F1 | Da Mercedes a Ford: perché ora c'è un fronte comune favorevole al ritorno di un potente V8
Il cambio di strategia del mercato dell'auto, che frena sull'elettrico puro, riavvicina la F1 ai motori V8. Mercedes e Ford, che hanno spinto per l'elettrificazione, sarebbero favorevoli al cambio di direzione perché anche la loro gamma stradale sta cambiando. Tuttavia, c'è anche un tema di riduzione dei costi, su cui è favorevole anche Ferrari.
Mercedes W17, dettaglio tecnico
Foto di: AG Photo
Complice lo scenario globale del mercato e quanto emerso in questo avvio di stagione, negli ultimi mesi il tema del motore del futuro è tornato al centro delle agende non solo della Formula 1 e della FIA, ma anche dei costruttori. Dal 2027 è previsto un progressivo allontanamento dal rapporto 50/50 tra elettrico e termico, mentre dal 2031 è atteso un ulteriore passo in avanti.
Parlando in esclusiva lo scorso mese con Motorsport.com, Stefano Domenicali aveva sottolineato quanto fosse cruciale per la Formula 1 proseguire il confronto avviato l’anno passato, così da definire il prossimo motore entro la fine di questa stagione. Una posizione comprensibile: serve pianificare per tempo il futuro, garantendo alle squadre almeno quattro anni per sviluppare la nuova power unit.
Tuttavia, parlando nel fine settimana di Miami, il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem è andato oltre, sottolineando come sul tavolo ci sia l’ipotesi di anticipare l’inizio del prossimo ciclo tecnico al 2030, il che manderebbe in soffitta con un anno di anticipo le attuali power unit. È evidente, però, che su questo fronte sarà necessario trovare un accordo comune anche con i costruttori.
Griglia di partenza
Foto di: Lars Baron / Getty Images
Da una parte F1 e FIA spingono per una formula più semplice, costruendo quel meccanismo di “protezione” evocato da Domenicali perché, come ricordato anche dal responsabile monoposto della FIA Nikolas Tombazis, lo sport non può diventare ostaggio dei costruttori. Un motore meno complesso e soprattutto meno costoso potrebbe riaprire la porta a realtà indipendenti, come accadde ai tempi di Cosworth.
Questa possibilità aiuterebbe a mettere al riparo la Formula 1 da eventuali ritiri dovuti a cambi di strategia o a crisi globali, uno scenario che i vertici della categoria non possono escludere considerando la forte volatilità del mercato automobilistico. Cinque anni fa si era registrata una spinta decisa verso l’elettrico, ma oggi lo scenario è cambiato, in parte per volontà degli stessi costruttori.
C'è un inversione nel mercato
Ed è anche per questo che un ritorno ai V8 in Formula 1, in controtendenza rispetto agli ultimi cicli tecnici, sarebbe oggi accolto in modo più positivo di quanto si sarebbe immaginato solo pochi anni fa. Le prime discussioni erano state avviate già l’anno scorso, quando venne accantonata l’ipotesi di puntare su un V10, ma i costruttori sembrano aver già individuato una linea di principio comune.
Rafael Nadal waves the chequered flag for Race winner Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Mario Renzi / Formula 1 via Getty Images
Il team principal Mercedes Toto Wolff ha spiegato che un V8 rappresenterebbe un “motore Mercedes puro”, pur avvertendo che la Formula 1 deve restare rilevante per l’industria automobilistica nel suo complesso e non può abbandonare del tutto la componente ibrida. "Dal punto di vista Mercedes siamo aperti a nuove regolamentazioni motoristiche. Amiamo i V8. Dal nostro punto di vista è un motore Mercedes puro".
"Come facciamo a dargli abbastanza energia lato batteria per non perdere il collegamento con il mondo reale? Perché se passiamo al 100% della potenza a combustione, potremmo sembrare un po’ ridicoli nel 2031 o nel 2030. Quindi dobbiamo considerare questo aspetto, semplificare e trasformarlo in un mega progetto ingegneristico”, ha aggiunto Wolff a Miami.
