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F1 | Dati: Ferrari scommette sull’efficienza, McLaren punta tutto sulla trazione

Il layout di Baku ha messo a confronto caratteristiche differenti tra i team. Ferrari, potendo contare su una buona efficienza, ha scleto di caricare leggermente le ali per trovare maggior stabilità nel secondo settore, mentre la McLaren punta tutto sulle doti di trazione e guidabilità nei tratti più lenti. Sullo sfondo rimane l'incognita Red Bull.

Lewis Hamilton, Ferrari

Continuare a lavorare con i piedi ben ancorati a terra, perché la strada da percorrere è ancora lunga. Si può riassumere così il venerdì della Ferrari, il migliore della stagione sia per le sensazioni in pista sia per il risultato puro, con le due Rosse che hanno chiuso al comando il secondo turno di prove libere a Baku, per di più con un vantaggio piuttosto consistente sui rivali.

Eppure, tutti all’interno del Cavallino invitano alla calma, consapevoli che il weekend ha ancora molto da raccontare e che la McLaren, complice gli incidenti che l’hanno messa anticipatamente fuori gioco nella sessione pomeridiana, ha ancora delle carte da giocare, senza dimenticare una Red Bull sullo sfondo che può sempre giocare da jolly.

Per certi versi, quello dell’Azerbaijan è un tracciato che può sempre riservare sorprese, dalle imprese inaspettate a qualifiche che seguono un copione già scritto, proprio per la sua natura imprevedibile. La scarsa aderenza dell’asfalto cittadino e i compromessi sul carico aerodinamico imposti dal layout possono infatti generare ben più di qualche incognita.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Ciò si riflette anche nelle scelte dei vari team, che hanno optato per soluzioni differenti. Alcune squadre, come McLaren e Red Bull, sono rimaste su configurazioni simili a quelle adottate a Monza, mentre altre, come la Ferrari, hanno scelto di caricare il posteriore per ottenere maggiore stabilità nel settore centrale, dove è fondamentale saper gestire la gomma, soprattutto sul giro singolo.

Scelte differenti che riflettono approcci diversi alle sfide di Baku. Se a Monza a fare la differenza erano le doti di carico generate dal fondo nei curvoni ad alta velocità, in Azerbaijan emerge invece l’importanza della trazione in uscita dalle numerose sezioni lente, dove diventa cruciale gestire al meglio gli pneumatici.

A completare il quadro, c’è il tema cruciale delle velocità di punta sui lunghi rettilinei. Ed è proprio qui che si dividono le scelte. Essendo consapevole delle qualità in termini di efficienza aerodinamica della SF-25, il Cavallino ha puntato su un’ala posteriore leggermente più carica nel disegno del mainplane per privilegiare il settore guidato, ma con due diverse soluzioni del flap DRS per recuperare qualche km/h sugli allunghi.

Lewis Hamilton, Ferrari
Charles Leclerc, Ferrari

Lo confermano tempi e telemetrie: la Rossa brilla sui rettilinei del primo e del terzo settore ed è anche la più vicina alla McLaren nell’intertempo centrale, il più guidato. Sarà importante capire come evolverà la pista, perché il progressivo miglioramento dell’asfalto potrebbe favorire i team che hanno scelto soluzioni più scariche. Da non sottovalutare, inoltre, il ruolo del vento: per sabato sono attese forti folate e, se dovessero soffiare in senso contrario, potrebbero avvantaggiare chi ha optato per un assetto scarico.

Qui emergono le differenze di approccio con il team di Woking che, non potendo sacrificare troppo le velocità di punta a causa della scarsa efficienza con ali particolarmente scariche, punta sulle doti di trazione e di uscita curva della MCL39, sebbene le curve secche a 90° limitino un po' i punti di forza della vettura mostrati altrove su tratti più lunghi. Un punto di forza che, già lo scorso anno, permise a Piastri di fare la differenza all’uscita dell’ultima curva e conquistare la vittoria. 

L’aspetto più interessante è che entrambe le McLaren hanno segnato quel tempo nel secondo settore nelle fasi iniziali della sessione, prima di finire contro il muretto. Un segnale che, al di là di quanto i piloti abbiano nascosto in vista della qualifica, prassi su un tracciato cittadino, lascia intendere un margine di miglioramento su cui il team di Woking punta per tornare al vertice già dal sabato.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: Andrew Ferraro / LAT Images via Getty Images

Infatti, nonostante la sessione si sia conclusa in anticipo, la MCL39 ha mostrato sprazzi di competitività, tanto che Charles Leclerc, pur senza averne ancora visto il pieno potenziale, l’ha definita “fuori dal mondo”. Nella lotta al vertice, però, resta un altro avversario ingombrante da non sottovalutare: la Red Bull.

La scuderia anglo-austriaca aveva indicato Baku tra i circuiti favorevoli alla RB21 dopo Monza, sebbene le due piste abbiano in realtà pochi aspetti in comune. Entrambe offrono lunghi rettilinei in cui esaltare l’efficienza della monoposto e le ali a basso carico, ma in Azerbaijan mancano i curvoni ad alta velocità che, due settimane fa, avevano messo in luce le qualità della Red Bull.

Sul piano dei risultati, la vettura di Milton Keynes non ha impressionato in termini assoluti, ma nel team c’è fiducia per il passo gara. I dati odierni vanno però presi con cautela: le squadre si sono concentrate soprattutto sul giro secco e sulla gomma soft, destinata a non essere utilizzata in gara e scartata anche in qualifica. È proprio lì che la Red Bull punta a trovare quei due decimi necessari per inserirsi nelle prime file e giocarsi la vittoria sulla distanza.

In qualifica, con ogni probabilità, si userà la media: la C5 garantisce infatti maggiore stabilità tra le stradine del centro di Baku rispetto a una C6 dal grip più elevato ma con una finestra di utilizzo più delicata. Su un tracciato dove le gomme tendono a raffreddarsi, sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tra un anteriore reattivo nelle prime curve e un posteriore capace di gestire al meglio le fasi di trazione nel giro.

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