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Analisi

F1 | Declino Aston: manca carico, è il team cresciuto di meno dal 2024

Dopo l'exploit del 2023, Aston Martin sta vivendo un calo evidente: solo 10 punti nelle prime cinque gare 2025 e, soprattutto, è il team cresciuto di meno a livello di performance dal 2024. Alla base ci sono i problemi nell'estrarre il carico, già visti in passato. Ma il 2025 può essere ancora un anno significativo su altri temi. Scopriamo perché.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Nel 2023, dopo cinque gare, Aston Martin contava ben quattro podi e 102 punti in classifica, ponendosi generalmente come seconda forza in griglia alle spalle della Red Bull. Tuttavia, solamente dodici mesi dopo, sempre dopo cinque gare, quel bottino si è più che dimezzato, perché la squadra britannica non è andata oltre i 40 punti, che a loro volta si sono ridotti ulteriormente quest’anno, fermandosi a quota 10.

Un segnale che mostra una chiara involuzione da parte del team di Silverstone, che fino a questo punto della stagione ha raccolto solo un decimo dei punti conquistati due anni fa. Sebbene sia vero che Aston Martin sia già proiettata verso il 2026, quando inizierà un nuovo ciclo tecnico che darà l’opportunità di ripartire da un foglio bianco, il 2025 non può essere un anno “vuoto”, anzi.

Aston è una squadra ancora in fase di costruzione, dato che negli ultimi anni sono arrivati molti nuovi ingegneri, ai quali si uniranno altre figure chiave nei prossimi mesi; è dunque logico che occorra un periodo di assestamento e adattamento per far muovere gli ingranaggi del gruppo all’unisono, qualcosa che non si ottiene in poche settimane. Ma il 2025 sarà anche un banco di prova per il futuro.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Colin McMaster

Il dato più allarmante risiede nel fatto che, dopo cinque weekend di gara, Aston Martin è la squadra che si è migliorata di meno rispetto alla passata stagione, con una media di soli due decimi e mezzo guadagnati rispetto al 2024, quasi un terzo rispetto alla scuderia in nona posizione, la Red Bull, che ha migliorato di sei decimi.

Numeri da non prendere come riferimento assoluto, poiché il rifacimento dell’asfalto sia in Cina che in Giappone ha permesso di abbassare notevolmente i tempi. Tuttavia, effettuando una media per ogni team emerge forse un quadro ancora più chiaro: Aston è stata la squadra che si è migliorata di meno in quattro dei cinque appuntamenti disputati finora, eccezion fatta per l’Australia, dove però la Haas si era dovuta confrontare con l’inatteso problema del bouncing, venendo colta di sorpresa.

Uno scenario che trova ulteriori conferme nel momento in cui ci si concentra su gare specifiche, come in Arabia Saudita, dove la AMR25 è stata l’unica monoposto a non riuscire a battere il crono dello scorso anno. Senza dubbio, l’aumento delle temperature ha avuto un suo peso, ma è anche vero che Pirelli, per quel weekend, aveva portato mescole più morbide, capaci di offrire maggiore grip nell’arco del giro.

#

Squadra Australia Cina Giappone Bahrain Jeddah Media
1 Alpine –1.637 –3.231 –1.989 –0.577 –1.450 –1.777
2 Williams –1.393 –3.738 –2.099 +0.459 –0.956 –1.545
3 McLaren –1.219 –3.524 –1.494 +0.227 –0.785 –1.359
4 Mercedes –1.178 –3.710 –1.448 +0.524 –0.909 –1.344
5 Racing Bulls –1.118 –3.855 –1.844 +1.142 –0.356 –1.206
6 Ferrari –0.430 –3.362 –1.383 +1.010 –0.121 –0.857
7  Sauber –0.824 –3.033 –1.023 +1.311 –0.397 –0.793
8 Haas –0.280 –2.979 –1.783 +1.743 –0.484 –0.757
9 Red Bull Racing –0.434 –2.843 –1.214 +1.244 –0.178 –0.685
10 Aston Martin  –0.422 –2.460 –0.789 +2.092 +0.457 –0.224
È chiaro, tuttavia, che nel momento in cui si è l’unica squadra a non aver migliorato il crono del 2024, e se a ciò si aggiunge un peggioramento che sfiora quasi il mezzo secondo, il quadro diventa preoccupante anche in ottica futura, poiché emergeranno probabilmente altre tappe con le stesse criticità.

Cosa si cela dietro le difficoltà

Per capire le radici di queste difficoltà, però, bisogna fare un passo indietro. La AMR23 si era dimostrata una monoposto che sfruttava sempre assetti carichi, trovando il suo punto di forza nelle prestazioni nei tratti lenti, pagando però su rettilinei e curve veloci.

