".

"Il punto dolente, ma purtroppo al momento necessario, è relativo al peso delle monoposto. Confermando la soluzione power unit ‘ibrida’ anche per il 2026 è inevitabile un incremento di peso non indifferente. Se confrontiamo una proiezione della monoposto 2026 con una macchina di 10 anni fa, ci rendiamo conto che il peso è diventato un tema significativo".

"Tutti i piloti vorrebbero avere macchine più leggere e, personalmente, mi piacerebbe anche un suono un po’ più importante. Ma su quest’ultimo fronte stiamo lavorando per cercare di incrementare il numero di decibel, dalle ricerche che stiamo portando avanti emerge che tutti i mercati, e tutte le fasce d’età, vogliono sentire un suono più importante così come l'energia che solo una vibrazione di un certo tipo è in grado di trasmette quando si è vicini alla pista".

"Appena il regolamento 2026 sarà definito, inizieremo a pensare a quello che sarà il passaggio successivo, ovvero il motore 2030. È una mia considerazione personale, non condivisa ancora con le squadre, anche se ne abbiamo parlato con la FIA: se le benzine sostenibili faranno il loro dovere, bisognerà valutare attentamente se proseguire con l'ibridizzazione o se saranno disponibili soluzioni migliori”.

Racing Bull resterà Red Bull e prudenza per le parti comuni

Yuki Tsunoda, Racing Bulls VCARB01

Yuki Tsunoda, Racing Bulls VCARB01

Foto di: Erik Junius

“Il tema della doppia proprietà del gruppo Red Bull è emerso già da qualche mese, ma voglio subito sottolineare che non dobbiamo dimenticare i benefit garantiti dalla Red Bull alla Formula 1 grazie all’acquisto e alla gestione di una seconda squadra. Per quanto riguarda scelte fatte in passato (la Racing Bull rientra in questo caso) non ci sono dei dubbi, la Red Bull resterà proprietaria di due squadre, poi saranno loro eventualmente a decidere, o meno, se mantenere la proprietà di entrambi i team".

"Sul fronte delle scelte che saranno fatte in futuro è un’altra storia, in questo caso non è detto che non vengano messi dei paletti. Sappiamo che più si cresce e più il valore della franchigia di ogni squadra aumenta, così come siamo coscienti che una concentrazione di proprietà di squadre, e di conseguenza di voti nella F1 Commission, può essere oggetto di discussioni e vincoli".

"C’è sul tavolo anche il tema delle parti comuni, ovvero le componenti tecniche che oggi le squadre possono vendere e acquistare. Credo che sia un aspetto da affrontare con prudenza perché l'equilibrio trovato oggi non è male, parliamo di componenti che alcune squadre acquistando da altre ormai da molti anni. Non ci sono segnali, in questo senso, che fanno pensare a degli stravolgimenti dei regolamenti attuali”.

Il caso Horner non ha creato problemi alla Formula 1

Stefano Domenicali con  Christian Horner, Team Principal Red Bull Racing

Stefano Domenicali con Christian Horner, Team Principal Red Bull Racing

Foto di: Mark Sutton

“La nostra posizione, come Formula 1, è di lasciare alle aziende (in questo caso le squadre) seguire le disposizioni normative ed i loro codici di condotta interni, di cui ovviamente si assumono la responsabilità. Questa vicenda ha registrato dei picchi di emotività, ma la Formula 1 nel suo insieme non ha subito un’onda negativa conseguente all’accaduto".

"Da parte mia ovviamente mi auguro che tutto sia portato avanti in modo corretto, in tutti i sensi, abbiamo chiesto che vengano fatte le cose nel modo corretto, ma non possiamo entrare in una vicenda che non conosciamo, oltre al fatto che si entrerebbe in un’area che non ci compete. Ciò che potrebbe accadere in futuro francamente non lo so, posso però dire che seguiremo con attenzione ogni eventuale sviluppo qualora dovesse esserci”.

Il dominio Verstappen non uccide l’interesse

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Erik Junius

“Quando una squadra così forte subisce dei cambiamenti al suo interno, e lo dico senza nessun tipo di valutazione soggettiva, credo sia normale che possano esserci dei mutamenti negli equilibri. È nella natura delle cose, non credo di dire nulla di strano nell’evidenziare che il dominio potrebbe non continuare nella forma che abbiamo visto fino ad oggi".

