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F1 | Debacle Red Bull: la RB18 colpita dal fattore K

La squadra anglo-austriaca ha patito il ritiro di Verstappen e Perez nel finale del GP del Bahrain: il doppio stop è stato causato dalle scelte estreme che hanno portato a puntare una RB18 molto scarica aerodinamicamente.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB18

La Ferrari ha giocato una partita “tattica” contro la Red Bull nel GP del Bahrain. La Scuderia ha fatto affidamento su due elementi per costruire una storica doppietta, mentre la squadra di Milton Keynes ha collezionato due ritiri brucianti: il motore 066/7 decisamente più potente rispetto alla power unit dello scorso anno e un assetto aerodinamico decisamente più carico.

La squadra del Cavallino si è permessa il lusso di pagare un po’ più di drag in rettilineo con l’ala posteriore più carica, esattamente come faceva l’anno scorso la Mercedes, mentre la Red Bull puntava alla massima efficienza aerodinamica. E per compensare un peso minimo che è sopra la soglia, nonostante i 3 kg in più concessi dalla FIA, la RB18 ha preso anche l’azzardo di partire con meno benzina dei 110 kg concessi a serbatoi pieni.

Red Bull RB18: ecco le branchie chiuse per qualifica e gara

Red Bull RB18: ecco le branchie chiuse per qualifica e gara

Photo by: Giorgio Piola

Le basse temperature di Sakhir (24 gradi tanto in qualifica che in gara) in parte devono aver tratto in inganno lo staff tecnico diretto da Pierre Wache, tanto che sulla RB18 sono state chiuse quasi tutte le branchie di raffreddamento che dai lati dell’abitacolo si estendono fino al cofano motore.

La ricerca della velocità massima alla speed trap (Verstappen in scia ha toccato i 327,9 km/h contro i 313,8 di Carlos Sainz, miglior ferrarista) è l’esempio di come stessero cercando la massima efficienza per finire il GP senza il timore di rimanere a… secco.

Ecco l'ala posteriore scarica della Red Bull EB18

Ecco l'ala posteriore scarica della Red Bull EB18

Photo by: Uncredited

Ferrari F1-75: ecco l'ala posteriore decisamente più carica rispetto alla Red Bull

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Photo by: Giorgio Piola

E nonostante tutto, il passo del campione del mondo è stato di circa 0”2 al giro più lento rispetto alla Ferrari F1-75 di Charles Leclerc, segno che la rossa ha potuto salvaguardare di più e meglio le gomme da 18 pollici grazie alla maggiore spinta verticale dovuta alle ali, mentre la Red Bull si è spinta oltre i suoi limiti.

L’aver “chiuso” la RB18 è stato un errore madornale: Max Verstappen per prima cosa ha sofferto di un surriscaldamento dei freni anteriori e poi ha dovuto fare i conti con temperature anomale che hanno bloccato la power unit causando lo stop sia di Verstappen sia di Perez.

Dettaglio dei freni della Red Bull RB18 che in gara si sono surriscaldati

Dettaglio dei freni della Red Bull RB18 che in gara si sono surriscaldati

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Ma cosa è accaduto effettivamente? Inizialmente i tecnici Red Bull hanno parlato di pompa della benzina per entrambe le vetture, ma tanto Marelli (che fornisce a tutti le pompe nel serbatoio) che Bosch (che mette a disposizione la pompa in pressione), hanno fatto sapere di non aver avuto inconvenienti agli impianti di alimentazione. Il sospetto vapour-look non sarebbe la vera causa dei ritiri delle RB18 se non per il rischio di restare a… secco.

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Forse la causa va cercata nel motivo che ha bloccato Pierre Gasly con l’AlphaTauri a 13 giri dalla fine. La AT03 è andata a fuoco nel retrotreno per il Ko della MGU-K, vale a dire il motore elettrico che viene raffreddato ad olio. Paradossalmente l’ingresso della Safety Car resosi necessario per spegnere in sicurezza la monoposto di Faenza, può aver provocato il surriscaldamento della power unit Honda non adeguatamente raffreddata a causa degli sfoghi dell’aria calda parzializzati, insieme ai tre pit stop che hanno lasciato in apnea il motore molto più a lungo del previsto.

Max Verstappen durante uno dei tre pit stop della Red Bull

Max Verstappen durante uno dei tre pit stop della Red Bull

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

È molto probabile che si sia registrato sulle due Red Bull un analogo problema alla MGU-K, altro che pompe di benzina. Prima del ritiro si era visto che Max aveva problemi di ricarica dell’elettrico, mentre a Perez l’unità si è inchiodata all’improvviso al fondo del rettilineo principale.

Sarà interessante scoprire a Jeddah se saranno tre le MGU-K a dover essere sostituite: quasi sicuramente ne hanno risentito le PU di Gasly e Perez, mentre bisognerà vedere se Verstappen se la sarà cavata con meno danni. Certo che i tecnici Honda saranno contenti per l'uso che è stato fatto del loro motore, la prima volta che Red Bull ha avuto le mani libere...

Max Verstappen, Red Bull Racing RB18 si ritira

Max Verstappen, Red Bull Racing RB18 si ritira

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

I problemi di cavitazione, quindi, sarebbero stati un aspetto secondario del problema, tanto più che grazie all’etanolo diluito al 10% nella benzina si riesce ad avere un carburante più freddo rispetto allo scorso anno…

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