Per questo, con la AMR24, la monoposto per la stagione 2024, gli ingegneri avevano tentato di correggere proprio quelle aree in cui la vettura aveva mostrato più difficoltà l’anno precedente, migliorando sia le performance sui rettilinei, specie a DRS aperto, sia nelle curve veloci. Tuttavia, il compromesso non ha pagato, complice anche lo sviluppo travagliato, che ha fatto scivolare Aston sempre più indietro.

Con la AMR25 si è scelto di compiere un passo indietro, tornando alle basi nella speranza di ritrovare le performance perdute nei tratti lenti, anche grazie a un’ala anteriore rinnovata nel suo disegno, pensata per correggere il sottosterzo. Paradossalmente, però, la AMR25 non sembra aver cambiato del tutto filosofia, nonostante la nuova direzione scelta dagli ingegneri in inverno.

"Direi che nei primi quattro Gran Premi le curve a bassa velocità sono state probabilmente la parte più difficile. Ma ci sono anche alcuni problemi di bouncing e altre cose che dobbiamo affrontare di tanto in tanto. Stiamo lavorando sodo per migliorare questi aspetti. Qui c'è tanto grip, molte curve ad alta velocità", aveva commentato Fernando Alonso alla vigilia del GP di Jeddah.

Confronto telemetrico tra il giro del 2024 e quello del 2025 di Alonso nelle qualifiche di Jeddah

Confronto telemetrico tra il giro del 2024 e quello del 2025 di Alonso nelle qualifiche di Jeddah

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Realisticamente, il problema di fondo è che rispetto al 2024 non vi è stato l’incremento di carico sperato, mentre gli avversari hanno trovato miglioramenti ben più marcati. Un aspetto “ereditato” dalla monoposto dello scorso anno, il cui sviluppo fu molto travagliato.

Nel tentativo di aumentare il carico aerodinamico, gli ingegneri resero la AMR24 una vettura fin troppo sensibile, a tratti difficile da guidare, tanto da spingere il team, per esempio, a tornare sui propri passi, accantonando alcune novità per ripiegare su soluzioni più vecchie ma, nel complesso, più efficaci in termini di rapporto carico-guidabilità.

Non è un caso che Aston arrivò a concludere la stagione alternando due fondi diversi, uno per i tracciati più lenti e uno per quelli più veloci. Tra gli obiettivi per il 2025 vi era proprio quello di rendere la vettura più guidabile, tema su cui effettivamente si sono registrati dei progressi, ma nel frattempo non si è verificato l’incremento di carico necessario per sostenere il ritmo di sviluppo degli avversari.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Ciò potrebbe denotare la necessità, da parte di Aston Martin, di mantenere una configurazione più carica al retrotreno, sia per migliorare il bilanciamento, sia per compensare una possibile carenza di carico. Non a caso, Aston si è confermata una delle vetture con l’ala posteriore più carica a Jeddah, mantenendo una soluzione molto simile a quella dell’anno scorso, mentre quest’anno quasi tutti i team hanno optato per ali più scariche.

Proprio a seguito delle performance viste nelle prime cinque gare, Aston Martin ha tenuto una riunione con tutti i vertici del team per decidere quale piano di sviluppo seguire per la prossima stagione e provare a salvare un campionato che, al momento, ha riservato ben poche soddisfazioni.

"Possiamo ottenere di più dalla macchina? Pensiamo di sì. Crediamo che ci siano aree in cui, osservando le ultime gare, possiamo ancora migliorare. È abbastanza per vincere delle gare? No. Ma è qualcosa su cui possiamo ancora lavorare? Sì, lo è”, ha spiegato Andy Cowell, Team Principal di Aston Martin, al termine del Gran Premio dell’Arabia Saudita, concluso fuori dalla zona punti.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Peter Fox - Getty Images

Newey non lavorerà sulla AMR25, ma può avere un impatto?

"Stiamo imparando a conoscere quest’auto e a utilizzare tutte le nuove attrezzature che abbiamo in fabbrica, per spingere ancora di più". Non è un caso che Cowell abbia menzionato proprio le strutture come uno degli elementi chiave per compiere un passo avanti. Quest’anno, Aston Martin ha inaugurato la nuova galleria del vento, entrata in funzione dal GP d’Australia dopo un lungo periodo di collaudo.

Sebbene Adrian Newey, arrivato solo il mese scorso, non parteciperà attivamente allo sviluppo della vettura 2025, Cowell ha sottolineato come il suo apporto sarà fondamentale per migliorare la precisione di tutti gli strumenti su cui Aston ha investito nelle ultime stagioni per creare una squadra da titolo mondiale nei prossimi anni.

"È importante che Adrian comprenda gli strumenti che abbiamo, la loro accuratezza, la precisione con cui prevedono ciò che accadrà in pista. Con i metodi, gli strumenti e l'approccio utilizzati per analizzare i dati, interpretarli e stabilire le priorità su cosa sia meglio perseguire per creare una macchina più veloce”, ha aggiunto Cowell. Il problema è che il tempo stringe, e molto probabilmente il frutto di questo lavoro si vedrà più nel 2026 che nel corso di quest’anno.

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