"La stagione in corso è partita con Red Bull e Verstappen davanti a tutti, ma ci tengo a sottolineare un aspetto. Spesso siamo noi addetti ai lavori a manifestare insofferenza, a dire che il campionato sta perdendo d’interesse, perché se guardiamo i numeri emerge uno scenario molto diverso. Registriamo il tutto esaurito in quasi tutte le tappe in calendario, non ci sono mai stati così tanti sponsor e così tanti spettatori, e trovo francamente incompleto evidenziare dei dati discontinui relativi allo share televisivo. Dico questo perché oggi è cambiato il modo di seguire un evento sportivo, non solo un Gran Premio di Formula 1, il pubblico globale ha a disposizione differenti piattaforme”.

Formula 1 e MotoGP due strutture separate

Francesco Bagnaia, Ducati Team MotoGP

Francesco Bagnaia, Ducati Team MotoGP

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

“Liberty ha acquistato la MotoGP, ma come abbiamo già detto in diverse occasioni, fino a quando non sarà completato il procedimento definito dall'antitrust non possiamo commentare. L’unica cosa che posso dire è che le due organizzazioni (F1 e MotoGP) rimarranno separate, poi nel momento in cui i procedimenti saranno completati vedremo come approcciare il tutto".

"L’aspetto che personalmente trovo molto positivo è vedere un gruppo come Liberty, che ha una grande visione, abbia inizialmente puntato sulla piattaforma Formula 1 per poi espandersi sulla MotoGP, dimostrando di credere nel potenziale del motorsport”.

Il calendario? I circuiti che non si adeguano rischiano

La pista iconica di Spa Francorchamps

La pista iconica di Spa Francorchamps

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

“Stiamo registrando un grande interesse da parte di tantissimi paesi per la Formula 1 e questa rappresenta ovviamente un’opportunità di sviluppo. Allo stesso tempo, però, ci pone davanti all'obbligo di dover fare delle scelte in ottica calendario. Registriamo un interesse crescente in Estremo Oriente e negli Stati Uniti, ma anche un risveglio dell’Europa, molto probabilmente grazie a Madrid, che ha dato uno scossone proprio quando tutti pensavano che nel vecchio continente nessuno era più interessato a fare un qualcosa di nuovo".

"Vedrete anche i lavori fatti sul circuito Hungaroring, a conferma che il movimento della Formula 1 sta contribuendo ad innalzare l'asticella delle strutture che nel corso degli anni si erano un po' sedute. Lo dico in modo molto costruttivo: laddove non ci dovesse essere la volontà di investire, lavorare e fare dei progetti insieme, anche a lungo termine, ci sarà il rischio di perdere la Formula 1".

"Entro la fine di quest’anno avremo delle scelte importanti da fare perché ci avvicineremo ad alcune scadenze (dei contratti con i promotor di diversi Gran Premi), ma in termini di stato di salute siamo in un momento molto positivo. Oggi la Formula 1 è sicuramente la piattaforma sportiva più importante a livello globale, i mondiali di calcio e le Olimpiadi sono eventi straordinari ma si disputano ogni quattro anni, mentre noi ci siamo sempre”.

Due GP in Italia? Non impossibile, ma abbastanza difficile

Monza sta cambiando faccia per adeguarsi agli standard della F1

Monza sta cambiando faccia per adeguarsi agli standard della F1

Foto di: Erik Junius

“L'Italia e una parte centrale del nostro calendario, non si discute, ma è chiaro che in un futuro non molto lontano bisognerà affrontare la gestione delle risorse da investire nel nostro paese, e sarà il passaggio più importante. Il livello delle infrastrutture dovrà essere sicuramente migliorato, quando saremo a Monza faremo un punto insieme alle autorità competenti per decidere insieme come sarà il futuro a partire dal 2026".

"Dovremo valutare la volontà di investire, legata al rinnovo di Monza ed eventualmente anche di Imola, così come le risorse. Non si tratta solo dell’aspetto finanziario, ma anche delle attività che vengono svolte di contorno, diventate oggi molto importanti. I lavori di ristrutturazione di Monza sono in ritardo, ovviamente speriamo che si concludano in tempo ma ricordo che si tratta solo della prima tranche".