“Magari possiamo estrarre 800 cavalli dall’ICE e aggiungerne 400 o più dalla parte elettrica. Siamo assolutamente favorevoli, purché queste discussioni avvengano in modo strutturato. Le considerazioni di tutti devono essere prese in esame”.
Toto Wolff, Mercedes
Foto di: Hector Vivas / Formula 1 via Getty Images
I costruttori non hanno abbandonato i V8 stradali
Sebbene Wolff stesse ragionando a voce alta su un’ipotesi estrema da 1200 cavalli, il punto resta chiaro: la Formula 1 può – tornare a propulsori termici potenti e rumorosi, senza però rinunciare del tutto alla componente elettrica. L’idea è quella di mantenere un piccolo KERS per preservare un legame con il mondo ibrido. Ma perché questa inversione di tendenza è diventata improvvisamente così concreta?
Rispetto a cinque anni fa il mercato è cambiato e questa nuova direzione coincide con ciò che il marchio sta già facendo sul fronte stradale. Dopo anni di downsizing e di ibridi complessi, AMG ha compreso che il mercato continua a chiedere il carattere e il suono degli otto cilindri. Per questo, a fine anno debutterà un nuovo V8 destinato ai modelli di fascia alta: più potente e più leggero rispetto alle soluzioni plug‑in, con il vantaggio di ridurre il peso eliminando parte della componente batteria.
In questo contesto, la posizione di Toto Wolff appare coerente: un V8 ibrido semplice rappresenta un “motore Mercedes puro”, capace di unire identità di marca e rilevanza tecnologica. Se Mercedes torna al V8 per ragioni commerciali e di immagine, per la F1 potrebbe essere una soluzione che potrebbe incontrare il favore dei tifosi.
Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal, Jim Farley, Ford CEO
Foto di: Red Bull Content Pool
Tuttavia, Mercedes non sarebbe l’unico costruttore favorevole a questa direzione. Anche il direttore di Ford Performance, Mark Rushbrook, ha spiegato che l’azienda americana accoglierebbe con favore un ritorno ai V8 in Formula 1, poiché la nuova strategia Ford per le vetture stradali prevede che i motori a combustione interna restino una componente importante del proprio portfolio.
Ford aveva inizialmente pianificato di eliminare gradualmente le vetture stradali alimentate esclusivamente da motori a combustione, tanto che anche i modelli sportivi di punta avevano iniziato una transizione verso l’elettrico. Questa scelta è però stata successivamente rivista. Di conseguenza, considerando che Ford manterrà un V8 nella propria gamma, un cambio di direzione della Formula 1 sarebbe accolto con favore.
"Ci interesserebbe molto. Ciò che abbiamo visto nel modo in cui Ford approccia i propri veicoli, specialmente negli ultimi anni in cui gli standard e i requisiti per le auto passeggeri sono diventati molto più regionali, è che disponiamo di motori a combustione totale, ibridi con diverse architetture, differenti bilanciamenti tra ICE ed elettrico, e veicoli completamente elettrici. Dobbiamo essere pronti a offrirli nei diversi mercati di tutto il mondo, quindi abbiamo una libreria completa a disposizione”.
Ferrari non si oppone all’idea di una power unit più semplice e leggera. Anzi, per Maranello il punto centrale in vista di una revisione regolamentare è la riduzione dei costi di sviluppo, oggi considerati eccessivi e poco sostenibili. La posizione di Audi, il costruttore che più aveva spinto verso l’elettrico, resta invece avvolta nella nebbia. Honda si trova in una situazione ancora più complessa: il marchio giapponese è rientrato proprio per la componente elettrica, ma nell’ultimo report annuale ha registrato perdite legate ai mancati introiti generati dalla spinta verso l’elettrificazione della gamma.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments