F1 | Domenicali: "Colloqui con Verstappen costruttivi. È desideroso di dare suggerimenti"
Stefano Domenicali spera che Max Verstappen rimanga in Formula 1 dopo quelli che ha definito colloqui “costruttivi”. Il CEO della F1 ha sottolineato che un approccio conflittuale non porta beneficio a nessuno, perché lo sport va oltre i singoli individui e deve lavorare sul bene comune: per questo c'è stata una riunione con tutti i piloti.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Stefano Domenicali, CEO of the Formula One Group
Foto di: Marcel van Dorst / EYE4images / NurPhoto via Getty Images
L’introduzione del nuovo regolamento 2026 ha acceso opinioni molto diverse, spesso anche in netto contrasto. C’è chi lo apprezza, soprattutto per l’aumento dei sorpassi legato alla gestione energetica che rende le gare più dinamiche, e chi invece lo considera troppo artificiale e distante dallo spirito della Formula 1. Una polarizzazione che non riguarda soltanto i tifosi, ma che ha coinvolto anche diversi piloti.
Secondo la Formula 1, la maggior parte degli indicatori, dall’affluenza ai circuiti agli ascolti televisivi dei primi tre Gran Premi, è estremamente positiva, con un aumento medio del 25% del pubblico davanti alla TV per seguire l’azione in pista. Tuttavia, gli appassionati più puristi e diversi piloti hanno espresso critiche più marcate, soprattutto riguardo al super‑clipping e alla necessità di ricorrere a tanto lift‑and‑coast.
Il più esplicito nei suoi commenti è stato senza dubbio Max Verstappen, che spesso tende a raccontare il proprio punto di vista senza filtri. Già diversi anni fa, dopo i primi test al simulatore, il pilota olandese aveva manifestato delle perplessità sul nuovo regolamento, alcune delle quali hanno poi trovato conferma.
Griglia di partenza della Sprint
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Sin dalle prove pre-campionato in Bahrain, Verstappen non ha nascosto il proprio disappunto per delle vetture che, a suo dire, non lo divertono più come un tempo, al punto da lasciare intendere che, in queste condizioni, l'ipotesi di un ritiro non sia del tutto fuori dal tavolo. Uno scenario che certo non gioverebbe alla F1 ed è esattamente ciò che vuole evitare, lavorando costruttivamente per migliorare lo sport.
La ripartizione al 50% tra parte termica ed elettrica ha prodotto una F1 che, al momento, è fortemente condizionata dalla gestione energetica. Alcuni elementi artificiali sono sempre esistiti, anche in epoche precedenti, ma Verstappen non ha gradito quanto certi aspetti, soprattutto in qualifica, si siano estremizzati, al punto da dover sottostare in modo rigido alle logiche di funzionamento della power unit. Proprio per questo la revisione del format di qualifica è una delle priorità su cui FIA e team stanno lavorando.
Non sorprende, dunque, che da purista il quattro volte campione del mondo abbia espresso senza filtri la propria opinione. A volte usare parole forti aiuta a far passare il messaggio, magari anche a indicare una direzione. Ma, dall’altra parte, serve ragionare in un’ottica più ampia, allargando lo sguardo per capire i motivi dietro questo regolamento.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Esteban Ocon, Haas F1 Team
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Ed è proprio da qui che Stefano Domenicali ha voluto partire nella costruzione di un dialogo costruttivo con Max, per ragionare sui miglioramenti di cui la Formula 1 ha bisogno sia nel breve sia nel lungo periodo, senza però perdere di vista il punto di partenza. Questo regolamento è nato cinque anni fa, in un momento di transizione in cui i costruttori ritenevano che la strada verso una progressiva elettrificazione fosse quella giusta per rendere le power unit del futuro più rilevanti e appetibili.
“Ho grande rispetto per Max. Parlo molto con lui e naturalmente ha opinioni piuttosto forti su questi temi, cosa che, come ho detto, se incanalata nel modo giusto è sempre positiva. E, come ho detto all’inizio, dobbiamo ricordare il motivo per cui siamo arrivati a questo regolamento. Altrimenti perdiamo il punto di partenza”, ha spiegato il CEO della Formula 1 in un’intervista esclusiva a Motorsport.com.
Domenicali non ha nascosto che alcuni aspetti del regolamento vadano rivisti e ha ribadito il proprio sostegno a eventuali modifiche che rendano le qualifiche più avvincenti, trovandosi quindi in sintonia con Verstappen su alcuni punti. Dal suo punto di vista, però, le critiche, per quanto possano essere fondate, dovrebbero essere espresse in modo costruttivo, così da favorire un percorso verso la soluzione.
“Penso che alcuni punti siano validi ed è per questo che siamo qui per sistemarli insieme. Ma, come ho detto, ho grande rispetto per lui. Credo che naturalmente capirà che esiste un quadro più ampio: posso apprezzare certe cose o meno, o apprezzarle in misura diversa, ma in un certo senso tutti devono comprendere, come ho detto, che ci sono determinate ragioni dietro a tutto questo”.
Da qui nascono due domande: la prima riguarda ciò che si può ancora fare all’interno dell’attuale ciclo tecnico, oltre ai possibili interventi sulla gestione dell’energia previsti in vista del Gran Premio di Miami. La seconda riguarda invece in che modo Verstappen, così come tutti gli altri piloti, possano contribuire a questo lavoro dietro le quinte.
“È positivo che [Max] stia spingendo per ottenere qualcosa, e abbiamo detto che, se c’è la volontà di portare avanti un tema, possiamo farlo nel modo giusto, nella sede giusta, perché questa è la natura del nostro sport. Non sarò mai conflittuale, non è il mio stile e, alla fine, non porta valore a nessuno. Lo sport è più grande di ciascuno di noi, di chiunque. E questo è qualcosa che tutti devono ricordare. Tutti significa tutti, nessuno escluso.”
Parole che, è bene sottolinearlo, vanno lette in un senso più ampio e non riferite al solo Verstappen, ed è proprio questo il punto. I piloti sono infatti coloro che vivono dall’interno certi aspetti e hanno un punto di vista diverso, maturato in prima persona su ciò che guidano ogni weekend. E, com’è naturale, ogni pilota vorrebbe una macchina potente, leggera, con tanto grip e che gli permetta di spingere davvero al limite.
Riunione annuale della FIA per la revisione degli standard di guida con i piloti
Foto di: FIA
Considerazioni e punti di vista che Domenicali comprende a fondo, ma è inevitabile che la F1 debba guardare al quadro complessivo e agli interessi dello sport, trovando anche un punto d'incontro con i costruttori. Per questo, secondo il CEO della F1, un approccio conflittuale non porta alcun valore nella discussione su come migliorare il regolamento. Anche perché la governance di questo sport, chiamata a decidere eventuali modifiche, non è nelle mani di una sola persona ma di più entità, costruendo un dialogo comune.
“Accolgo tutti i commenti. Ma ricordo che la governance della Formula 1 non è uno show guidato da una sola persona. È un sistema che deve votare insieme, deve discutere insieme. Ed è lì che siamo. Ecco perché voglio davvero dire ufficialmente: per favore, non cercate di adottare alcun tipo di approccio negativo e conflittuale, perché non aiuta lo sport. Non porta alcun valore per me”.
"Penso che con Max abbiamo parlato moltissime volte. Capisco i suoi commenti. Anche oggi [lunedì] c’è stata una riunione in cui era molto desideroso di dare suggerimenti. Come sempre nella vita, se sei costruttivo, non è una voce negativa contro di te. Quindi saremo insieme. Lui è il miglior pilota. È un campione del mondo. Un pluricampione del mondo. E, naturalmente, la sua voce deve essere ascoltata. Ma, naturalmente, lui sa che la sua voce ha anche un peso. E deve rispettare quel peso. Alcune persone possono interpretarlo nel modo sbagliato. E questo è qualcosa che non dovremmo permettere”.
“Io personalmente spero davvero che Max possa restare. E perché sono sicuro che l’adrenalina che si trova in F1 è unica. Spero davvero che rimanga. Ed è per questo che bisogna cercare di essere costruttivi, anche se a volte, in certe situazioni, si può essere trascinati in dimensioni emotive che non sono ciò di cui il nostro sport ha bisogno”.
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