"Ci deve essere la volontà di continuare a lavorare in questa direzione, dobbiamo fare in modo che il patrimonio di tifo e passione unico che vanta l’Italia abbia un futuro, ma a livello di infrastrutture c'è bisogno di fare un cambio di passo, non solo legato alla sicurezza ma anche alla fruibilità dei tifosi che si recano in pista”.

In futuro massimo 25 GP, no ai punti per tutti

Alex Albon, Williams FW46

Alex Albon, Williams FW46

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

“Oggi il limite massimo di gare che può comporre un calendario è 25, e da parte mia c’è la volontà di mantenerlo. Andare oltre vorrebbe dire mettere a rischio il momento positivo che stiamo vivendo, contraddistinto da un'alta valorizzazione degli eventi grazie ai paesi che vorrebbero entrare a far parte del calendario".

"In merito al punteggio nelle classifiche mondiali c’è stata una richiesta da parte di alcune squadre di aumentare l’accesso ai punti oltre la decima posizione. Stiamo facendo delle simulazioni, ma come è sempre accaduto in passato quando è stato modificato il sistema di assegnamento dei punti, bisogna prestare molta attenzione alle controindicazioni. Nell’immediatezza sono tutti contenti, poi nel tempo emergono le criticità. Ma posso dire che non avremo un sistema che assegna punti a tutti i piloti al via”.

Il format Sprint funziona: lo vedremo in tutti i GP?

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Erik Junius

“I numeri ci dicono che i weekend sprint piacciono. Sappiamo che c’è anche una parte di pubblico più tradizionalista che segue la Formula 1 da molto tempo, e non ama particolarmente questo format, ma in termini di attrattività non ci sono dubbi che la strada sprint sia quella giusta. Credo che la modifica al formato introdotta quest’anno sia andata incontro alle richieste dei ‘tradizionalisti’ mantenendo le qualifiche nel pomeriggio di sabato e aprendo il parco chiuso dopo la gara sprint".

"Da parte mia attendo la fine di questa stagione per valutare i riscontri, ma non credo che torneremo indietro. La MotoGP ha scelto un passaggio radicale, introducendo la gara sprint in tutti i weekend, mentre noi vogliamo arrivarci con gradualità, ma sono convinto che oggi un venerdì senza alcuna classifica ufficiale perde un po' di attrattiva rispetto ai venerdì sprint, dove è in programma una qualifica".

"Ripeto, il nostro approccio è stato prudente per cercare di capire se la direzione era quella giusta, abbiamo corretto delle criticità che sono emerse gli anni scorsi, e alla fine di questa stagione credo che ci sarà la necessità di valutare se imboccare questa direzione con maggior decisione. Valuteremo anche l’impatto che può avere una scelta del genere nell’ottica del budget cap, una problematica che la MotoGp non ha”.

No al broadcaster unico. La Tv in chiaro è complicata

Una Telecamera della TV

Una Telecamera della TV

Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

“Personalmente sono contrario ad avere un unico broadcaster per il semplice motivo che non puoi affidarti a un solo partner per gestire la comunicazione a livello globale. Aggiungo che noi, a livello ufficiale, non abbiamo mai parlato di questa possibilità".

"In merito alla Tv in chiaro, al momento ci sono alcuni paesi nei quali abbiamo accordi per trasmettere determinati Gran Premi. Personalmente credo che da un punto di vista puramente commerciale oggi sia una soluzione abbastanza difficile, le reti PayTv sono più adatte ad un evento sportivo. Un altro motivo da tenere presente è la forte tenenza ad andare verso le trasmissioni OTT (via-internet) un mercato che oggi sta crescendo in modo abbastanza evidente".

"Alla fine, però, dipende sempre dai vari paesi, in certe nazioni dal grande potenziale, come ad esempio l’India, abbiamo deciso come F1TV di trasmettere ad un costo molto basso per farci conoscere nel mercato, ma in nazioni di grande tradizione e con un pubblico consolidato, la situazione è molto diversa”.

Leggi anche:

Be part of Motorsport community

Join the conversation
Articolo precedente F1 | GP Imola: ecco le tante attività per i tifosi nella fanzone
Prossimo Articolo F1 | Vasseur: "Ferrari più al limite, senza paura di sbagliare"

Top Comments

Non ci sono ancora commenti. Perché non ne scrivi uno?

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia