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Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Dati: McLaren la più equilbrata, Ferrari un cantiere aperto

Il venerdì di Silverstone ha visto McLaren partire con il piede giusto, con una MCL38 che si è rivelata la monoposto più equilibrata per performance tra lento e veloce. Red Bull è più vicino di ciò che racconta la classifica, date anche le mappature più conservative, ma soffre nel lento. Ferrari è invece un cantiero aperto alla ricerca di dati.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

In una giornata in cui le altre serie sono state condizionate dalla pioggia, il meteo inglese ha concesso una tregua proprio alla Formula 1. Sia la prima che la seconda sessione di libere si sono rivelate di fatto asciutte, se non per qualche goccia di pioggia caduta a tratti, specie verso la fine della FP2.

Chi è partito con il piede giusto è sicuramente la McLaren, che ha chiuso in testa la prima giornata con entrambe le vetture e, in particolare, con un Lando Norris in grande spolvero. La speranza della squadra di Woking è naturalmente quella di confermare quanto visto al venerdì anche nelle giornate successive, magari potendo giocare a due punte contro una Red Bull che, seppur dietro, è meno distante di quanto lasci intendere la classifica finale.

Il primo e il secondo tempo rappresentano un primo e concreto segnale di attacco alla Red Bull e a Max Verstappen che, quantomeno al venerdì, si devono accontentare del ruolo di inseguitori, con problemi già osservati in altri appuntamenti dalla stagione.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Il settimo posto in classifica al termine della seconda sessione di libere di certo non rispecchia il pieno potenziale della Red Bull e di Max Verstappen, come dimostra anche il terzo tempo ottenuto da Sergio Perez con l’altra RB20, seppur a ben 4 decimi dalla vetta. Tuttavia, al momento sembra piuttosto chiaro che davanti McLaren è partita con il piede giusto, mettendo insieme vari pezzettini su un tracciato che, sulla carta, dovrebbe essere favorevole alle caratteristiche della MCL38.

In passato, le monoposto dei due team di vertice avevano molto in comune, a partire dalle qualità nelle curve veloci. Non è un caso che anche la scorsa stagione a Silverstone la McLaren avesse ben figurato, guidando la corsa nelle prime fasi: dodici mesi dopo quei segnali sembrano aver trovato conferma, con entrambe le MCL38 davanti quantomeno al venerdì. Da allora, infatti, la scuderia di Woking ha spinto sull’acceleratore in tema sviluppi, progettando una vettura che nelle ultime gare è sempre stata in lotta per aggiudicarsi la vittoria.

Per riuscirsi è dovuta intervenire anche sui punti deboli di quello del progetto MCL38, tra cui le carenze nelle curve più lente, dove l’anteriore, in particolare nelle curve molto prolungate, faticava a garantire il grip inducendo al sottosterzo. Grazie alle ultime novità, McLaren ha compiuto un netto passo avanti anche in quell’ambito, come già emerso nelle scorse tappe, per cui non deve sorprendere che questo tema si riproponga anche qui.

Come ben sottolineato anche da Helmut Marko al termine della seconda sessione, la MCL38 sembra avere qualcosa in più soprattutto nelle curve lente del primo settore, ovvero alla 3 e alla 4, dove invece la Red Bull sembra pattinare eccessivamente. Se con Perez il gap è estremamente evidente, arrivando a toccare circa 20 km/h rispetto al miglior giro di Norris alla terza curva, con Verstappen il gap si riduce sensibilmente, arrivando attorno ai 5 km/h. Il confronto con l’olandese è chiaramente relativo al giro poi abortito con la soft nuova che, seppur non sia stato completato, fornisce indicazioni e utili riferimenti in merito al primo intertempo sfruttando l’evoluzione della pista.

Confronto telemetrico FP2 Silverstone 2024: Verstappen (giro abortito) - Norris

Confronto telemetrico FP2 Silverstone 2024: Verstappen (giro abortito) - Norris

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Ad ogni modo, però, emerge in maniera evidente come buona parte del gap derivi proprio da questo tipo di curve, tanto che il tema si ripropone non solo all’uscita chicane, ma anche in curva sette e, andando nello specifico, in uscita e allungo. È giusto menzionare, tuttavia, che McLaren sembra aver dato maggior spazio all’utilizzo della Power Unit, puntando inoltre su una configurazione ala/beam wing più scarica: non è un mistero che Red Bull preferisca essere più conservativa sul motore al venerdì, lasciando le mappature ben più aggressive solo per il sabato. La configurazione scelta dal team papaya sembra però premiare le doti di allungo della MCL38, senza penalizzare troppo il carico, con il fondo che lavora bene nei curvoni.

L’aspetto positivo per la scuderia di Milton Keynes è rappresentato, invece, dalla prestazioni nelle curve veloci, dove anche con Perez si sono riscontrate buone indicazioni, al di là degli errori commessi poi da Verstappen durante il suo tentativo di giro veloce. Anche sul passo gara sembra esserci qualcosa su cui lavorare in casa Red Bull, con un Norris al momento favorito. Dall’altra parte, però, è anche vero che la squadra anglo-austriaca ha girato con mappature più conservative, lasciando da parte qualcosa in vista del resto del fine settimana. 

Chi pare più distante sono Ferrari e Mercedes. La prima giornata di prove libere è andata in archivio con una Rossa che ha dato ampio spazio e importanza ai confronti interni per capire cosa non ha funzionato con l’ultimo pacchetto di novità tecniche che ha debuttato a Barcellona. Gli aggiornamenti sembrano aver dato carico aerodinamico a livello complessivo ma, dall’altra parte, hanno anche accentuato altri problemi, tra cui il ritorno del bouncing.

Per questo la Rossa ha sfruttato la prima giornata di prove libere a Silverstone, circuito che fa delle zone ad alta velocità uno dei suoi aspetti caratteristici, per effettuare delle prove comparative tra il vecchio e il nuovo pacchetto. Leclerc ha avuto quello più recente per tutta la giornata, mentre sull’auto di Sainz è stato montato quello di Imola. Durante le libere si sono notate delle differenze non solo sul piano delle performance, molto più marcate in FP1 che in FP2, ma anche di comportamento dell’auto: con Leclerc si è visto un assetto più nervoso, in particolare nelle curve veloci dove emergono i problemi di bouncing, spingendo il monegasco a dover lavorare per gestire il posteriore.

Confronto telemetrico FP2 Silverstone 2024: Leclerc - Norris

Confronto telemetrico FP2 Silverstone 2024: Leclerc - Norris

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Osservando i dati telemetrici dei due piloti della Rossa, però, emergono punti in comune, a partire dal gap nelle zone veloci, come era facilmente prevedibile. Ad esempio, in Ferrari durante la giornata hanno lavorato molto sulla percorrenza di curva sei, dove in effetti si riscontrano delle differenze rispetto a McLaren, e l’inserimento di curva sette, un tratto lento dove, sui riferimenti telemetrici in termini di velocità di percorrenza, conta molto la traiettoria scelta.

Di fatto, però, vi è un problema: per quanto i riscontri nella zona della sequenza veloce tra Maggots e Chapel non siano poi così negativi, anche perché buona parte di quel tratto si percorre in pieno, si tratta solo del venerdì. Nel caso le qualifiche fossero asciutte sarà interessante capire da una parte quanto margine ha la McLaren, specie per la percorrenza di curva 13-14, ma dall’altro anche quanto sia già al limite Leclerc, con una vettura che al venerdì è sembrata abbastanza nervosa complice il bouncing.

Sembra andare un pochino meglio, invece, nei tratti lenti, per quanto anche in quei tratti il team di Woking si sia rivelato il mix più equilibrato del venerdì. Quella che sembra mettere più in crisi la SF-24 è curva 4, le cui caratteristiche spingono a una fase di sterzata prolungata per poi dover tornare sulla fase di trazione al momento ideale, caratteristiche la monoposto di Maranello non digerisce sempre nel migliore dei modi.

È un tema che, però, andrà affrontato e compreso bene il sabato, soprattutto per quanto riguarda le curve veloci. Come nel caso di Red Bull, si tratta di trovare un compromesso senza penalizzare eccessivamente nessuna delle due caratteristiche. La notte dovrà portare consiglio agli ingegneri della Rossa soprattutto in merito alla scelta del pacchetto, vero indiziato di questo venerdì britannico in casa Ferrari.

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